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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 03:41

Spoleto, si incatena l’ultimo medico del centro storico: sindaco chiede aiuto ad altri dottori

Per evitare che la parte alta del centro storico resti senza ambulatorio Sisti fa un appello ai giovani camici bianchi

Hanke si incatena e occupa il suo ambulatorio

di Chiara Fabrizi

Il sindaco di Spoleto chiede aiuto ad altri dottori affinché la parte alta del centro storico non resti senza medico di base. Interviene così Andrea Sisti sulla protesta avviata martedì dal dottor Maurizio Hanke, in pensione dal 15 settembre scorso e a caccia di una proroga da parte della Usl affinché possa, anche gratuitamente, continuare ad assistere i circa 400 pazienti, prevalentemente anziani, che vivono nell’acropoli e che ora rischiano di dover andare a via Marconi, dove ci sono cinque medici che possono accogliere 1.500 pazienti, come spiegato dal direttore generale della Usl 2, Massimo De Fino.

VIDEO: IL MEDICO SI INCATENA

Spoleto, si incatena l’ultimo medico del centro storico Il primo cittadino, senza nominare Hanke né la stessa azienda ospedaliera, giovedì mattina è intervenuto dicendo che «non va assolutamente sottovalutato il fatto che nel centro storico sia venuto meno l’ultimo presidio ambulatoriale», evidenziando quello che è sotto gli occhi di tutto, ovvero che «da anni si registra una diminuzione dei servizi in quest’area della città». La desertificazione della zona più bella della città, quella del Duomo, della Rocca con il Ponte delle Torri, e di piazza del Mercato è per Sisti «una delle sfide più importanti che stiamo affrontando riguarda proprio l’individuazione di azioni e misure che possano invertire la rotta nel corso della nostra amministrazione». Prima di venire al dunque il sindaco di Spoleto dice pure che «la bellezza del nostro centro storico non risiede solo nella meraviglia dei monumenti, delle chiese e dei teatri, ma soprattutto nel fatto che è un luogo dove si può vivere e lavorare, dove esiste una dimensione di relazioni e di vivibilità difficilmente riscontrabile altrove, che dovrebbe invogliare e non dissuadere dal garantire un servizio così importante».

Sindaco chiede aiuto ad altri dottori Da qui «l’invito che rivolgo ai medici del territorio, soprattutto ai più giovani: questa vicenda deve farci riflettere. Abbiamo bisogno – dice Sisti – di dare un svolta al nostro centro storico e possiamo riuscirci innanzitutto se non perdiamo quello che oggi c’è. Come amministrazione assicuro che stiamo lavorando e studiando affinché questo possa accadere, non è semplice, ma è l’unica direzione possibile. