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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 15:40

Terni, opposizione in pressing sul bilancio: «La giunta chiarisca i 26 milioni»

Disavanzo da 26 milioni di euro, gruppi di minoranza pronti a manifestazioni di piazza. La replica di Latini e Masselli

All’interno del centrodestra i dissapori creati dal sindaco Latini con la manovra di rimpasto sembrano compromettere giorno dopo giorno la tenuta della maggioranza e quella che si registra a Palazzo Spada, da un mese a questa parte, è una sostanziale paralisi dei lavori del consiglio comunale. I gruppi di opposizione M5s, Pd, Senso civico e Terni immagina, fosse anche solo per il gioco delle parti, non possono certo lasciar correre, soprattutto dopo che sono spuntati il giallo del disavanzo da 26 milioni di euro e la necessità di rimettere mano a tutte le commissioni consiliari. Per vie informali, il presidente della massima assise cittadina, il forzista Francesco Maria Ferranti, aveva annunciato una convocazione dell’assemblea per il prossimo 9 settembre, ma la call ufficiale agli scranni non è ancora arrivata e i gruppi politici di minoranza non possono che stigmatizzare quanto sta avvenendo.

Opposizione scatenata «Si torni subito a lavorare nell’interesse della città. Se entro la settimana prossima non sarà sbloccata la situazione e convocato il Consiglio comunale (l’ultimo risale all’approvazione del bilancio del 29 luglio scorso) saremo costretti ad iniziative di protesta insieme ai cittadini». Questo il monito di Alessandro Gentiletti (Senso civico), Francesco Filipponi (PD), Federico Pasculli (M5S) e Paolo Angeletti (Terni Immagina). «Riteniamo grave – proseguono – quello che sta succedendo, ovvero che le attività del Consiglio siano ancora paralizzate a causa delle divisioni interne alla maggioranza. Dal 10 agosto, quando il capogruppo della Lega veniva promosso alla carica di assessore, è quasi passato un mese e la Lega ancora non è riuscita ad indicare il suo nuovo capogruppo. Ugualmente, nessuna soluzione ad oggi è stata trovata per la guida delle commissioni consiliari, a causa del continuo scalpitio interno ai partiti della maggioranza, dove le gomitate per la ricerca di visibilità si fanno sempre più pressanti. Ricordiamo che i cittadini aspettano risposte concrete ai loro problemi, che tante sono le situazioni da affrontare e i provvedimenti da adottare. Riteniamo inaccettabile che ad oggi non si riesca a convocare il consiglio comunale per dissidi e dissapori interni alla maggioranza. La situazione – ricordano i capigruppo – è grave, a partire dal disavanzo di 26 milioni di euro di cui riferiscono i giornali e di cui è doveroso discutere in consiglio, sulle ragioni, sulle conseguenze politiche e sulle modalità che l’amministrazione intende adottare per la risoluzione».

Buco di bilancio Sui 26 milioni insiste in modo particolare il Partito democratico: «Il consiglio comunale nella sua interezza – dichiarano in una nota i consiglieri del Pd Valdimiro Orsini, Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis –  deve essere messo nelle condizioni di affrontare il nuovo disavanzo in un quadro di certezze tecniche e normative. Ad oggi non sappiamo con chiarezza come si sia generato un disavanzo così cospicuo, nonostante il comune di Terni sia soggetto al dissesto, situazione funesta per la città e per l’Ente ma che quantomeno provoca un azzeramento sul bilancio dei debiti pregressi. Vorremmo sapere, invece, come è stato possibile oggi, a poco più di un mese dall’approvazione del bilancio di previsione ed ad un anno del bilancio stabilmente riequilibrato, contabilizzare nel consuntivo un disavanzo che non ha trovato spiegazioni da parte dell’Amministrazione comunale. L’unica cosa certa è che sono mesi che l’assessore ai Lavori Pubblici utilizza parte dei 14 milioni di residui attivi lasciati dalla precedente amministrazione, insieme alle risorse dei canoni idrici e di agenda urbana, per portare avanti la sua personalissima campagna di popolarità. Sono mesi che l’assessore si lancia in bitumazioni, piantumazioni e rotonde, accompagnandole da annunci strabilianti, dallo stadio Libero Liberati fino al piste da skatebord. Una campagna che  sicuramente gli dà lustro  in vista delle imminenti elezioni regionali, ma la ricerca della preferenza non può essere fatta ricadere sull’intero consiglio comunale. Nei prossimi giorni, come se non bastassero i sei atti di bilancio approvati nei mesi di giugno e luglio, i consiglieri di maggioranza e opposizione si troveranno ad esaminare atti amministrativi che proveranno a sanare la situazione, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo dei 14 milioni di residui attivi. Un passaggio delicato sul quale ci attendiamo relazioni chiare dell’assessore al Bilancio e del sindaco che per mesi ha gestito direttamente la delega. Un passaggio sul quale sarà necessario investire tutti gli organismi di controllo, ad iniziare da quello del ministero degli Interni che ha doveri di vigilanza sui comuni dissestati».

La replica A stretto giro di posta ecco la replica del sindaco Latini e dell’assessore  al Bilancio Masselli, affidata a una nota. «Dal momento che i consiglieri del Pd, consiglieri anche nella precedente consiliatura e nel consiglio comunale che ha votato gli atti che hanno portato alla dichiarazione di dissesto dell’ente, tentano con l’ennesima mossa propagandistica di addossare a questa giunta la responsabilità niente meno che di un nuovo buco di bilancio di ben 26 milioni di euro, vorremmo rassicurarli, anche perché parlano e forniscono cifre a casaccio su fatti e atti che non conoscono». «I problemi di bilancio ci sono e restano importanti, ma non si risolvono continuando a raccontare fandonie. Ne sono state raccontate fin troppe e i ternani se ne sono accorti da tempo. Il buco nel quale la città rischia sempre di cadere è uno solo: quello che hanno causato le precedenti giunte del Pd, sostenute dagli attuali consiglieri d’opposizione. In un anno e qualche mese noi non abbiamo fatto altro che cercare di tamponare questa enorme falla, a fronte di normative complesse, applicate per la prima volta al caso-Terni e di difficile interpretazione anche da parte dei tecnici che abbiamo interpellato e che continuiamo a interpellare, come è nostro dovere. Non c’è niente di nuovo nella drammatica situazione del dissesto del Comune di Terni, c’è solo il disastro lasciato dal Pd e le sue conseguenze con le quali abbiamo a che fare ogni giorno e che ci impediscono di governare l’Ente come vorremmo».

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