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Terni, evento Casapound in sala consiliare con l’assessore. Il Comune: «Nessun patrocinio»

Domenica la presentazione del libro su Norma Cossetto, partecipa Elena Proietti. Bonomi: «Stop polemiche, abbiamo pagato: ecco il bonifico». Sul volantino però c’era il logo di Palazzo Spada

Un corteo di Casapoung (foto F. Troccoli)

Iniziativa di Casapound nella sala consiliare di Palazzo Spada con l’assessore Elena Proietti di Fratelli d’Italia, ma senza il patrocinio del Comune. Caso politico a Terni per un evento organizzato dal movimento di estrema destra che in un primo momento ha fatto circolare il volantino con il simbolo del Comune di Terni, solitamente espressione del patrocinio dell’ente alle varie iniziative, innescando la reazione delle opposizione. A stretto giro di posta ha risposto il sindaco Leonardo Latini, che nega il patrocinio del Comune e nega alcuna richiesta in tal senso, mentre resta l’iniziativa di domenica 24 febbraio a Palazzo Spada con l’assessore Proietti, che conferma la propria partecipazione alla presentazione del libro fumetto dal titolo ‘Foiba Rossa – Norma Cossetto, storia di un’italiana’, in programma alle 17: al tavolo sono attesi anche il responsabile provinciale di CasaPound Piergiorgio Bonomi e l’autore Emanuele Merlino.

Parla il sindaco Dunque il patrocinio non è mai stato richiesto e dunque tanto meno concesso dal Comune. Lo spiega anche il sindaco Latini in una nota. «All’inizio del mio mandato avevo chiesto alle opposizioni di evitare polemiche gratuite nella speranza che questa città potesse superare le dispute velenose che l’hanno contraddistinta per tanti, troppi anni e che hanno contribuito a portarla al disastro attuale. Purtroppo questo non sta accadendo e ci sono troppe persone che trascorrono il proprio tempo a cercare di inventare polemiche o a strumentalizzare i fatti, con il solo intento di mettere in cattiva luce chi, come noi, sta lavorando dalla mattina alla sera al servizio della città per cercare di risolvere concretamente, tra tanti ostacoli, incertezze ed enormi difficoltà, una situazione d’emergenza. Vorrei ricordare a tutti che la situazione che stiamo vivendo nella nostra città e nel nostro ente non è una situazione normale. A fronte di questo cerchiamo di concentrarci sulle cose serie: noi sull’amministrazione e le minoranze su un’opposizione costruttiva, secondo le sane regole democratiche, per il bene di Terni. Lo stesso chiediamo a tutti i soggetti interessati, a vario titolo, anche da posizioni critiche, a far uscire la città dalla crisi».

Il Movimento Cinque Stelle Prima della precisazione del sindaco, la questione del patrocinio aveva sollevato un vespaio di polemiche sui social e anche la reazione dei gruppi consiliari di opposizione a Palazzo Spada. Ad intervenire per primo è Thomas De Luca, esponente del Movimento Cinque Stelle. «Per la prima volta – scrive in una nota – da quando non esiste il Partito Nazionale Fascista il Comune di Terni rilascia il patrocinio ad un evento di un partito politico. Non era mai successo. Lo fa dopo 70 anni. Dopo la lettera aperta della scorsa settimana è giunta la risposta di Leonardo Latini: rilasciare il patrocinio ad un evento del Partito Casapound. Incominciamo ora a comprendere l’indisposizione che non gli ha mai permesso di rappresentare la città alle cerimonie istituzionali, che possano in qualche modo accostarlo ai valori della Resistenza, al ripudio delle dittature e dei crimini nazifascisti. Il sindaco gioca a voler ricreare il clima di polarizzazione ideologica degli anni bui della storia italiana. Rimango allibito di come il sindaco con delega allo sviluppo economico invece di sostenere le imprese per creare nuovi posti di lavoro, sostenga un progetto politico novecentesco di spaccatura della città invitando di fatto i giovani a fare la guerra sulle ideologie invece che a lavorare o amare la vita. Sono profondamente deluso da avversario, da amministratore, da cittadino».

Senso civico Sulla questione arriva anche il commento di Alessandro Gentiletti, esponente di Senso civico. «A me le sceneggiate non piacciono. Così come la retorica opportunista e l’antifascismo di convenienza, solitamente utile a chi lo interpreta per dimostrare una differente consistenza che non ha. Per fare opposizione a questa amministrazione e salvare la città dalla sua incompetenza, serve serietà, determinazione e capacità di non cedere alle provocazioni ideologiche. Lo ho imparato in questi durissimi mesi. CasaPound è un partito che prende una manciata di voti, che sul territorio retrocede e che da tutto questo clamore che sta generando una iniziativa di cattivo gusto probabilmente trarrà soltanto vantaggio mediatico. Queste le ragioni che mi hanno spinto a non fomentare la polemica sul patrocinio che il Comune ha dato ad una sua iniziativa. Purtroppo, invece, è stata fatta divampare. Ovviamente sosterrò in prima linea la protesta contro la decisione del patrocinio, che mortifica i problemi reali della città, i suoi valori fondanti e che fa perdere tempo a generazioni che sono affamate di futuro. L’ennesima pagina che la città di Terni non meritava di vivere». Lo stesso Gentiletti poi, una volta verificato l’assenza del patrocinio, ha specificato: «A questo punto domando cosa intendono fare le istituzioni, ad iniziare dal Comune, per reagire a questo uso arbitrario del logo del Comune. Mi domando, inoltre, viste la bufala vergognosa messa in atto da Casapound se è davvero il caso di confermare la concessione della sala oppure se sarebbe opportuno restituire i soldi della prenotazione, consigliandole di svolgerla altrove».

Casapound Alla fine, considerato il vespaio di polemiche, il responsabile provinciale del movimento di estrema destra Piergiorgio Bonomi, ha deciso di intervenire rivendicando il fatto di conoscere meglio di chiunque altro come stessero effettivamente le cose, tant’è che alla redazione ha inviato pure il bonifico di 100 euro effettuato a favore del Comune di Terni per l’utilizzo della sala consiliare. Nella nota, l’accusa di superficialità a giornalisti e consiglieri di opposizione, ma nessun riferimento al primo volantino dell’iniziativa diffuso in rete, ovvero quello che ha innescato l’aspro dibattito in quanto riportava il logo del Comune di Terni come se l’ente avesse appunto concesso il patrocinio.

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