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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 01:05

Terni, caso Treofan sul tavolo di tre ministri: senatore Errani in pressing

Sviluppo economico, Lavoro e Transizione ecologica i dicasteri coinvolti: l’interrogazione dell’esponente di Articolo Uno

di M.R.

Cassa integrazione in scadenza, incertezze sul percorso di reindustrializzazione, reiterate richieste di tavoli di confronto e poche risposte. La storia nota di Treofan Terni è ripercorsa nel dettaglio in una interrogazione che il senatore Vasco Errani (Articolo Uno) ha rivolto a tre ministri: Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Andrea Orlando (Lavoro e politiche sociali) e Roberto Cingolani (Transizione ecologica). Da Palazzo Madama dunque la richiesta di sapere se i ministri in indirizzo intendano convocare al più presto un tavolo istituzionale di confronto con advisor, liquidatore, le organizzazioni sindacali e le diverse istituzioni coinvolte al fine di verificare le intenzioni rispetto al futuro occupazionale e quali piani industriali si potranno mettere in campo per il sito; attraverso quali misure e piani di sviluppo (anche attraverso i fondi messi a disposizione del Pnrr), intendano favorire la crescita del settore della Chimica verde, dei bio polimeri e dell’economia circolare con particolare riferimento alle opportunità offerte dal territorio ternano; se intendano intervenire per favorire una nuova politica industriale che sia in grado di affrontare la transizione ecologica e l’innovazione e contrastare con chiarezza ed efficacia i fenomeni di delocalizzazione anche attraverso iniziative legislative organiche, non incentrate solo sul sistema di multe e sanzioni postumo alle scelte aziendali, ma ripensando anche ad un ruolo da parte dello Stato per sostenere solidi e verificabili piani industriali delle imprese tenendo conto anche di proposte già avanzate come come quella portata avanti con il disegno di legge AS 2021 ‘Misure per il contrasto alle delocalizzazioni e la salvaguardia dei livelli occupazionali’ del senatore Ruotolo e altri.

Treofan Terni «Nel 2018 – ricorda Errani nel testo dell’interrogazione – Jindal, multinazionale indiana presente in Europa (Germania, Belgio e a Brindisi in Italia), ha acquisito l’azienda chimica Treofan con sedi a Terni e Battipaglia, produttrice di polipropilene con 80 lavoratori impiegati a Battipaglia e 144 lavoratori impiegati nel sito di Terni, ad oggi divenuti 130; dopo alcuni mesi dall’acquisto, il sito di Battipaglia è stato chiuso ed è tuttora in atto una difficile reindustrializzazione; nel sito di Terni per più di un anno l’azienda ha continuato a lavorare senza che si segnalassero particolari problemi puntando sulle alte competenze specifiche della produzione ternana; a partire dal mese di aprile 2020 la proprietà ha indebolito la posizione della fabbrica non reintegrando produzioni che venivano spostate sugli altri siti europei del gruppo Jindal-Treofan e per i quali la stessa Jindal ha percepito importanti finanziamenti, come accaduto anche per quello Brindisi; a partire da questo momento sono cominciate le richieste di incontro da parte delle organizzazioni sindacali anche presso il Ministero dello sviluppo economico, dove era già insediato un tavolo di confronto, ci sono stati scioperi e proteste fino al 24 novembre 2020, quando Jindal ha annunciato la messa in liquidazione di Treofan; i sindacati hanno denunciato uno svuotamento volontario della produzione e si è mossa in tal senso anche la Guardia di finanza che contesta alla proprietà in particolare l’utilizzo improprio della ‘cassa Covid’; il 10 maggio 2021 è stato firmato il decreto della cassa integrazione per la reindustrializzazione, cassa integrazione che si concluderà a fine febbraio 2022»

La nomina dell’advisor «Il 18 maggio – prosegue il senatore – si è svolto un incontro presso il ministero dello Sviluppo economico con le organizzazioni sindacali e la Regione durante il quale il liquidatore ha annunciato che entro il 28 maggio avrebbe ufficializzato il contratto con un advisor di caratura internazionale; l’advisor è stato nominato successivamente ed è pienamente operativo; la crisi dell’azienda si inserisce nel contesto di un territorio già oggetto di varie crisi industriali, in particolare dei settori chimico e siderurgico, ed è indispensabile da parte delle istituzioni e del Governo intervenire per indirizzare una progettualità nuova capace di traghettare il territorio ternano verso un nuovo modello industriale; lo stabilimento si trova all’interno di un distretto industriale della chimica (ex Montedison) che può avere le potenzialità di divenire un polo incentrato sulla chimica verde che possa intercettare i finanziamenti del Pnrr in quanto all’interno del sito è presente un’azienda leader a livello internazionale per quanto riguarda la produzione e fornitura di bioplastiche». Attesa la risposta. Intanto lunedì i sindacati incontreranno il liquidatore.

 

 

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