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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 18:18

Terremoto, la politica regionale si mobilita: «Fare presto e dare risposte a malati e studenti»

Consiglieri riuniti al centro di protezione civile di Foligno: «Dare risposte adeguare a emergenza per 5 mila persone». La protesta: «Container previsti troppo piccoli»

Riunione al centro prociv di Foligno

Il numero e la situazione degli sfollati, le tempistiche per l’installazione dei container e poi la costruzione delle casette, la verifica dell’agibilità degli edifici, ma anche le sistemazioni per gli allevatori e il problema di ospedali e scuole nei territori colpiti dal terremoto. E una polemica sulle dimensioni dei moduli provvisori, considerati «troppo piccoli» da alcuni consiglieri regionali. Sono i temi chiave intorno a cui si è articolato l’incontro tra Giunta regionale dell’Umbria (con la presidente Catiuscia Marini e gli assessori Luca Barberini e Antonio Bartolini), consiglieri regionali e il responsabile della protezione civile regionale, Alfiero Moretti, avvenuto al Centro regionale della Protezione civile di Foligno. Ad aprirlo, la presidente dell’Assemblea Donatella Porzi, che ha introdotto la seduta come «un utile momento di confronto e informazione tra tutti i consiglieri per capire come è stata affronta la prima emergenza e come si procederà nella lunga fase seguente». Porzi ha anche annunciato che mercoledì l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea umbra, con quelli delle altre Regioni colpite dal terremoto, sarà ricevuto dalla commissione Ambiente della Camera.

TUTTO SUL TERREMOTO

La relazione della Prociv È seguita l’informativa di Alfiero Moretti, che ha rimarcato come «il terremoto del 30 ottobre ha azzerato tutto» il lavoro fatto dopo la scossa del 24 agosto. «Il primo obiettivo – ha detto – è garantire adeguata assistenza alla popolazione, dato che ci sono circa 5 mila persone da assistere: al momento 1.600 sono negli alberghi, 2.500 sono all’interno di strutture comunitarie in Valnerina, a Spoleto, a Foligno, Sellano, mentre a Cascia, Monteleone, Norcia e altri centri, stiamo ospitando circa 800 persone all’interno delle tende. Non si tratta di 5 mila sfollati, alcuni di essi non hanno perso la casa, ma hanno paura di rientrare e i danni alle abitazioni non sono stati ancora quantificati. Sappiamo che le tende non sono una soluzione e infatti puntiamo prioritariamente sull’autonoma sistemazione e sugli hotel, che attraverso Federalberghi hanno stipulato una convenzione che prevede 40 euro a persona al giorno in pensione completa. Con questa soluzione le famiglie potranno stare in zone lontane dal sisma e in tutta sicurezza, come al Trasimeno, senza vivere nei container. Anche le strutture della Valnerina, una volta accertatane l’agibilità, potranno dare risposte agli sfollati. Coloro che sono voluti rimanere nei pressi delle proprie abitazioni si trovano ora nelle tende, ma questa non è evidentemente una soluzione. Queste persone verranno ospitate in villaggi comunitari con moduli abitativi da 2-3 posti letto e con i servizi in comune. Si tratta della sistemazione provvisoria per chi non accetta di stare in albergo in altre zone».

INTERVISTA A CATIUSCIA MARINI

Quante casette? Il vero problema, per Moretti, saranno «i numeri degli sfollati e delle case inagibili: solo dopo le verifiche sarà possibile montare le casette prefabbricate per quelle famiglie. Per fare ciò, una volta ultimata la ricognizione, si dovranno allestire i campi, urbanizzarli e poi ordinare le strutture prefabbricate, da montare in loco, alle ditte che hanno vinto il bando della Protezione civile nazionale. Dobbiamo capire quanti villaggi dobbiamo allestire, quanti container disponibili ci sono sul mercato (ne servono 2 mila), dato che se li devono costruire ci vorrà molto tempo. Tali strutture dovrebbero essere pronte poco dopo Natale». Per velocizzare le verifiche è stato adottato un «modello semplificato, in collaborazione con gli ordini professionali» utilizzando «tutti i tecnici disponibili in Italia». Ci sarà, dunque, una «schedatura limitata ad ‘agibile-non agibile’ mentre la gravità del danno verrà accertata in un secondo tempo». Il tecnico (saranno mille) presenterà la perizia dovrà quantificare esattamente il danno.

Allevamenti Per ciò che riguarda gli allevatori che devono stare vicini alla stalla sono 50 – ha specificato Moretti – mentre gli agricoltori non hanno la necessità di restare vicini alla proprietà. Le strutture prefabbricate rimovibili in acciaio (da 40 a 70 metri quadrati) verranno consegnate entro 30 giorni, a condizione che vengano fatti i basamenti. Le prime 12 piazzole sono state fatte dall’Agenzia forestale regionale. Prima di Natale gli allevatori dovrebbero avere i moduli abitativi montati.

Scuole Per quanto riguarda le scuole «ci vorrà qualche mese per fare fronte a questa emergenza», dice Moretti. «A Norcia la struttura temporanea ospiterà, col doppio turno, elementari, medie e superiori. A Cascia la situazione si è complicata: servirà una struttura di pronta accoglienza. A Preci la scuola è agibile e antisismica ma ci sono problemi legati al timore del sisma».

