giovedì 16 agosto - Aggiornato alle 13:52

Terni, dimissioni del sindaco e dissesto: decisiva la vigilia di San Valentino

Termometro politico: ricatti e paure, non tutti pronti a votare

Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo

di Mar. Ros.

Il sindaco sembrerebbe sia pronto a rimettersi a disposizione della città e del Partito democratico; se ne parla ormai da diversi giorni e quella di martedì si dice possa essere la giornata decisiva. Anche per questioni di calendario, in effetti, è il momento di chiudere, perché nel giorno della festa di San Valentino convocare tavoli risulterebbe scomodo e la seduta di consiglio è comunque già in programma per giovedì 15 febbraio, quindi sarebbe bene presentarsi all’appuntamento con le idee chiare.

Vigilia del Santo decisiva per il futuro dell’ente La scelta definitiva di Leopoldo Di Girolamo maturerà nel corso della giornata di martedì, di consultazione in consultazione, dopo le parole del vescovo e la posizione della Uil. Dentro e fuori le mura del Palazzo il sindaco misura il consenso, si accerta che il clima non sia così ostile; e visto che siamo alla vigilia di San Valentino, passateci il ‘chi mi ama mi segua…da solo non riparto’. I segnali più lampanti restano comunque da considerarsi quelli che arriveranno a seconda dell’esito della votazione di giovedì alla delibera di dissesto. A margine dell’ultimo confronto in via Mazzini coi membri della maggioranza, pare che  i voti certi siano al momento 17; sta al primo cittadino decidere se sono sufficienti, anche e soprattutto al netto di quanto emerge dai ‘test’ oltre la sala consiliare. In ogni caso c’è sempre e comunque margine di ‘aiutini’ da destra e tentativi di convincere i dubbiosi.

La conta dei voti in consiglio comunale Tre o quattro i consiglieri incerti: Silvano Ricci (Sinistra per Terni-Psi), Luigi Bencivenga (Progetto Terni), Renato Bartolini e Fabio Narciso (Pd). Non che una mancata maggioranza in aula abbia conseguenze sulle procedure che dovrà mettere in campo il prefetto, ma il segnale politico è significativo e tra coloro che minacciano di non votare la delibera di dissesto c’è chi semplicemente teme conseguenze future e quindi se ne guarderebbe bene dall’accollarsi la responsabilità. Nelle prossime ore da parte di varie minoranze, correnti, correntine e spifferi afferenti ai banchi sinistri della massima assise cittadina, arriveranno presumibilmente sul tavolo del sindaco anche concrete proposte di rimpasto. Al via dunque la battaglia sui nomi per la giunta, tra ricatti e aspirazioni si dice, sui quali meglio non esprimersi.

Dissesto e dimissioni del sindaco In maggioranza intanto è stata condivisa la necessità di sottoscrivere un documento che blindi eventualmente da ora sino a fine mandato, l’operato di Di Girolamo e di tutto l’esecutivo, evitando che tra un mese si ricominci il balletto di passi indietro; a questo proposito  già si è diffusa l’idea di un possibile ‘voto disgiunto’. È probabile cioè che vi sia chi dice sì alla prosecuzione dell’amministrazione con azioni scandite dal primo cittadino, ma senza esprimere il proprio benestare alla delibera di default, scelta che potrebbe sostanziarsi anche con assenze strategiche in consiglio nella giornata di giovedì. A quel punto l’opposizione potrebbe sbottare, cavalcare l’onda e sollevare il badge; mancasse il numero legale, c’è già una convocazione per le due giornate successive ma l’episodio allungherebbe i tempi di questo limbo. Martedì sera è previsto un nuovo confronto nella sede del Pd; è in quella occasione che il sindaco dovrebbe finalmente fare chiarezza sul percorso.

@martarosati28

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