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mercoledì 28 ottobre - Aggiornato alle 09:10

Terni, mercatino del mercoledì per le vie del centro. L’opposizione: «Non in Passeggiata»

M5s, Pd e Senso civico: «Serve soluzione che abbia ricadute sul tessuto commerciale locale»

 

Rivendicano la paternità della scelta di trasferire il mercatino in centro le forze politiche di opposizione a Palazzo Spada.

Opposizione «Il mercatino del mercoledì in centro è la soluzione che i gruppi consiliari del M5S, del Pd, e di Senso Civico  – scrivono i tre gruppi –  hanno proposto fin dall’inizio di questo dibattito, ritenendo un’occasione più che un problema l’utilizzo delle aree contigue a Piazza della Repubblica e Corso del Popolo. Questo per il semplice motivo che con questa soluzione si sarebbe potuto supportare anche il commercio del centro città sfruttando il copioso flusso di cittadini che settimanalmente partecipano all’evento. Purtroppo – denunciano – per non dare ragione alle minoranze, per pigrizia amministrativa e soprattutto per la guerra tra bande che da dopo il voto si è acuita dentro la maggioranza, ancora oggi si rischia di perdere questo treno. Eppure la strada che sembra aver proposto anche l’assessore Fatale, nonostante la netta spaccatura della maggioranza, è il miglior compromesso possibile perché come abbiamo detto più volte trasforma due problemi in una soluzione e restituisce qualcosa a quelle partite Iva che in questi ultimi anni hanno sempre e solo dato, senza ricevere nulla in cambio».

Mercatino di Terni «Ai colleghi della Lega – scrivono i capigruppo di Pd, M5s e Senso civico – cerchiamo di spiegare che l’utilizzo del parco pubblico della Passeggiata per tenere il mercatino del mercoledì significa portare scarse ricadute sulle attività commerciali, per il semplice motivo che tra i posti auto e la sede del mercato i flussi delle persone che settimanalmente partecipano all’evento taglierebbe completamente fuori le vie del centro e le attività che vi operano. Oltre al fatto che a livello di spazi, di vincoli e di norme Covid-19 sarebbe estremamente difficile dare risposta anche solo agli ambulanti. Rivitalizzare il commercio e gli esercizi pubblici del centro storico è il miglior modo per dare speranza alla città, per contrastare il declino di ampie zone dell’area urbana. Ogni saracinesca che rimane aperta vale più di 100 telecamere in termini di sicurezza, chiuderle al contrario significa lasciare un pezzo di Terni al degrado e alla delinquenza, unitamente al rischio delle infiltrazioni mafiose che sappiamo essere sempre in agguato per acquisire spazi là dove l’economia ristagna».

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