giovedì 22 agosto - Aggiornato alle 16:10

Conte annuncia Testo unico terremoto e valuta ritorno all’intesa coi governatori

Farabollini assente al primo incontro coi presidenti di Regione che chiedono modifiche al modello di governance e più personale

Conte e Crimi al tavolo coi presidenti di Regione

di Chiara Fabrizi

Testo unico per il terremoto del Centro Italia e disponibilità a valutare il ritorno all’intesa tra il commissario per la ricostruzione e i suoi vice, ossia i quattro presidenti di Regione tagliati fuori col decreto Genova. Queste le aperture del governo che emergono a margine dell’incontro di palazzo Chigi che, giovedì pomeriggio, ha ospitato il primo summit tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il sottosegretario al terremoto Vito Crimi e i governatori del cratere del Centro Italia Catiuscia Marini (Umbria), Nicola Zingaretti (Lazio), Luca Ceriscioli (Marche) e Giovanni Lolli (Abruzzo), mentre era assente il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini.

Le richieste al governo Al centro del tavolo i quattro governatori hanno piazzato una serie di richieste di modifica al modello organizzativo per avvicinarlo ai territori, così da rendere anche più fluide le procedure di ricostruzione che, a due anni e mezzo dal primo terribile terremoto di Amatrice, fatica a ingranare e soprattutto rischia di ingolfarsi nel corso dell’anno, quando si prevede l’impennata di richieste. In questo senso, al presidente del Consiglio i governatori hanno chiesto anche di potenziare il personale degli uffici regionali e comunali impegnati nella gestione della ricostruzione dove secondo la Marini, c’è una «dotazione in termini personale pari a un sesto di quella che era prevista per il post sisma del 1197». La Marini ha parlato «dell’esigenza di avere una struttura organizzativa e una dotazione del personale nei Comuni che consenta di velocizzare le risposte e le autorizzazioni, e permetta di aprire i cantieri. La ricostruzione si fa se sono operativi i Comuni e gli uffici prossimi ai cittadini, non si fa da un commissario centrale a Roma. Abbiamo avanzato – dice – proposte sul personale e il modello di governance, non abbiamo parlato tanto dei poteri dei presidenti in sé, quanto dell’operatività che dobbiamo dare ai nostri territori».

Le aperture di Conte Il riferimento è alla revoca dell’intesa tra il commissario e i vice passata con un emendamento gialloverde al decreto Genova e attesa davanti alla Corte Costituzionale, cui hanno annunciato ricorso sia la Regione Umbria che le Marche. Sul punto emerge che sia Conte che Crimi hanno aperto alla possibilità di modificare ancora la norma, ripristinando così l’intesa sulla definizione delle ordinanze commissariali che archivierebbe la breve parentesi dei vicecommissari e presidenti di Regione dotati per il terremoto di soli poteri consultivi. L’altra novità che arriva da Palazzo Chigi è l’annuncio del presidente del Consiglio sul Testo unico sul terremoto, ossia una legge che raccolga tutte le norme ordinamentali e attuative relative alla gestione della ricostruzione, quindi per tentare di mettere ordine nella montagna di ordinanze di Protezione civile, commissariali e decreti legge, ma i tempi non sono noti. Non è comunque la prima volta che si parla di Testo unico a seguito del sisma del 2016 che ha piegato il Centro Italia, tuttavia finora, in Umbria in particolare dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno, è stata sollecitata la definizione di un Testo unico delle emergenze, quindi un codice normativo più ampio che definisse il perimetro normativo entro cui muoversi in caso di calamità. Non solo nel Centro Italia da ricostruire.

@chilodice

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