mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 06:37

Terni, il Partito democratico: «L’ospedale torni a lavorare a pieno regime»

Le richieste del gruppo consiliare e dell’Unione comunale Dem: «Siano aumentati anche i tamponi giornalieri»

«L’ospedale di Terni deve poter lavorare a pieno regime: con la Fase 2 riprendano chirurgia e ambulatori. Servono anche più tamponi». Così i consiglieri comunali del Partito democratico di Terni Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis sulla situazione in cui attualmente versa l’azienda ospedaliera cittadina.

Le richieste «Come gruppo consiliare invitiamo il sindaco Latini a porre in essere tutte le azioni necessarie per la ripresa in sicurezza delle attività ordinarie. Chiediamo di attivarsi in particolare nei confronti dell’assessore regionale alla Sanità. Già dai primi giorni di maggio  è stata data la notizia dell’inizio imminente della fase due anche per l’ospedale di Terni, che avrebbe potuto condurre ad un primo incremento dell’attività chirurgica e ad una ripresa analoga di quella ambulatoriale con le visite e gli accertamenti diagnostici strumentali. Ci risulta ancora ad oggi ciò non si sia concretizzato o almeno si sia verificato in modo residuale. Anche sull’accesso ai reparti, previa effettuazione del tampone risulta ancora una situazione incerta e disomogenea. Rispetto all’esigenza dei tamponi è necessario che l’azienda ospedaliera incrementi su base giornaliera quelli attualmente effettuati, superando anche la quantità oggi potenziale di 300. Torniamo quindi a sollecitare la ripresa vera delle attività chirurgiche e la ripartenza del blocco operatorio in linea con quanto chiedono i cittadini».

Pd regionale Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Unione comunale di Terni Pd e il gruppo consiliare Regione Umbria. «L’ Umbria non è stata travolta dallo tsunami epidemiologico come il nord Italia ed ha avuto quindi la possibilità di reggere meglio l’urto sanitario. Va sottolineato come, anche grazie alle scelte operate negli ultimi decenni,  l’Umbria abbia potuto contare su ospedali di alta qualità diffusi in tutto il territorio regionale. Accanto alla rete ospedaliera regionale è stata molto efficace ed efficiente la medicina territoriale, a partire dai medici di famiglia e pediatri, che ha svolto un ruolo decisivo nel contenimento dell’epidemia nella fase acuta. Per quanto riguarda l’ospedale di Terni, visti ormai i numeri ridotti di ricoveri e di terapie intensive, praticamente allo zero, sollecitiamo la giunta regionale, il sindaco di Terni e la direzione generale e sanitaria dell’azienda a consentire di riorganizzare al più presto l’azienda Santa Maria, far ripartire le attività ambulatoriali e riattivare nel pieno delle sue funzioni il nosocomio. Per questo è condivisibile la scelta proposta dalla Direzione Generale di predisporre un’area esterna per le malattie infettive come luogo dedicato ai futuri Covid-19, pensiamo che sia necessario e fondamentale individuare un “punto Covid-19” per l’Umbria del sud, e che questo non debba trovarsi all’interno delle struttura ospedaliera di Terni per evitare chiusure e blocchi che penalizzerebbero la vita stessa dell’ospedale ternano».

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