venerdì 19 aprile - Aggiornato alle 16:29

Telecamere in asili e case di riposo, bailamme in consiglio regionale tra demagogia e accuse incrociate

Bocciata proposta della Lega, quella del M5s torna in commissione. L’assessore: «Non si può videosorvegliare tutti». Leonelli minaccia querele: «Fiorini ha detto che tutelo chi maltratta»

Un asilo

C’è chi propone l’obbligo di installare telecamere nelle case di riposo e strutture sanitarie convenzionate con la Regione, chi anche in asili nido e scuole dell’infanzia. Finisce in un bailamme di polemiche, accuse incrociate e minacce di querele la giornata in Consiglio regionale. Alla fine la mozione della Lega viene bocciata, quella del Movimento 5 stelle torna in commissione per un approfondimento. Tutto su un tema delicatissimo, alla luce di ripetuti fatti di cronaca, in cui la normativa sulla privacy e quella i diritti del malato pone dei limiti ben precisi e non esiste un quadro legislativo nazionale.

Mozione della Lega In prima battuta, l’Aula ha respinto, con gli 8 voti favorevoli delle opposizioni di centrodestra e M5s, 8 voti contrari da parte dei consiglieri della maggioranza di centrosinistra e 3 astenuti (Smacchi, Brega e Leonelli del Pd), la mozione di iniziativa dei consiglieri della Lega Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, con cui si voleva impegnare la Giunta regionale a “rafforzare i controlli e la sorveglianza nelle strutture umbre che ospitano soggetti a rischio, come asili nido e scuole d’infanzia, case di riposo per anziani, centri di recupero per malati psichiatrici, con l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, con possibilità di connessione da remoto da parte delle Forze dell’ordine, di controlli periodici e ‘a sorpresa’ da parte di persone incaricate, infine con test psicoattitudinali ripetuti nel tempo per operatori e insegnanti”. Sia Lega che M5s hanno ricordato gli episodi di cronaca che hanno riguardato anche l’Umbria con maltrattamenti ai danni di anziani e malati. L’assessore regionale Luca Barberini intervenendo ha sottolineato come «l’installazione della videosorveglianza è un argomento molto delicato, se ne discute in tutte le regioni ma nessuna ha normato questa situazione. Non a caso, per quanto riguarda le strutture sociosanitarie c’è una discussione in atto in commissione sanità del Parlamento, per risolvere problemi grossi, come la violazione della privacy delle persone. Qui abbiamo un appiattimento sulla presunta funzione deterrente delle telecamere ma il bersaglio è invece contenuto, non solo per la riservatezza personale, in ragione dei luoghi da videosorvegliare».

Mozione del M5s Successivamente è stata esaminata la mozione del Movimento 5 stelle relativa “all’obbligo di installazione di apparecchiature di videoregistrazione nelle strutture convenzionate con la Regione Umbria ospitanti persone anziane, disabili o comunque potenzialmente soggette a maltrattamenti e violenze”. In questo caso l’Aula di Palazzo Cesaroni ha votato a maggioranza (9 sì, 1 astensione, 4 no) il rinvio in commissione per approfondimenti. Maria Grazia Carbonari (M5s) ha sottolineato che «le questioni di privacy sollevate possono essere superate visto che esiste un valore maggiore da superare, che è il benessere delle persone ricoverato o accolte nelle strutture». Per Attilio Solinas (misto Mdp) «Lega e Cinque stelle tendono a cavalcare l’onda dello sdegno alla luce di alcuni episodi di cronaca. I casi segnalati riguardano una quota molto contenuta di realtà assistenziali e asili».  Ancora Barberini ha espresso contrarietà affermando che «non crediamo di dover vivere in una società in cui ogni malato deve essere continuamente osservato e monitorato, in violazione di ogni principio di riservatezza. Abbiamo chiesto ai direttore di incrementare le procedure di controllo ma questo non significa violare la dignità della persona».

Veleno e minacce di querele La giornata è terminata con il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) che punta il dito contro il capogruppo della Lega, Emanuele Fiorini il quale, «dopo aver chiesto un approfondimento con forze di polizia e sindaci rispetto ad una mozione della Lega, circa l’installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili e nelle case di cura per gli anziani, mi ha risposto che tutelo coloro che maltrattano i bambini». Leonelli definisce questa «un’affermazione inaccettabile» che si è riservato di valutare se portarla all’attenzione delle autorità nelle sedi opportune. Anche dal M5s arrivano polemiche. «Oggi – dicono Carbonari e Liberati – abbiamo assistito ad una delle scene più tristi di questa legislatura, con la Giunta regionale che ha smentito se stessa e messo in atto grette manovre di palazzo sulle spalle dei più deboli. Incomprensibilmente – aggiungono – la Giunta ha prima attaccato la nostra proposta, poi l’ha presa sorprendentemente in considerazione, votando per rimandarla in commissione, dove verosimilmente riposerà in pace fino alla fine della legislatura assieme a tante altre nostre proposte».

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