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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 21:09

Terni, diecimila firme per il Briccialdi e sindacati in Comune: giunta e maggioranza ai ferri corti

di Mar. Ros.

«Il Briccialdi resti quell’istituzione di alta formazione artistica musicale sulla quale il territorio ha nel tempo investito molto. La politica nazionale ha destinato per il 2016, agli istituti Afam, 10 milioni di euro». Questa in sintesi la posizione dei rappresentanti nazionali delle sigle sindacali, che sul tavolo di seconda e terza commissione portano anche richieste di chiarimenti burocratici. L’esecutivo, per bocca dell’assessore Piacenti D’Ubaldi però chiarisce: «L’amministrazione da sola non ce la fa». Avviate interlocuzioni con Fondazione Carit.

Afam «Dal governo – ha detto la responsabile Afam della Fp Cgil – è arrivato un segnale di sostegno importante e qualche anno fa l’amministrazione comunale di Terni aveva dichiarato che di fronte a un impegno dello Stato l’ente di Palazzo Spada non avrebbe fatto mancare il proprio contributo economico al Briccialdi. La statizzazione – ha aggiunto – come sappiamo è in itinere, mentre sono aumentati i costi ma anche le tasse universitarie. Questa città faccia uno sforzo per non perdere il suo grande patrimonio culturale e per rispetto delle professionalità che vi operano».

Formazione musicale a Terni «Il Comune tenga conto delle circa 10 mila firme apposte a sostegno del Briccialdi» ha detto Ciamacco di Uil Rua. Il presidente del Briccialdi Giovanni Bisconti: «L’istituto oggi, rispetto a un passato da conservatorio di provincia, è una concorrente delle grandi istituzioni Afam del Paese. Quest’anno l’istituto conta 340 studenti e molti si diplomeranno, il tasso di abbandono è di appena il 5%». Francesco Ferranti di Forza Italia molto semplicemente ha sollecitato la maggioranza: «Coinvolgete i vostri parlamentari perché facciano la loro parte».

Giorgio Armillei Sul tema si è espresso come molte volte in passato l’assessore alla cultura: «La giunta in 18 mesi ha tentato la rimodulazione dei rapporti col Briccialdi soprattutto in relazione al quadro finanziario attuale dell’ente e in secondo luogo rispetto alla convenzione. Intanto l’istituto non è una partecipata del Comune e questo va chiarito. Il tavolo tecnico attivato col Briccialdi – ha detto Armillei – ha prodotto di fatto il protocollo d’intesa pre-adottato in attesa di pronunciamento del consiglio. Stiamo parlando dell’unico Polo di formazione terziaria in città alternativa all’università e, delle politiche a favore dell’istruzione terziaria, il contributo del Comune al Briccialdi è un punto fermo di questa amministrazione. L’esecutivo – spiega l’assessore alla cultura – ha avviato una sorta di trattativa con la Fondazione Carit per il co-finanziamento delle attività, a patto che ci sia unità di intenti tra le parti». In conclusione Armillei, senza mezzi termini dice: «Sarebbe ora che anche il consiglio decidesse cosa vuole fare». Di banchi della sala consiliare rispondono: «Maggioranza mai chiamata ad esprimersi»

Vittorio Piacenti D’Ubaldi Presente anche l’assessore al bilancio: «Ad oggi credo di poter dire che lo stanziamento previsto a fine 2015 è l’importo massimo che possiamo impegnare, vista la situazione di difficoltà oggettiva. Resta da capire in tempi brevissimi il percorso nazionale di statizzazione e il coinvolgimento di Regione e fondazione Carit, pur essendo in questa fase congelate le interlocuzioni con questo ente visto il rinnovo degli organismi. L’amministrazione, ferma restando l’importanza data al Briccialdi, da sola non ce la fa».

Michele Pennoni «I soldi che l’amministrazione ha sin qui investito – ha detto il consigliere dem Pennoni -, hanno permesso al Briccialdi di raggiungere obiettivi di prestigio che oggi può vantare. Il punto è che quelle cifre oggi non siamo più in grado di metterle sul piatto. Grazie ai sindacati che hanno chiesto l’audizione e stanno affrontando la questione insieme a noi. È grazie a loro che possiamo avere un confronto serio e di crescita (impossibile non pensare si riferisca alle dichiarazioni di Armillei dei giorni scorsi ndr)». Il consiglio quando possibile non ha mancato di esprimere la volontà di mantenere sostegno all’istituto, ma mai è stato diversamente coinvolto nella discussione sul tema. In ogni caso siamo stretti tra vincoli di interesse collettivo, quindi nessuno mette in discussione l’importanza del Briccialdi come elemento anche identitario della città di Terni ma dobbiamo studiare una via alternativa a quella sin qui percorsa».

Twitter @martarosati28

 

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