Viabilità Le strade sono quasi tutte chiuse e a viabilità limitata: il collegamento con le Marche è chiuso per i danni al viadotto, che ha dei piloni danneggiati. La strada per Ascoli è chiusa. La galleria di Forca Canapine ha lesioni sulla calotta e l’Anas sta predisponendo un intervento importante ma con tempi lunghi. È franata un pezzo di montagna tra Triponzo e Visso (sulla strada 209), con il fiume che è esondato; secondo i tecnici c’è il rischio di distacchi di roccia ancora maggiori. Tra Serravalle e Borgo Cerreto continuano a cadere massi: Anas sta intervenendo per ripristinare questo collegamento fondamentale ma al momento possono transitare solo mezzi di servizio. La provinciale che da S. Anatolia sale a Spoleto è a rischio caduta massi. L’unica strada agibile, ma non per i mezzi pesanti, è la Rocchetta, ma si allunga il percorso di 30 minuti.

Interventi dei consiglieri Dopo la relazione, sono iniziati gli interventi. Sergio De Vincenzi (Rp) ha chiesto di «spiegare quali interventi verranno attuati per gli allevatori e le e loro stalle», mentre Attilio Solinas (Pd) di «fare chiarezza sulla situazione delle strutture sanitarie». Claudio Ricci ha invitato a «mantenere ampia unità di intenti». Invece Marco Squarta (Fd’I) ha sottolineato come «bisogna impedire che i sindaci che sono in prima linea muoiano di burocrazia. Oggi apprendiamo che difficilmente i nuovi container arriveranno entro Natale, come invece aveva garantito il Premier, inoltre i container da 2-posti letto dei villaggi comunitari sembrano troppo piccoli». Per Giacomo Leonelli (Pd) «serve uno sforzo per la sistemazione delle persone entro Natale, importante per la fiducia dei cittadini, la Regione deve far intervenire anche il genio militare per mantenere le promesse fatte ai cittadini. La ricostruzione di case, imprese e scuole deve avvenire di pari passo». Gianfranco Chiacchieroni ha parlato di Castelluccio inaccessibile: «Bisognerebbe utilizzare i mezzi dell’esercito per rendere percorribile il sentiero che sale da Campi». Raffaele Nevi (FI) sugli aiuti ha evidenziato che «bisognerebbe dare indicazioni chiare su cosa possiamo fare per dare concretamente un aiuto», mentre Silvano Rometti (SeR) ha posto luce sul dare garanzie «ai ragazzi di poter tornare nelle proprie città e nelle loro scuole». Andrea Smacchi (Pd) ha esortato per il patrimonio culturale a interessare «anche le scuole di restauro umbro». Secondo Andrea Liberati (M5s) «i tempi prospettati sono troppo lunghi, ci sono aziende del Trentino che costruirebbero le casette per i terremotati in 3 settimane». Infine, Valerio Mancini (Lega nord) ha chiesto di «costituire un conto corrente Terremoto Umbria per raccogliere donazioni, pubblicizzarlo e dare conto di quanto ricevuto».

Risposte della Marini A replicare la presidente Catiuscia Marini. Sul tema degli allevatori «la Regione Lazio – ha detto – ha bandito una gara per le stalle temporanee per tutte le aree colpite, devono valutare le offerte e dovrebbero farlo domani. Con l’Agenzia forestale puntiamo a dare una casetta e una stalla agli agricoltori. Il problema è la raccolta del liquame, quindi servono fondazioni di appoggio e vasche di raccolta». Per ciò che riguarda la sanità «i malati di Cascia e Norcia sono stati spostati negli altri ospedali umbri e anche gli anziani delle case di riposo. Stiamo allestendo un posto medico per i primi esami. Abbiamo riallestito un punto di primo soccorso a Norcia, vicino al vecchio ospedale. Sono stati trovati posti nelle strutture sanitarie anche per anziani anche per i non autosufficienti che di solito stanno nelle proprie case, che ora sono inagibili e non possono stare nelle tende. A Norcia l’ospedale era chiuso in via precauzionale, bisognerà valutare se conviene ristrutturarlo oppure costruirne uno nuovo». Sulle casette prefabbricate, «la vera tempistica – ha replicato Marini – dipende dal giorno in cui c’è riconoscimento di casa inagibile ed è stata individuata l’area idonea. Sono i Comuni a dover individuare le aree, che devono essere pianeggianti. Le casette di legno del 1997 potrebbero essere utilizzate, in loco. Ma dato che esiste la disponibilità degli hotel ad accogliere gli sfollati, anche in Valnerina, in condizioni di maggiore comfort, non sarebbero comunque una soluzione». Per ciò che concerne le donazioni «un conto corrente per le donazioni esiste già e sta raccogliendo fondi per interventi di pubblica utilità». Confermata la richiesta di inserire anche Spoleto nell’area del cratere. Infine, per la scuola «gli studenti che si sono dovuti spostare lontani da casa potranno, grazie all’accordo con l’ufficio scolastico regionale, seguire temporaneamente le lezioni nel Comune in cui sono stati accolti».

M5s attacca Liberati successivamente torna sulla riunione. «Si prosegue imperterriti con ipotesi davvero sfacciate – afferma -, come quelle che, nel prevedere una fase intermedia di container, stabiliscono la dimensione di tali moduli metallici in appena 6 x 2,50 metri, anziché un più decoroso standard di 12 metri x 2,50: ciò significa al massimo tre posti letto (in 15 metri quadrati) e, soprattutto, la mancanza di bagni e docce, che restano dunque in comune. Catiuscia Marini – chiede l’esponente dell’opposizione – davvero vivrebbe in micro-cassoni del genere, senza servizi?».

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