martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 20:46

Terni, rimpasto di giunta: blitz politico di Latini coglie di sorpresa anche gli assessori

Manovra sovranista, consigliere D’Acunzo e Pincardini sfiduciano il sindaco: «Non faremo sconti». Dall’opposizione duro il Pd

di Mar. Ros.

Qualcuno avrà pur finto di non sapere, ma sabato mattina quando hanno iniziato a circolare le prime indiscrezioni sul rimpasto di giunta, il blitz politico del sindaco Leonardo Latini, preparato alla vigilia del Ferragosto, dava tutta l’impressione di aver funzionato come tale. Persino tra gli assessori, c’era chi effettivamente cercava di capire se stava accadendo davvero. Della nomina di un nuovo membro di giunta, per la delicata delega al Bilancio, il primo cittadino non ne ha mai fatto mistero, ma che la manovra in seno all’esecutivo assumesse certe dimensioni, nessuno se lo aspettava, o meglio forse giusto l’ormai ex assessore Sonia Bertocco di Forza Italia; lei sì lo aveva intuito, tanto che piuttosto che farsi revocare le deleghe, come accaduto al suo collega Marco Celestino Cecconi, ha rassegnato le dimissioni e ufficializzato la decisione prima che Latini facesse altrettanto con la sua manovra sovranista: nell’esecutivo un forzista in meno e  due leghisti in più, col partito di Meloni che prende su di sé il compito più importante per le sorti dell’ente; di conseguenza, in consiglio, doppio ingresso dal Carroccio e uno da Fd’I per i rimpiazzi.

Rimpasto di giunta Di sicuro il primo cittadino aveva chiesto ai tre, prossimi a scendere in campo di scaldarsi per giocare al meglio la partita. Ora anche tra i banchi dell’aula consiliare ci sono equilibri da ristabilire: con l’entrata di Orlando Masselli e Cristiano Ceccotti in giunta (oltre alla leghista Sara Francescangeli), occorre ripristinare la leadership dei rispettivi gruppi consiliari politici di appartenenza. Per Fratelli d’Italia, visto l’esiguo numero di rappresentanti, se la giocano Maurizio Cecconelli e la new entry Rita Pepegna, che vanta un’esperienza da assessore ai tempi di Ciaurro. Quanto alla Lega il discorso si fa più spinoso ed è facile ipotizzare che sotto la guida della commissaria di partito Barbara Saltamartini ci si muoverà con estrema cautela per evitare ulteriori fuoriscite: il rimpasto è già costato la militanza della consigliera Anna Maria Leonelli e in aula, si sa, servono i numeri. Il Carroccio ternano dovrebbe riunirsi tra una quindicina di giorni per discutere e deliberare. Si parla di almeno tre nomi in lizza per la carica di capogruppo, ma c’è massimo riserbo in merito.

Comune di Terni Lo stesso rimpasto, poi, come noto, ha suscitato l’ira di: Terni civica con un Michele Rossi che si è detto «deluso» per il mancato coinvolgimento dello schieramento di maggioranza che rappresenta; Forza Italia, decisamente indebolita dalla manovra Latini, ed Emanuele Fiorini del gruppo Misto che si è detto pronto ad occupare il consiglio. Le consigliere comunali, sempre del Misto, Valeria D’Acunzo e Paola Pincardini, non avendo potuto partecipare al presidio di sabato pomeriggio sotto Palazzo Spada, stigmatizzano – in una nota – «la mancanza di condivisione della scelta di rimpasto di giunta effettuata dal sindaco. Con rammarico, evidenziamo che per l’ennesima volta tutti i componenti del gruppo Misto sono stati esclusi dal sindaco anche solo dalla semplice comunicazione, di una importante scelta politica che riguarda la maggioranza di cui, è bene ricordare, per volontà elettorale, fanno parte. Nell’interesse della collettività che ci ha dato la sua fiducia e con atteggiamento sempre propositivo da parte nostra non è stata mai rivendicata nessuna poltrona né tantomeno c’è volontà di giudicare le scelte del sindaco; sarà la città a farlo. Avremmo però apprezzato certamente ricevere notizia del rimpasto di giunta per voce del primo cittadino e non a mezzo stampa. A questo punto, come già anticipato telefonicamente al sindaco, ci troviamo costrette a rivedere le nostre posizioni. Da parte nostra non c’è più fiducia.  Continueremo a lavorare in maggioranza, come da volere di chi ci ha elette; vaglieremo di volta in volta ogni singolo atto, ma il sindaco e la ‘SUA’ giunta si preparino al fatto che non verranno fatti sconti».

Pd Singolare, in questo contesto, quanto avvenuto tra i banchi dell’opposizione: tutta la minoranza ha infatti espresso apprezzamento per la scelta del sindaco di sollevare Cecconi dall’incarico di assessore al Welfare. Dopo M5s e Senso civico, ecco però l’attacco del Partito democratico: «Quanto accaduto in seno all’amministrazione – dichiara il capogruppo Francesco Filipponi – dimostra la fondatezza di quanto sosteniamo da tempo, ovvero la fragilità di una maggioranza sempre più ostaggio dei partiti e dei tutor e sempre meno in grado di avere i numeri sufficienti per proseguire. Prendiamo atto che quanto sostenevamo rispetto ad un welfare cittadino allo sbando ha colto nel segno. Un rimpasto di tale portata dopo nemmeno 13 mesi di consiliatura rappresenta un precedente per la nostra città. Continueremo come forza di minoranza insieme agli altri consiglieri di opposizione a dire la nostra, ma soprattutto a portare le nostre istanze consapevoli che la giornata di oggi ha dimostrato ancora una volta la veridicità delle nostre posizioni».

Filipponi e Orsini all’attacco Lo stesso capogruppo, nella giornata di domenica ha diffuso una nota firmata anche dal dem Valdimiro Orsini: «Terni avrebbe bisogno di un confronto politico costruttivo e di una azione di governo basata sulle cose da fare e non sulle guerre di potere. Guardando anche l’esperienza dell’amministrazione precedente, sottolineamo che i balletti in giunta, le entrate e le uscite frenetiche e soprattutto l’utilizzo delle istituzioni per gli equilibri del partito di maggioranza non portano bene né alla città né agli autori di questi protagonismi. In passato come singoli consiglieri abbiamo palesato le nostre critiche, ora lo facciamo a maggior ragione. Il blitz di Ferragosto rappresenta un inedito, una modalità di azione dettata da chi non affronta il dibattito  né con gli avversari politici ma neanche con gli alleati né tantomeno con gli assessori defenestrati appena un anno dopo dal loro insediamento. Chiediamo al sindaco di dare quanto prima comunicazione al consiglio comunale, il massimo organo di rappresentenza democratica della città. Gli chiediamo di prendere posizione su quello che sta accadendo in questi giorni a Terni dove, nel clima di vacanze, oltre ai rimpasti di giunta, si registra la procedura di Acea per bruciare altri 30 mila tonnellate di rifiuti nell’inceneritore. Ebbene, chiediamo al sindaco Latini, sempre che non  sia ancora impegnato nella distribuzione delle poltrone, di dirci cosa voglia fare per opporsi a questa iniziativa veramente molto preoccupante dal punto di vista ambientale».

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