domenica 17 febbraio - Aggiornato alle 18:57

Per Terni e altri quattro Comuni in arrivo 1,6 mln di canoni idroelettrici

Potranno essere spesi per decoro e manutenzioni, eventi e impianti sportivi. Ok da Pd e Lega, M5s: «Ridicole elemosine»

La Cascata delle Marmore dall'alta - foto Marta Rosati

Via libera a maggioranza alla ripartizione dei canoni idroelettrici in favore di cinque Comuni umbri, con relative tipologie di interventi finanziabili con quelle stesse risorse. La seconda commissione del consiglio regionale ha espresso parere favorevole (5 sì: Brega, Chiacchieroni, Smacchi per il Pd, Fiorini per la Lega, Ricci per il Misto e l’astensione di Carbonari-M5S) sull’atto della giunta per gli “interventi a favore degli enti locali interessati dall’attività di impianti di grandi derivazione di acque a uso idroelettrico”. In particolare, con l’operazione ci si prepara a versare nelle casse dei cinque municipi circa 1,6 milioni, di cui circa 1,3 milioni saranno destinati a Terni, quasi 230 mila a Narni, poco meno di 32 mila a Basti, circa 17 mila ad Alviano e 12.500 per Cerreto di Spoleto.

In arrivo 1,6 mln di canoni idroelettrici Col provvedimento vengono anche definiti i criteri e le modalità per la destinazione delle risorse da assegnare, sia attraverso procedure ad evidenza pubblica, sia mediante interventi a gestione diretta della Regione, per il finanziamento dei progetti e degli interventi che potranno presentare gli enti locali e le Federazioni sportive nazionali, riconosciute dal Coni, che siano concessionarie (titolari) della gestione degli impianti ubicati nei comuni interessati. Nel dettaglio gli interventi finanziabili coi canoni idroelettrici sono quelli per il decoro urbano; manutenzione ordinaria viabilità; realizzazione di grandi eventi e manifestazioni storiche; manutenzione straordinaria, adeguamento, costruzione di impianti sportivi. A parlare della ripartizione delle risorse come «di ridicole elemosine» e di «asservimento ai concessionari idroelettrici dalla giunta Marini» è il capogruppo del M5s in consiglio regionale, Andrea Liberati, secondo cui «emerge pure l’arroganza di un esecutivo regionale che vorrebbe imporre come e dove spendere». Secondo il pentastellato le esigue somme fanno il paio con la sistematica rapina sull’idroenergia perpetrata negli ultimi 20 anni, grazie al connubio tra Regione Umbria e multinazionali dell’energia, in danno a Terni: in 20 anni di apertura delle centrali idroelettriche al mercato, i concessionari privati insediati a Galleto (Endesa, E.On, ERG) hanno incassato qualcosa come 2 miliardi di euro circa; la Regione Umbria ha superato i 60 milioni di canoni, mentre a Terni manca persino l’illuminazione della strada ‘Valnerina’ che porta alla Cascata – getto d’acqua peraltro notoriamente invisibile, fuorché in orari determinati, altra illegale boiata locale».

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