lunedì 26 agosto - Aggiornato alle 06:39

Terremoto, Regione impugna decreto Genova: «Manca l’intesa, è incostituzionale»

Dopo le Marche anche l’Umbria ricorre in Corte Suprema per le ordinanze commissariali senza l’accordo dei governatori

Marini e Ceriscioli

di C.F.

Anche la Regione Umbria impugna il decreto Genova davanti alla Corte Costituzionale, che violerebbe il principio di collaborazione tra istituzioni su materie concorrenti, come appunto quelle molto ampie che ruotano intorno alla ricostruzione post sisma. Sarà giudicata dalla Corte Suprema la modifica proposta e approvata in Parlamento da Lega e M5s, in base alla quale il commissario per la ricostruzione del Centro Italia terremotato, Piero Farabollini, può emanare le proprie ordinanze non più previa intesa coi presidenti delle Regioni e vicecommissari, ma semplicemente avendoli sentiti.

«Manca l’intesa, è incostituzionale» Lunedì la giunta regionale ha deliberato di sollevare l’illegittimità incostituzionale e di dare incarico legale al prof Massimo Luciani, ordinario di Diritto costituzionale a La Sapienza e presidente dell’Associazione italiana costituzionalisti, impugnando così la modifica alla governance commissariale introdotta col decreto Genova, nella convinzione che violi gli articoli 117 e 118 della Costituzione, che disciplinano funzioni ma soprattutto materie esclusive e concorrenti sulla potestà legislativa di Stato e Regioni. Al momento la battaglia costituzionale, così come la modifica gialloverde, ha il sapore netto dello scontro politico tra due livelli dello Stato, che nel caso specificano battono bandiere opposte, ma sarà la Corte Suprema a stabilire se c’è l’illegittimità. Nel merito, il commissario con le sue ordinanze per la ricostruzione del Centro Italia terremotato interviene normando materie concorrenti come ad esempio edilizia, urbanistica, beni culturali, tutela del territorio e protezione civile e non potrebbe esercitare, è il cuore dell’impugnazione, la potestà legislativa senza aver raggiunto l’intesa con le Regioni, anche loro competenti a legiferare su quelle materie: per l’assessore regionale alle riforme Bartolini «il semplice parere relega le Regioni a mero ruolo consultivo, ledendone l’autonomia». A proporre alla giunta di impugnare il decreto Genova nella parte che elimina la «previa intesa» coi presidenti delle Regioni e vicecommissari è stata la stessa Catiuscia Marini, seguendo l’iniziativa dell governatore delle Marche Luca Ceriscioli, che nei giorni scorsi aveva già deliberato in questo senso, mentre non è ancora arrivata l’impugnazione da parte della Regione Lazio, che però appare prossima. Nessuna notizia, invece, dall’Abruzzo.

@chilodice

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