martedì 19 marzo - Aggiornato alle 20:38

Terni, il presidente della Provincia: «Stiamo uscendo dalla crisi ma la strada è ancora lunga»

Lattanzi al bilancio di fine anno: «Bilancio approvato per due anni consecutivi: in queste condizioni è un atto eccezionale»

«La ripresa dell’ente c’è, ma è innegabile e tangibile che i problemi sono ancora molti e difficili da affrontare con l’esiguità di risorse e personale di cui disponiamo». Il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, traccia il bilancio dell’anno che sta per concludersi rilevando da un lato gli impegni e gli sforzi dell’amministrazione e dall’altro il ruolo che la Provincia continua a rivestire per le comunità ternane. «Un ruolo – spiega il presidente – che gli viene riconosciuto dai cittadini e dai sindaci e che nonostante le mancate riforme, l’ente continua a mantenere e a svolgere con senso di responsabilità e spirito di servizio».

Bilancio ok «Dopo anni di enormi difficoltà – nota Lattanzi – sono due gestioni consecutive che riusciamo ad approvare il bilancio. Sembrerebbe un atto normale, ma nella situazione in cui sono state poste le Province italiane per noi diventa un fatto eccezionale che garantisce la possibilità di fare almeno quel minimo che possiamo nella gestione di deleghe importantissime per i cittadini e per le attività economiche». Il presidente si sofferma in particolar modo sul settore viabilità e su quello delle scuole. «Per le strade la disponibilità finanziaria è molto ridotta rispetto a quanto occorrerebbe per garantire totalmente manutenzioni e sicurezza. Per il 2018 abbiamo avuto a disposizione complessivamente poco più di 2 milioni di euro e non possiamo accendere mutui. Nonostante questo siamo riusciti a mantenere le nostre strade in buono stato e ad intervenire nelle maggiori criticità. Sulle scuole – prosegue – la situazione è un po’ migliore avendo potuto disporre di oltre 6 milioni di euro quest’anno che saranno altrettanti nel 2019». Il presidente sottolinea poi che «anche nelle materie non più di nostra competenza, i cittadini spesso si rivolgono a noi considerando l’ente un interlocutore primario, non sapendo che la mancata riforma ci ha tolto deleghe e compiti. Penso al settore ambientale, alle attività venatorie e alla gestione del territorio, materie sulle quali con il corpo di polizia, la Provincia assicurava controlli costanti che oggi sono di livello inferiore. Noi – conclude il presidente – condividiamo pienamente le giuste rivendicazioni dell’Upi nazionale e speriamo che vengano previste nel prossimo futuro, dal governo, le risorse per l’equilibrio della spesa corrente. In caso contrario diventerebbe difficile eseguire i consistenti interventi previsti soprattutto su viabilità ed edilizia scolastica, creando di nuovo un vuoto finanziario che si ripercuoterebbe su tutti i cittadini, le imprese e gli studenti».

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