mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 04:54

Terni, ecco il commissario che gestirà Palazzo Spada: è Antonino Cufalo

Il prefetto De Biagi sceglie il nome che assume i poteri del sindaco, del consiglio comunale e della giunta

E’ Antonino Cufalo il commissario che traghetterà Palazzo Spada verso le elezioni. Questa la decisione presa dal prefetto Paolo De Biagi.

Il nome «Il prefetto – si legge nella nota della prefettura – Paolo De Biagi, preso atto che sono divenute efficaci e irrevocabili le dimissioni rassegnate dal dott. Leopoldo Di Girolamo, dalla carica di sindaco del Comune di Terni, ha dato avvio al procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale della stessa città. Nelle more del perfezionamento di tale procedura, il Prefetto ha disposto la sospensione, con effetto immediato, dello stesso Consiglio comunale e la nomina di un Commissario prefettizio nella persona del Prefetto dott. Antonino Cufalo. Al Commissario sono conferiti i poteri del Sindaco, del Consiglio Comunale e della Giunta.

Biografia Nato a Ribera (AG) nel 1952, il prefetto Cufalo ha iniziato la propria carriera nella Polizia di Stato alla questura di Milano. Successivamente ha prestato servizio presso le questure di Enna e Agrigento, ha diretto il commissariato di Sciacca (Agrigento) e il Centro operativo della Dia di Palermo fino al 2000. Trasferito a Roma al Dipartimento della pubblica sicurezza, ha assunto l’incarico di direttore del Servizio centrale di protezione della Direzione centrale della polizia Criminale. Nel 2005 è stato nominato questore di Siracusa, per poi assumere lo stesso incarico prima a Lecce e in seguito, nelle città di Catania e Torino. Al vertice della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato dal 26 gennaio 2015, il 30 aprile è stato nominato Prefetto.

Il sindaco lascia il suo posto La comunicazione ufficiale è stata letta a Palazzo Spada dal presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mascio, in un’aula praticamente deserta. In aula c’era anche Di Girolamo seduto però non sui banchi della giunta ma in una posizione defilata. Il consiglio era stato nuovamente convocato ‘in via d’urgenza’ per il voto sul dissesto finanziario, che però come noto non c’e’ stato per mancanza del numero legale.

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