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lunedì 3 agosto - Aggiornato alle 20:10

Terni, Polo chimico sciopera fino a lunedì: «Battaglia Treofan riguarda tutta l’Umbria»

Circa 150 lavoratori col fiato sospeso per il destino della fabbrica: intervengono sindacati, Pd, M5s e gruppo Misto

Quella call dal Mise, annunciata, garantita, sollecitata, è ancora attesa e i circa 150 lavoratori Treofan, più quelli dell’indotto e i colleghi dei vicini stabilimenti di zona Polymer non possono aspettare senza manifestare il proprio dissenso verso un’azienda che rimanda risposte e accusa i lavoratori di arrecare danno alla società col blocco della portineria. Le segreterie regionali e provinciali dell’Umbria e di Terni di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, non avendo ad oggi ricevuto notizie in merito alla convocazione da parte del Mise, prorogano ulteriormente lo sciopero di tutto il Polo Chimico di Terni fino alle ore 24:00 di lunedì 03 agosto 2020.

Sciopera il polo chimico Le organizzazioni sindacali, insieme alla Rsu ricordano che lo sciopero dei lavoratori Treofan si protrae ormai da oltre un mese (inizio 29 giugno) con difficoltà economiche per loro e le rispettive famiglie; il 24 luglio si sono uniti alla lotta i lavoratori del Polo Chimico di Terni e questo perché la continuità produttiva di Treofan è una garanzia non solo per i lavoratori in vertenza, ma anche per tutti quelli che operano all’interno del polo, nonché di tutti quelli dell’indotto: «La strategicità e il know-how di Treofan sono noti a tutti, a partire dai clienti che hanno sempre riconosciuto il marchio come garanzia di qualità. Per tutto quanto sopra detto – scrivono – ci aspettiamo una celere convocazione del tavolo ministeriale».

COSA CHIEDONO LE PARTI SOCIALI

LA RISPOSTA DELL’AZIENDA

Lavoratori Treofan Dopo i presidi a Palazzo Spada e Palazzo Donini, una delegazione di lavoratori della Treofan di Terni è stata ricevuta dai capigruppo regionali del Pd e del Movimento 5 Stelle, Tommaso Bori e Thomas De Luca, che hanno ribadito la propria vicinanza e assicurato l’impegno a continuare a seguire con attenzione la vicenda, sia a livello regionale che nazionale.  Bori e De Luca hanno ricordato «l’importanza del gesto compiuto dall’intero Consiglio regionale nel sostenere le ragioni dei lavoratori, segno che la comunità umbra sente forte l’urgenza di difendere la continuità produttiva dell’azienda. Hanno poi ribadito che il Governo continua a monitorare e sostenere il lavoro di concertazione propedeutico alla convocazione di un tavolo presso il Mise, al fine di evitare l’ennesima procrastinazione della risoluzione di questa vertenza. «Ci auguriamo pertanto – concludono i consiglieri – che al più presto vengano affrontati e risolti tutti i nodi di questa complicata vicenda, a partire da un ritrovato dialogo tra la
multinazionale e le istituzioni regionali e nazionali, che possa portare al più presto risultati concreti».

Lettera alla Tesei Il consigliere regionale del gruppo Misto, Vincenzo Bianconi, annuncia di aver inviato una lettera aperta alla Giunta di Palazzo Donini in merito alla odissea del polo chimico Treofan, «che è molto più di una singola crisi aziendale – sostiene -, ma una battaglia sul futuro economico dell’Umbria che soltanto uniti possiamo vincere». Secondo Bianconi «la vicenda Treofan non riguarda infatti soltanto i circa 150 lavoratori dell’azienda e le loro famiglie, ma rappresenta anche il banco di prova di quella che sarà la reazione della politica e della società umbra per eventuali future crisi aziendali. Una battaglia fondamentale di tutta l’Umbria, per i diritti e il futuro di migliaia di lavoratori e imprenditori dell’indotto di grandi gruppi industriali. Apprezzo molto lo sforzo unitario che tutte le forze politiche stanno portando avanti in questi giorni difficili per cercare di risolvere tale crisi, superando finalmente miopi opportunismi politici e ipocrite logiche di partito. Gli incontri congiunti dei parlamentari umbri appartenenti a diverse forze politiche che si sono tenuti in questi giorni rappresentano un primo passo positivo».

Bianconi «Il consigliere si dice «convinto che in questa fase servano lealtà, maturità, responsabilità e unità da parte di tutti per combattere una fondamentale battaglia comune.  Come rappresentante dell’opposizione ribadisco che mi impegno a continuare a sollecitare con forza il ministero dello Sviluppo economico e l’intero Governo affinché continui ad attenzionare tale vicenda, cercando di risolverla con decisione, utilizzando tutti i possibili mezzi legali di pressione per pretendere correttezza e responsabilità da parte della proprietà. Chiedo tuttavia che anche la giunta regionale non si limiti a sollecitare un intervento del Mise ma si attivi immediatamente, per quanto di propria competenza, con tutte le iniziative ritenute utili nei confronti dell’azienda stessa, in modo complementare rispetto al Governo. È becessario  – sottolinea – il contributo di ogni consigliere comunale, regionale, assessore e parlamentare di maggioranza o di opposizione. Credo – conclude – che soltanto una costante e ampia pressione sulla proprietà aziendale, proveniente da differenti attori istituzionali, possa dimostrare che vi è compattezza e determinazione nella difesa dei legittimi interessi dell’Umbria».

 

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