domenica 26 maggio - Aggiornato alle 04:23

Terni, in tredici spendono 40 mila euro: ecco i costi dell’ultima campagna elettorale

Corte dei Conti approva le rendicontazioni delle liste, bacchettate per i ritardi. Primo posto a Forza Italia, in tre consuntivo a zero

Palazzo Spada (foto Marta Rosati)

di Chiara Fabrizi

In tredici spendono meno di 40 mila euro per conquistare palazzo Spada. Questo è complessivamente costata la campagna elettorale delle amministrative di Terni del giugno scorso in base alla rendicontazione consegnata dalla tredici liste alla Corte di Conti, che per legge verifica spese e fonti di finanziamento. Ad aver scommesso più di tutti sulla corsa al municipio è stata Forza Italia, che da sola ha speso 13.180 euro, mentre tre liste hanno certificato la campagna elettorale a costo zero: si tratta di Movimento 5 stelle, Casapound e Terni civica. Come sempre i costi sostenuti sono relative al «nolo di sale, stampa di materiale elettorale, organizzazione eventi, acquisti di materiale».

Spese elettorali I conti consuntivi e le relative fonti di finanziamento sono state vagliate dai magistrati della Sezione regionale di Controllo che ha approvato la rendicontazione fornita dalle forze politiche. Il collegio per le spese elettorali (presidente Canu, a latere Busa e Meniconi) ha comunque rilevato delle irregolarità, che non sono però sfociate in sanzioni, consistendo in inadempienze poi sanate. Nove forze politiche di tredici, infatti, non avevano spedito alla Corte il conto consuntivo delle spese elettorali, costringendo i magistrati a «ordinarne l’immediato deposito»: si tratta delle liste del Pd, Terni immagina per Angeletti sindaco, Prima Terni per Andrea Rosati sindaco, Potere al Popolo, Partito comunista, M5s, Terni Civica, Fratelli d’Italia e Casapound. L’altro rilievo della Corte dei Conti riguarda  Terni Valley-Senso civico, cui mancava la “documentazione a prova delle spese”. In tutti i casi, a seguito delle richieste dei giudici, è stata inviata entro i 30 giorni la documentazione mancante, fa eccezione Prima Terni che è arrivata con cinque giorni di ritardo oltre scadenza, ma che non è stata sanzionata.

Complessivamente le tredici rendicontazioni presentate valgono circa 38.200 euro. Se la spesa massima l’ha dichiarata Forza Italia con 13.180 euro, interamente finanziati da contributi di persone fisiche, al secondo posto della classifica dei costi elettorali si piazza la civica Prima Terni di Andrea Rosati candidato sindaco. Loro per la sfida di palazzo Spada finita in flop, ossia senza l’elezione di un consigliere, hanno speso 9.685 euro versate dallo stesso candidato sindaco e da terzi, sia persone fisiche che giuridiche. Terzo posto a un’altra lista civica, quella di Terni Valley-Senso civico del candidato Alessandro Gentiletti che ha speso 4.279 euro finanziati con fondi propri per 3.779 e con 500 euro versata da Sinistra italiana. A spendere quasi la stessa cifra sono, invece, Lega e Pd, rispettivamente quarta e quinta della classifica delle spese elettorali. Il Carroccio per il sindaco Latini ha rendicontato 3.802 euro finanziate con fondi propri del partito, mentre il Pd ne ha spesi 3.767 sostenuti con contributi di persone fisiche. Settimo posto per Potere al popolo che nel consuntivo della campagna elettorale ha segnato 1.147 euro, di cui 495 euro finanziati con fondi propri della lista e 652 con contributi di persone fisiche. Budget a tre cifre per Fratelli d’Italia con 990 euro di spese elettorali sostenute con fondi propri del partito. Se la cava con 664 euro il Partito comunista, che ha finanziato la campagna elettorale con un contributo proveniente dallo stesso partito. Chiudono la rendicontanzione Terni immagina del candidato sindaco Angeletti che ha speso 465 euro interamente finanziate dal contributo volontario di un delegato di lista e Il Popolo della Famiglia per Latini che ha speso 278 finanziate e pagate dall’associazione Popolo della Famiglia Umbria. Campagna elettorale senza contributi e senza spese, quindi a costo zero, per M5s, Casapound e Terni civica.

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