domenica 23 febbraio - Aggiornato alle 03:32

Terni, scontro dopo il giallo sulla delibera Asm. Masselli: «Mi prendo responsabilità»

Il documento viene rivotato e approvato dopo l’errore ammesso da Palazzo Spada. Opposizioni: «Serva chiarezza, fatto grave»

di Lorenzo Pulcioni  

Alla fine è l’assessore Masselli a prendersi «la responsabilità di quanto accaduto, ossia un errore, ma l’importante è che la delibera passi, è troppo importante per la città». Ma alle opposizioni non basta e chiedono che «chi deve indagare, vada fino in fondo per chiarire tutti gli errori commessi in questa fase». Duro scontro in consiglio comunale a Terni dopo che un esposto presentato dalle minoranze aveva costretto l’amministrazione a far rivotare la delibera che regola i rapporti economici tra Comune e Asm, la controllata al cento per cento da Palazzo Spada. Alla fine il documento passa al voto, con 21 favorevoli e nove astensioni.

Il punto Sulla questione sono intervenuti, per l’amministrazione, la dirigente Emanuela De Vincenzi, e l’assessore alle Partecipate Orlando Masselli. «Pur non avendo una responsabilità operativa – ha spiegato Masselli – non posso che prendermi la responsabilità politica di questa discussione. La delibera ha scontato il parere tecnico informale e dei revisori dei conti, ci può stare che qualcuno abbia commesso un errore. Il nostro compito adesso è quello di rimediare: l’atto transattivo tra Asm e comune di Terni deve essere portato a suo compimento. Mi prendo la responsabilità del lavoro degli uffici e l’impegno di migliorare anche l’informatizzazione dei processi. Gli esposti sono stati fatti e le autorità faranno quello che riterranno».

Le repliche Valdimiro Orsini (Uniti per Terni) ha dichiarato: «È stato pubblicato un atto diverso da quello approvato in consiglio comunale e si tratta di un fatto gravissimo, per cui le autorità dovranno procedere. Chiedo che venga fatta piena luce perché non deve venir meno quel rapporto di fiducia tra uffici, direzioni e amministratori. Anche perché la delibera è stata cambiata non solo nelle premesse, ma anche nel deliberato. Per questo si prefigura un reato di falso in atto pubblico». Il capogruppo Pd Francesco Filipponi ha spiegato che «la cosa grave è che gli uffici, al momento della pubblicazione, si sono accorti della difformità e se non ci fosse stata la segnalazione, cosa sarebbe successo?». Per Federico Brizi della Lega le opposizioni sono «inaffidabili, non avendo argomenti da proporre sentite l’odore del sangue e azzannate la preda; attaccate i deboli pubblicamente ma da voi non accettiamo nessuna azione di moralità e competenza». Il capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Cecconelli parla di «un semplice errore, è evidente e questa amministrazione ne ha preso atto. Nessuno se ne è accorto delle 32 persone che sono qui. A noi interessano le possibili conseguenze quindi salvaguardare la transazione è interesse di tutti». Lucia Dominici, capogruppo Forza Italia, ha spiegato che «Forza Italia non può che votare in modo favorevole la delibera, in quanto anche oggi non può che condividerne gli obiettivi. Ad ogni modo, l’errore c’è». Per Michele Rossi di Terni Civica non è corretto «che qualcuno parli di diritto di sbagliare sulla pelle di noi consiglieri, sbagliare è certamente umano ma non essendo la prima volta non lo trovo più giustificabile. Non possiamo tollerare casi di sciatteria amministrativa».

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