domenica 15 dicembre - Aggiornato alle 07:28

Tesei-Squarta, FI tratta e schiera gli amministratori: i nomi. Gallinella: «Pd-M5s? Fantascienza»

Il partito: «Asse troppo a destra». E c’è il nodo coalizione. Toti: «Niente veti, ci saremo». Nel centrosinistra pressing sui pentastellati

Donatella Tesei, sindaco di Montefalco e senatore della Lega

di Daniele Bovi

Il modo in cui saranno mosse le pedine sullo scacchiere romano influenzerà la partita delle regionali d’autunno. Martedì, in Senato, arriverà il premier Giuseppe Conte per le attesissime comunicazioni che, di fatto, saranno il vero fischio d’inizio della crisi. Nelle stesse ore, a Roma, il segretario della Lega Matteo Salvini dovrebbe incontrare la senatrice Donatella Tesei e in giornata, dopo mesi di tira e molla, potrebbe arrivare il via libera definitivo al ticket formato dalla presidente della commissione Difesa e dal consigliere regionale di FdI Marco Squarta. A salviniani e meloniani lunedì è però arrivato il messaggio di Forza Italia che ha fatto trapelare all’Ansa la contrarietà al ticket, «troppo a destra» per un progetto a quel punto non in grado di «intercettare i voti del centro».

Forza Italia La posizione, benché non firmata, esprime di fatto quella del coordinamento umbro del partito che non ha voglia di fare il vaso di coccio tra i due vasi di ferro. I rapporti di forza ormai nel centrodestra – anzi nel destra-centro – si sono rovesciati e il messaggio di lunedì si può tradurre anche così: prima di dare l’ok al probabile ticket Forza Italia vuole trattare, anche sulle posizioni future, senza dare l’impressione di cedere subito. Nel frattempo, sotto il solleone di agosto il partito ha portato avanti il lavoro sulla lista in cui saranno schierati tanti amministratori, a parte quelli eletti da pochi mesi. Da Perugia il sindaco Andrea Romizi è chiamato a indicare un ‘suo’ nome mentre da Terni dovrebbe esserci il presidente del consiglio comunale Francesco Maria Ferranti.

Le liste Dentro anche sindaci come Antonino Ruggiano (Todi), Nicola Alemanno (Norcia) e Laura Pernazza (Amelia), i vicesindaco di Umbertide Annalisa Mierla, di Foligno Riccardo Meloni e di Marsciano Andrea Pilati. Dalla sua invece Fratelli d’Italia potrebbe schierare nomi come quello dell’imprenditrice Fotinì Giustozzi (eletta a Perugia e per molti giorni protagonista del toto-giunta), un neo acquisto come Sergio De Vincenzi, Eleonora Pace, Michela Sciurpa, Raffaella Pagliochini e Francesca Traica. Al momento la mancanza di una cabina di regia si sente se si guarda al nodo coalizione. Lunedì Forza Italia ha fatto capire di non gradire gli ‘scissionisti’ di Giovanni Toti, guidati in Umbria dal duo Tracchegiani-Laffranco.

Nodo coalizione E lunedì è stato proprio Toti a replicare ai forzisti: «Nel mio recente incontro con Salvini – dice – ho garantito che la lista di Cambiamo ci sarà e sarà al fianco del candidato che verrà scelto dalle forze politiche del territorio. In tale senso abbiamo già chiesto agli amici del territorio, a partire da Laffranco, di muoversi in tal senso. Mai si è parlato di veti alla nostra presenza che vuole essere di sostegno alla voglia di cambiamento dei cittadini umbri». La verità è che i posti a disposizione dell’eventuale maggioranza di centrodestra sarebbero in tutto 13 e dunque, vista l’esiguità, più d’uno sentendo che da soli Lega, Fdi e Fi potrebbero farcela pensa che non sia il caso di cedere spazi; un discorso valido anche per la lista che ha tra i suoi animatori Nilo Arcudi.

Pd-M5s Dall’altra parte della barricata invece, dove si lavora alla candidatura (con la regia del Pd) del presidente di Confcooperative Andrea Fora, si registra il pressing crescente nei confronti del Movimento 5 stelle. E anche in questo caso si torna all’assunto iniziale: che strada prenderà la crisi? Un governo di legislatura Pd-M5s potrebbe portare a un’alleanza? «Mi sembra prematuro – dice Marina Sereni – però certo, se si aprisse un dialogo programmatico serio per un nuovo governo nazionale anche le dinamiche sul territorio dovranno tenerne conto. Ma, ripeto, un passo alla volta». «Prematuro» è l’aggettivo che usa anche Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera: «Anzi – dice a Umbria24 – per me è proprio fantascienza. Non ci sono le condizioni, dato che pare abbiano scelto già il candidato. Eventuali trattative dovrebbero riguardare tutti gli aspetti, dal programma ai candidati, mentre in questo caso non mi pare ci siano i presupposti».

Abboccamenti e sondaggi «Credo – aggiunge – che abbiano paura di perdere posizioni e che, quindi, chiedano al Movimento di appoggiarli ma non funziona così». Abboccamenti e sondaggi informali su ipotetici scenari futuri ci sono stati e quel che è certo è che il Movimento sta vivendo una fase difficile. La crisi ha portato al congelamento di dossier importanti come quello che riguarda la nomina dei cosiddetti «facilitatori», in grado di tenere le fila sui territori, e del percorso verso il voto d’autunno con annessa possibilità di alleanze con liste civiche. Con Andrea Liberati chiamatosi fuori, servono nomi conosciuti in grado di intercettare preferenze: sul tavolo rimangono quelli di Maria Grazia Carbonari, Laura Agea o del chirurgo Gino Di Manici.

Twitter @DanieleBovi

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