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giovedì 27 gennaio - Aggiornato alle 07:06

Terni, acqua pubblica: accordo Comune-Acea con l’ombra della cessione Asm

Rivoluzione in seno alla Sii scandita dall’assessore Dominici, sindaci in rivolta. All’attacco anche Orsini (Pd) e De Luca (M5s)

 

di M. R.

In corso una vera e propria battaglia, ‘per l’acqua pubblica’ a detta dell’assessore alle partecipate del Comune di Terni Fabrizio Dominici; per il controllo del Servizio Idrico Integrato, della sua gestione e dei servizi (costi, appalti e incarichi) per i sindaci di 32 comuni del territorio che vantano nei confronti della società un credito di 10 milioni. Gli stessi, Leonardo Latini a parte, rischiano di rimanere fuori dalla trattativa in corso tra Palazzo Spada e Acea, sulla quale le opposizioni in consiglio vedono l’ombra di una privatizzazione Asm.

Acqua pubblica Tutto ruota attorno al 25% delle quote del Sii che sono in mano a Umbria 2, cioè Acea, che per statuto essendo socio privato ha grosso peso decisionale; è quel 25% che l’ente di piazza Ridolfi (che ha il 37%) vorrebbe far tornare in mano pubblica. Per questo sarebbe in corso un’operazione tesa a riportare il ciclo idrico sotto la gestione di Asm e, a detta del sindaco di Terni, Dominici avrebbe raggiunto un accordo in tal senso proprio con Acea.

Trattativa con Acea I dettagli nessuno li conosce, il primo cittadino ne ha parlato su Facebook e l’assemblea dei soci di lunedì è slittata, rinviata al 28 novembre su richiesta di Umbriadue (quindi di fatto Acea), si dice in attesa di riconciliazione debiti/crediti tra Sii e Palazzo Spada. Gli altri sindaci del Ternano non l’hanno bevuta e temono che dietro il rinvio ci sia la necessità dell’assessore Fabrizio Dominici di prendere tempo per mettere a punto più nel dettaglio l’accordo con la super multiutility, dal quale si sentono ingiustamente esclusi. Si batteranno per avere i soldi che gli spettano e per avere voce in capitolo, ribellandosi a scelte unilaterali dettate dal Comune più grande.

Battaglia politica Dietro la partita in corso per l’acqua pubblica, come la definisce da settimane l’assessore Dominici, c’è il timore chee possa nascondere accordi ben più pesanti magari tesi a fare cassa per uscire finalmente dal dissesto e la politica è in allerta. «Bene bravo Assessore – scrive sui social il consigliere Pd Valdimiro Orsini – sarebbe interessante conoscere i dettagli di questa operazione con Acea. Quella multiutility non è certo Babbo Natale – sottolinea Orsini -, dica pubblicamente qual la contropartita. Non sarà che Acea si compra Asm?». Non si fa attendere nemmeno la presa di posizione del consigliere del M5s Thomas De Luca che tuona: «Non permetteremo mai che Asm sia privatizzata. Non permetteremo che Acea o qualsiasi altra ‘mega-utility’ possa mettere le proprie mani sui rifiuti, sulle infrastrutture strategiche e sulle risorse idriche decidendo vita e morte dei ternani per i prossimi cinquant’anni. Paghiamo oggi – prosegue De Luca – le scelte di vent’anni fa, la politica scellerata di chi ha voluto e permesso la costruzione di tre inceneritori. Siamo pronti – minaccia – a presentare un milione di emendamenti, a paralizzare l’attività istituzionale per i prossimi 5 anni. Qualche ex-collega oggi al governo – ironizza – può spiegare ai nuovi arrivati quanto ci riesce bene farlo».

@martarosati28

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