giovedì 2 luglio - Aggiornato alle 07:54

«Sull’inquinamento studi isolati». Carissimi propone una commissione d’inchiesta per l’area Terni-Narni

Il consigliere regionale della Lega: «Eccesso di mortalità per criticità ambientali. Le promesse si mantengono»

di L.P.

«Una commissione d’inchiesta per l’inquinamento dell’area ternana». A chiederlo è il consigliere regionale della Lega, Daniele Carissimi, che aggiunge anche un sibillino «le promesse si mantengono». A dimostrazione dell’impegno della Lega nella tutela ambientale, Carissimi avanza quindi una richiesta formale per l’istituzione di una commissione di inchiesta per l’inquinamento dell’area ternana e narnese. Depositata presso l’ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa umbra. L’obiettivo, secondo Carissimi, è quello di indagare e razionalizzare fonti, cause ed effetti in ordine alle particolari criticità ambientali riscontrate sull’area.

Già nella scorsa campagna elettorale, Carissimi aveva posto l’esigenza di «un’analisi seria e attenta della situazione ambientale ternana, libera da sensazionalismi ed eccessiva emotività, perché solo con l’ausilio dei dati certi si possono dare soluzioni consapevoli e di prospettiva». La richiesta è stata sottoscritta da undici consiglieri regionali di maggioranza «in ragione di un’irrinunciabile esigenza di diritto alla salute e alla vita dei cittadini umbri in ambiente salubre. È tristemente noto a tutti che l’area ternana-narnese sia appellata come una delle zone più inquinate d’Italia, con criticità riscontrabili soprattutto per quel che attiene al suolo, l’aria e l’acqua» dice Carissimi.

«Nel territorio – prosegue – ricade infatti la bonifica di un sito di interesse nazionale Terni-Papigno, in grave ritardo negli interventi, una qualità dell’aria con dati allarmanti (Terni è la città del Centro Italia con i dati peggiori, con 86 giornate di media all’anno “fuorilegge” a causa degli sforamenti di PM10) fino alla difficile situazione dell’inquinamento idrico, con 110km quadrati di aree interessate da fenomeni di inquinamento delle acque, che determinano la necessità di indagare cause e effetti sulla salute. A questo si aggiungono le preoccupazioni per la gestione dei rifiuti a causa della presenza di importanti impianti di gestione dei rifiuti e un’industria pesante che genera minaccia ove non controllata, oltre a una pianta organica degli enti deputati ai controlli ampiamente inferiore al necessario (ARPA, NOE, Polizia Provinciale). Nel tempo si sono susseguiti sul tema molteplici documenti e studi, tuttavia rivelatisi isolati e tra loro non comunicanti. L’eccesso di mortalità generale e delle patologie tumorali sembra riconducibile alle criticità ambientali presenti nel sito. Le promesse si mantengono conclude Carissimi».

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