lunedì 17 dicembre - Aggiornato alle 20:09

Terni antismog, Brizi: «Ordinanze insufficienti, serve mobilità alternativa»

Consigliere del gruppo misto contesta pure la proposta Fi sulle Camere di commercio

 

©Fabrizio Troccoli

«Il grande assente nel trasporto cittadino è la mobilità alternativa. Non è possibile che a Perugia si siano spesi milioni e milioni di soldi pubblici, anche regionali, sul versante delle scale mobili, del minimetró, e a Terni non si sia fatto neanche un metro di mobilità alternativa a basso impatto ambientale». Così interviene il consigliere comunale Federico Brizi, recentemente fuoriuscito da Forza Italia per aderire al gruppo misto, all’indomani delle misure antismog annunciate dall’assessore all’Ambiente Benedetta Salvati.

Federico Brizi «È una responsabilità gravissima delle passate amministrazioni e del governo regionale – tuona Brizi – mi auguro che questa amministrazione cambi presto rotta, che non concentri le energie sulle proibizioni ma si metta al lavoro per sviluppare progetti e per reperire finanziamenti regionali e nazionali sulla mobilità alternativa; l’ordinanza che punta esclusivamente sulla limitazione del traffico veicolare, al di là della presentazione o meno della denuncia dei redditi come salvacondotto, è solo un palliativo».

Camera di commercio Lo stesso consigliere nei giorni scorsi ha avuto modo anche di contestare la proposta di legge sulle Camere di commercio, presentata dal deputato Raffaele Nevi di Forza Italia: «Terni merita e può ambire a interpretare un ruolo da protagonista nella definizione delle scelte di politica industriale, economica e sociale della nostra regione per gli anni futuri. In questa ottica ogni proposta legislativa che riconduca solo in capo alla Regione le scelte di riequilibrio territoriale appaiono anacronistiche e non appropriate, auspico che l’azione meritoria messa in campo dal comitato cittadino per la difesa della Camera di commercio rappresenti anche una prima scintilla che dia l’avvio a una ridefinizione del ruolo che l’ente deve interpretare, inteso questo non come luogo di adempimenti burocratici, bensì luogo di elaborazione e di proposte di sviluppo».

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