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domenica 17 ottobre - Aggiornato alle 23:57

Spoleto, Usl 2: «Formazione nella Riabilitazione cardiologica». Candidati sindaco all’attacco, poi la precisazione

Dopo ore di passione interviene di nuovo De Fino: «Locali attigui, nessuna riduzione del servizio»

di C.F.

Accende la campagna elettorale la decisione della Usl 2 di organizzare corsi di base e avanzati nell’ambito della gestione dell’emergenza urgenza all’ospedale di Spoleto in «parte dei locali» del servizio di Riabilitazione cardiologica. L’annuncio del direttore generale Massimo De Fino e della responsabile della Formazione azienda Maria Stefania Gallina è arrivato martedì e nel giro di poche ore ha innescato la reazione dei candidati sindaco Sergio Grifoni (Fratelli d’Italia, Alleanza civica e Obiettivo Comune), Andrea Sisti (Pd, M5s, Socialisti, Italia Viva, Civici Per, Ora Spoleto ed Eleggi Spoleto) e Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto, Difendiamo Spoleto, Rinascere, Spoleto Sì) tutti contrari all’ipotesi di «smantellamento» anche parziale della Riabilitazione cardiologica per creare spazi da destinare ai corsi del personale interno ed esterno alle aziende sanitarie intravista nell’intervento di De Fino, mentre per Maria Elena Bececco (Forza Italia e Spoleto futura) «questo segnale non è nulla rispetto al ripristino dell’ospedale come Dea di primo livello». Proprio il direttore generale nel primo pomeriggio, dopo ore di passione, interviene per dire che «i locali individuati e in fase di allestimento del centro permanente di formazione sono attigui alla Riabilitazione cardiologica, per la quale, come noto, è in corso un bando per l’assunzione a tempo indeterminato di tre cardiologi».

Usl 2: «Corsi di formazione nella Riabilitazione cardiologica» In particolare, martedì, la Usl 2 ha reso noto che è «in avanzata fase di allestimento un’area dotata delle più moderne attrezzature, quali manichini simulatori ad alta fedeltà, ambienti di simulazione clinica e di strumenti didattici di ultima generazione atti a consentire l’effettuazione permanente di corsi di emergenza urgenza, con particolare riferimento al soccorso di soggetti colpiti da arresto cardiocircolatorio improvviso (morte improvvisa)». De Fino, poi, ha voluto «ribadire la centralità e l’importanza quale Dea di primo livello dell’ospedale di Spoleto» individuato come «sede permanente per lo svolgimento di queste fondamentali attività con l’obiettivo – ha detto – di proseguire sulla strada del potenziamento della rete diffusa di soccorso e di primo intervento».

Grifoni: «No, in quei locali no» La scelta di dedicare «parte dei locali», come scritto dalla Usl2, della Riabilitazione cardiologica ai corsi della gestione dell’emergenza urgenza ha fatto suonare l’ennesimo campanello d’allarme sul San Matteo, con Grifoni che «pur parlando di un’importante iniziativa che sicuramente darà valore al nostro nosocomio» esprime una netta contrarietà sulla scelta degli spazi. «No, in quei locali no» dice il candidato sindaco sostenuto da Fratelli d’Italia, che domanda «quali reali cadute assistenziali ci saranno per la nostra comunità e perché occorre occupare, anche se parzialmente, spazi adibiti a riabilitazione cardiologica, rischiando di compromettere progetti futuri legati alla razionalizzazione dei servizi fra Spoleto, Foligno e Valnerina». Grifoni, considerando «la scelta presumibilmente tecnica e non politica», sollecita De Fino a confermare la volontà di concretizzare tale istituzione all’ospedale di Spoleto, ma di soprassedere momentaneamente sull’individuazione della sua ubicazione, in attesa di un locale confronto  istituzionale». Una richiesta, questa del candidato sindaco, che almeno apparentemente non sembra compatibile con «l’avanzata fase di allestimento dell’area» comunicata dalla Usl2, ma sarà da vedere. Grifoni, comunque, garantisce che «per ciò che potrò fare, mi attiverò affinché avvenga il confronto istituzionale».

