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giovedì 21 ottobre - Aggiornato alle 17:28

Terni, botta e risposta sui finanziamenti ‘persi’ per l’ex lanificio Gruber

I gruppi di opposizione: «Sconfitta per la nostra città». La vicesindaca si difende: «Progetto non escluso, chiesto nuovo cronoprogramma»

«Il mancato finanziamento del progetto di recupero presentato in pompa magna, in fase di redazione dall’amministrazione comune di Terni, per l’ex lanificio Gruber segna un ulteriore sconfitta per la nostra città», è quanto hanno dichiato in una nota congiunta i gruppi consiliari di Pd, Senso Civico, M5s e Terni Immagina che proseguono: «Dopo i mancati finanziamenti per l’edilizia scolastica e il piano periferie, arriva questa ulteriore batosta. L’incapacità – tuonano le opposizioni – di ottenere finanziamenti e di presentare progetti idonei è ormai purtroppo un punto fermo di questo centrodestra sempre più inconcludente». Non tarda però ad arrivare la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Benedetta Slavati che ha dichiarato: «Il progetto del Comune di Terni per l’area ex Gruber non è stato ancora escluso dai finanziamenti ministeriali e chi parla dell’incapacità altrui – ammonisce Salvati – dovrebbe almeno essere capace di trattenersi nelle espressioni di astio dettate solo da intenti di propaganda politica. Dovrebbe farlo se non per rispetto della nostra giunta, quantomeno per quello dovuto ai tecnici comunali che tanto si sono impegnati per questo e altri progetti, dimostrando invece capacità, competenza e amore per la propria città, che spesso sembra invece mancare a taluni esponenti dell’opposizione».

Il progetto nazionale pinqua  A quanto si apprende dalla nota e come aveva annunciato Umbria24, il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini ha firmato il decreto di assegnazione delle risorse, che vanno a 159 progetti relativi al PinQua, il Progetto nazionale per la qualità dell’abitare. Terni si è classificata al numero 171, mentre i progetti di Perugia e gli altri regionali rientrano nel finanziamento. «Con il social housing  – ammoniscono i gruppi consiliari – si sarebbe potuto destinare al disagio abitativo, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica dell’ex Gruber, e rigenerare il tessuto socioeconomico della zona, migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di uno spazio attualmente degradato». Ma non ci sta la vicesindaca, che a tale proposito specifica che: «Come dovrebbe essere noto a tutti e quindi anche alle minoranze di Palazzo Spada, il progetto di riqualificazione dell’area ex Gruber elaborato dai nostri uffici risultava tra quelli finanziabili direttamente nella prima versione delle graduatorie diffuse dal ministero e poi riprese e rilanciate da altri soggetti che non mancano certo di autorevolezza come ad esempio l’Anci».«La dotazione complessiva – prosegue Salvati – prevista per il programma PinQua, sulla qualità dell’abitare, era infatti di 3,2 miliardi, dei quali 2,8 di fondi Pnrr. In seguito, per una serie di valutazioni ministeriali tecnico-politiche è stata ridotta di 400 milioni. Questa riduzione ha dunque consentito il finanziamento diretto dei soli primi 159 progetti, mentre il nostro è collocato in 171° posizione. Tuttavia – fa notare l’assessore che nel decreto del ministro Giovannini sono contenuti alcuni allegati. In particolare l’allegato 3 definisce la graduatoria dei progetti comunque ammissibili al finanziamento con riserva, tra i quali figurerebbe anche quello del Comune di Terni. Infatti nel decreto è psecificato che gli enti beneficiari dovranno trasmettere antro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto il cronoprogramma dei singoli progetti rimodulato sulla nuova scadenza che è nel 2026 e non più nel 2030 come in precedenza, per confermare la volontà di aderire al programma. In caso contrario, si provvederà allo scorrimento della graduatoria. Fatto questo che farebbe ben sperare alla attuale amministrazione di rientrare nel finanziamento previsto. «Per tali ragioni – specifica Salvati -anche il nostro Comune, inserito nella graduatoria dell’allegato 3 tra i primi non direttamente finanziati, è comunque invitato a inviare il nuovo cronoprogramma e i nostri tecnici sono in grado di dimostrare la capacità del progetto per  l’ex Gruber di adeguarsi al nuovo timing: saremo cioè in grado di realizzare le opere e renderle fruibili entro marzo 2026. Se altri progetti collocati in graduatoria prima del nostro non saranno in grado di fare altrettanto potremo rientrare di nuovo nella lista di quelli finanziabili direttamente».

Governo dei capaci «Alle minoranze – conclude il vicesindaco Benedetta Salvati – chiedo quindi di valutare meglio la situazione nella sua complessità, prima di lasciarsi andare a espressioni da menagramo. Dal canto nostro, con il lavoro determinante dei nostri tecnici e – pur dovendo fare i conti con tutte le difficoltà ereditate dal precedente governo dei capaci – non abbandoniamo certo ora la battaglia per un progetto che rilancerebbe la qualità dell’abitare in un’area importante della città, con soluzioni innovative e nel quale continuiamo a credere».

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