sabato 23 settembre - Aggiornato alle 12:58

Terni, Comune bocciato sul riequilibrio. Maggioranza tra silenzi e mal di pancia

L’inchiesta Spada avanza e la Corte dei conti risponde picche al Piano, opposizione pronta a iniziative eclatanti. Il Pd tace

La sede del Comune di Terni (Foto Marta Rosati)

di M. R.

La situazione appare surreale agli occhi dei più; ma se per i consiglieri di opposizione viene naturale fare voce grossa e pronunciare dichiarazioni al vetriolo, per quelli di maggioranza è più difficile gestire emozioni, reazioni, scelte da compiere e frasi da pronunciare; tant’è che, né dai banchi sinistri di Palazzo Spada, né dalle finestre di via Mazzini, è uscita mezza parola dopo la bocciatura del piano di riequilibrio da parte della Corte dei conti e il nuovo blitz di polizia e finanza che, stando alle indiscrezioni, sarebbe costato all’assessore al bilancio almeno il sequestro del computer. E sarebbe questa la ragione per cui l’ente avrebbe avuto difficoltà nel gestire la partita con l’organo di controllo delle risorse pubbliche.

Piano di riequilibrio finanziario Quella del predissesto, per la giunta Di Girolamo, era una scommessa e tutto sommato lo è ancora: pur nelle difficoltà, l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi ne ha fatto un cavallo di battaglia, cavalcando l’idea che diversamente da altri Comuni, quello di Terni sarebbe pronto a risolvere i guai in cassa senza pescare dalle tasche dei cittadini bensì sbarazzandosi del proprio patrimonio immobiliare e di asset societari «ritenuti non più strategici» (le farmacie comunali). Il capogruppo Pd Andrea Cavicchioli giorni fa: «Le opposizioni dovrebbero tifare per l’approvazione del piano di predissesto, perché nessuno tra coloro che intendono governare la città in futuro, può avere interesse a sedersi sopra le macerie». La Corte dei conti però ha respinto la proposta ma non è ancora detta l’ultima parola perché il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha già annunciato che farà ricorso e l’accoglimento o meno spetterà alle Sezioni riunite della stessa Corte dei conti; c’è dunque attesa per le motivazioni che ancora non conosce neppure l’ente.

La stagione politica I tempi per  le tanto richieste dimissioni del primo cittadino dunque si allungano almeno sino al termine del procedimento. Dalla sinistra più mancina del Pd sino all’estrema destra, passando per un agguerrito Movimento cinque stelle, tutti hanno ‘suggerito’ al numero uno della città di consegnare le chiavi ma Di Girolamo per il momento resiste anche se, rispetto agli albori dell’inchiesta Spada, pare che la maggioranza non sia più compatta come allora. Almeno due sarebbero le pedine in uscita dal Pd, che se hanno retto sino a questo momento è stato proprio per non creare ulteriori scossoni, chissà magari il nuovo senario potrebbe convincerli a fare il passo. Quanto al Partito democratico, per ora silente, per lunedì è convocata la segreteria comunale e in settimana dovrebbe riunirsi pure le direzione.

Il consiglio comunale Altri consiglieri di maggioranza invece si dice invece stiano covando malumore già da settimane ma anche questo è rimasto nell’ombra. Nessuna spaccatura interna dunque, almeno non manifesta, ma non è peregrino ipotizzare qua e là un nevrotico mordicchio di gomiti. Nel frattempo le attività del consiglio seppure non ufficialmente sospese, sono ferme, o meglio dall’ufficio di presidenza non sarebbe arrivata nessuna nuova convocazione di seduta. Senza dubbio alla prima occasione utile le opposizioni metteranno in scena iniziative eclatanti: la raffica di richieste di dimissioni potrebbe essere solo l’inizio. Nel frattempo c’è da chiedersi cosa stia pensando l’assessore ai lavori pubblici  Sandro Corradi; entrato in giunta quando la bufera sembrava passata, ha fatto in tempo ad essere contestato, ha mollato gli incarichi professionali con Acea ed è stato accusato di ozio per le ferie a luglio; per lui il rientro in ufficio non dovrebbe essere proprio una passeggiata.

@martarosati28

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