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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:55

Terni e Umbertide, la Lega punta a suoi candidati sindaco: «E a Perugia ora vogliamo contare»

Candiani e i neoparlamentari commentano i risultati: «Frutto del grande lavoro sul territorio, ora Terni e poi la Regione»

Gli eletti della Lega in Umbria con il commissario Candiani

di Daniele Bovi

Candidati della Lega a Terni e Umbertide e capacità di incidere sul futuro governo di Perugia, senza per ora entrare nella giunta Romizi. Dopo il boom di domenica, quando la Lega salviniana ha ottenuto oltre il 20 per cento in Umbria, gli ex lumbard puntano ora al governo dei territori che si apprestano ad andare al voto. Sabato mattina a Palazzo Cesaroni il senatore Stefano Candidani, da lungo tempo commissario della Lega umbra, ha riunito intorno a un tavolo i nuovi deputati e senatori (tra i primi ci sono Riccardo Marchetti e Virginio Caparvi, tra i secondi Donatella Tesei e Luca Briziarelli oltre all’umbro Simone Pillon, eletto però in Lombardia) per parlare ovviamente del risultato, «frutto del lavoro fatto sul territorio, dai piccoli Comuni al capoluogo di regione», ma anche di ciò che avverrà nei prossimi mesi.

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Verso le Amministrative A fine maggio infatti otto Comuni umbri, tra i quali Terni, Umbertide, Spoleto e Corciano, andranno al voto: «A Umbertide e Terni abbiamo la responsabilità di esprimere il sindaco». «Ora l’obiettivo – gli fa eco Marchetti – è prendersi i Comuni come Umbertide, schiacciato da una sinistra cattiva e dove possiamo esprimere un sindaco della Lega». Poi Candiani corregge un po’ il tiro per evitare il clima da assalto al Palazzo d’Inverno o da presa della Bastiglia: «Intanto – spiega – non prendiamo ma liberiamo le amministrazioni per restituirle agli umbri, dobbiamo togliere i ceppi. A Perugia c’è un percorso iniziato e ci proporremo col nostro programma, partendo dal presupposto che vogliamo caratterizzare con la nostra proposta il governo cittadino. Il primo obiettivo però è Terni».

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La Regione Con gli altri partiti della coalizione, tra i quali ovviamente gli equilibri dopo domenica sono cambiati, si avvierà a breve un percorso per scegliere nomi e programmi: «Non abbiamo l’arroganza – continua il senatore – di rivendicare ma di sicuro siamo in campo, con tutti gli altri analizzeremo caso per caso i contesti per trovare con grande buonsenso la migliore proposta». Di sicuro la Lega non potrà essere trattata come un alleato di serie B. Candiani, il quale alla vigilia aveva profetizzato che «i collegi li vinciamo tutti noi», ha parlato del 4 marzo come «della prima pagina della rivoluzione che ci porterà alle regionali del 2020». È quello, magari candidando le neo senatrice Tesei, il boccone grosso. A chi c’è ora, il centrosinistra, la Lega rivolge parole che sanno di irrisione: «Non chiediamo neppure le dimissioni, abbiamo pietà, concludano la legislatura e se ne vadano; noi siamo pronti a governare l’Umbria. Hanno vinto le elezioni per sbaglio – dice il commissario – almeno ora evitino di litigare e diano risposte».

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Il risultato «Se saremo bravi – aggiunge Caparvi – li accompagneremo all’uscita». Parlando invece del risultato il vicensindaco di Nocera si dice «sorpreso e lusingato, ma ora la sfida è sui fatti concreti». Tutte le analisi hanno messo in evidenza come anche in questa occasione ci sia stato un elevatissimo grado di volatilità del voto, e quindi i più attenti sono consci che dopo il boom il consenso va conquistato volta per volta, giorno per giorno, territorio per territorio. «Con noi – promette Briziarelli – inizia un nuovo corso, non un nuovo sistema di potere e a proposito della ruspa che qualcuno vede in Corso Vannucci, è puntata in direzione di Palazzo Donini». «Il risultato – commenta Tesei – è andato oltre le più rosee aspettative ed è il frutto del dialogo portato avanti con le persone. Ora bisogna far uscire l’Umbria da una situazione drammatica». In sala, tra alcuni militanti della Lega, anche il consigliere comunale (di lotta e di governo) Carmine Camicia, transitato da Fi ai fittiani, che di certo non passava lì per caso. Il problema è che oggi la Lega non apre le porte a tutti.

Twitter @DanieleBovi

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