Sisti: «Trovare altri spazi» Di decisione che «lascia sbigottita la città» parla, invece, l’aspirante primo cittadino di centrosinistra secondo cui «la comunicazione della Usl 2 lascia poco spazio a equivoci: al posto degli attrezzi per la riabilitazione cardiologica saranno portati dei banchi». Sisti fa anche dell’ironia quando dice che «se non fosse che ci sta a cuore la salute dei cittadini, verrebbe da ringraziare la Regione che in piena campagna elettorale va a depotenziare ulteriormente il San Matteo degli Infermi, andando a toccare il nervo scoperto della comunità spoletina», per poi inanellare una raffica di domande: «Ottimo formare il personale, ma è necessario farlo nella palestra per la riabilitazione? I malati in fase di recupero dove li mandiamo? Non esistono altre soluzioni logistiche che permettano di aprire i corsi senza chiudere servizi essenziali?». Il candidato sindaco del centrosinistra, poi, assicura che sarà «inflessibilenel rivendicare il diritto alla salute per un bacino di oltre sessantamila abitanti che dovranno poter contare su un’organizzazione della sanità pubblica efficiente, sia per quanto riguarda l’ospedale che i servizi territoriali».

Cintioli: «Così si compromette il servizio» A intervenire nella tarda mattina anche Cintioli secondo cui la comunicazione della Usl 2 addensa «nuove nubi sull’ospedale. Sui corsi di formazione il candidato sindaco dice che «sembrerebbe una bella notizia, se non fosse che questa nuova attività viene ospitata nei locali della Rabilitazione cardiologica, un servizio di grande importanza che rischia di essere inesorabilmente compromesso. Cintioli, poi, giudica «favorevolmente una migliore preparazione dei medici e la scelta di Spoleto come sede per queste attività, ma l’Usl può disporre di così tanti locali che mi sembra assurdo dover utilizzare proprio quelli di cardiologia: vanno esaminate soluzioni alternative e, soprattutto, va affrontata una volta per tutte l’esigenza di un piano dettagliato sul futuro dell’ospedale, che escluda l’improvvisazione».

Bececco: «Ripristinate tutti i servizi» Un po’ differente il tiro di Bececco che, «prende atto della scelta della Asl di stabilire al San Matteo degli Infermi la sede per lo svolgimento dei corsi», ma aggiunge che «ovviamente questo segnale non è nulla rispetto al ripristino del nostro ospedale come Dea di primo livello»«sposta di una virgola le nostre rivendicazioni: ripristino e piena efficienza di tutti i reparti, come e meglio di prima della pandemia, a cominciare dal nostro punto nascite. Mi sono battuta sin dal primo istante per questa battaglia e – conclude – non intendo concedere neanche un centimetro su questo punto: siamo pronti a battere forte i pugni sul tavolo del Piano sanitario regionale, perché Spoleto deve riavere il suo ospedale e gli spoletini il loro sacrosanto diritto alla salute e all’accesso alle cure».

De Fino precisa: «Locali attigui, nessuna riduzione della Riabilitazione» Dopo qualche ora di passione arrivano le precisazione di De Fino «per evitare – è scritto in una nota della Usl 2 – strumentalizzazioni politiche sull’argomento o interpretazioni forzate e poco corrette dei programmi della direzione strategica dell’azienda sanitaria». Il dg, quindi, «riafferma che il progetto non “prenderà il posto” né andrà a sostituire il servizio di Riabilitazione cardiologica» spiegando che «non a caso i locali individuati e in fase di allestimento del centro permanente di formazione sono attigui alla Riabilitazione cardiologica: si tratta di una sala riunioni (non della palestra) dove già si sono svolti, in epoca pre Covid, eventi formativi con la partecipazione anche di specialisti cardiologi». E poi: «Avendo già previsto il trasferimento al piano terra della sala riunioni ospedaliera, il locale individuato sarà quindi attrezzato e dedicato alla formazione aziendale nella gestione dell’emergenza urgenza, ovviamente senza ridurre in alcun modo gli spazi della Riabilitazione cardiologica, un servizio che la direzione aziendale, in linea con le indicazioni della Regione Umbria, si è impegnata, con atti concreti e facilmente verificabili, a riattivare in tempi rapidi».

@chilodice

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