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mercoledì 14 aprile - Aggiornato alle 22:32

Tesei chiederà al governo le zone gialle. Pressing di Confcommercio: «Fateci riaprire»

La presidente: «Umbri vaccinati entro agosto, in arrivo più dosi». Il mondo del commercio: «Programmare le riaperture»

Donatella Tesei

di D.B.

«Non credo che il paese possa reggere tutto questo, oggi le situazioni sono diverse e l’Umbria fortunatamente ha numeri da zona gialla». Così la presidente della Regione Donatella Tesei, ospite mercoledì della trasmissione di Rai Radio 1 «Un giorno da pecora». Tesei giovedì incontrerà il premier Mario Draghi insieme agli altri presidenti in Conferenza Stato-Regioni, dove si parlerà soprattutto del ruolo di queste ultime nell’ambito del Next generation EU. Nel corso dell’incontro però si parlerà anche dell’emergenza sanitaria e la presidente chiederà che si ritorni al sistema precedente, quello che prevedeva anche le zone gialle, non previste dall’attuale decreto almeno fino al 30 aprile.

Zone gialle «Quando è stato necessario – ha detto Tesei – abbiamo fatto anche noi ordinanze restrittive perché era utile farle ma in questo momento l’Umbria sarebbe in ‘zona gialla’ e, sempre con il principio di massima cautela, è dannoso continuare a tenere chiuse attività che possono invece lavorare in sicurezza. quello che valeva prima deve poter valere anche oggi; speriamo che il governo rifletta su questo e dove possibile riapra». Durante l’intervista la presidente ha parlato anche del tema dei vaccini: «Puntiamo a vaccinare gli umbri entro agosto», ha detto, spiegando poi che «a breve» l’Umbria conta di ottenere più dosi, passando dalle circa 4 mila giornaliere a 7 mila nell’arco di 7-10 giorni.

Vaccini «Stiamo andando avanti in base a quelle che sono le dosi che arrivano – ha sottolineato – e quindi non sempre si possono rispettare le programmazioni, ma il generale Figliuolo ci ha garantito le quantità con una prospettiva di incremento interessante a partire dalla prossima settimana». Quanto all’annunciato stop durante il giorno di Pasqua, quando sono state fatte solo 18 vaccinazioni (4.146 a Pasquetta), la presidente ha spiegato che la scelta «è stata dettata dal fatto che la sanità regionale ha ritenuto di dover conservare 3.500 dosi per il richiamo e la seconda dose perché non avevamo avuto ancora conferma delle forniture successive».

INTERATTIVO: VACCINAZIONI IN UMBRIA GIORNO PER GIORNO

Anziani Sul delicato capitolo degli over 80 Tesei ha sostenuto che «l’Umbria è arrivata a vaccinarne circa il 50%, con la prima dose somministrata a 71 mila aventi diritto. Una cifra ragguardevole» ha detto per poi ricordare che la regione ha 89 mila ultraottantenni, «una quota di anziani molto elevata». Alcuni però non hanno fatto ancora la prenotazione ed è per questo motivo che «li stiamo sollecitando attraverso un intervento diretto dei medici di medicina generale».

Il pressing Sul fronte delle riaperture intanto va avanti il pressing di Confcommercio. «È ormai chiaro – dice Giorgio Mencaroni – che non possiamo continuare ad andare avanti chiedendo ad alcune categorie sacrifici superiori alle loro possibilità. Siamo molto preoccupati per il livello di esasperazione che serpeggia da tempo, per ragioni comprensibilissime. La chiusura obbligata delle piccole imprese non risolve i problemi, ma li acuisce». Per Mencaroni bisogna programmare da subito le riaperture: «Oggi sono a rischio – aggiunge – moltissime imprese del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni. Gli aiuti che servono non possono essere quelli previsti: gli indennizzi devono essere adeguati e più inclusivi. Ma non basta». Confcommercio chiede infatti una moratoria sui prestiti bancari e un’esenzione per quanto riguarda Imu e Tari.

Bar e ristoranti La Fipe, che rappresenta oltre 5 mila bar e ristoranti, ha lanciato una nuova campagna di mobilitazione in vista della manifestazione del 13 aprile a Roma: «Le aspettative che avevamo sul decreto Sostegni – dice il presidente di Fipe Confcommercio Umbria, Romano Cardinali – sono state ampiamente disattese: gli aiuti si sono rivelati assolutamente insufficienti rispetto al danno che abbiamo subito. A sei mesi dalla manifestazione di Perugia, quando assieme all’Unione regionale cuochi umbri abbiamo messo le tovaglie a terra per manifestare la nostra esasperazione, pensiamo che ora sia il momento per alzare nuovamente la voce».

Le richieste La Fipe ha chiesto alla Regione di programmare da subito la richiesta di una riapertura delle attività sia a pranzo che a cena, non oltre il 24 aprile, con prenotazione obbligatoria per garantire la massima sicurezza, e vuole che Palazzo Donini che si faccia garante con il sistema bancario perché le imprese possano accedere a finanziamenti a tasso agevolato adeguati al fatturato perso, con almeno due anni di preammortamento. In più si vuole una modifica della legge sulle sagre, riducendone la durata e uno stop per tutto il 2021.

Twitter @DanieleBovi

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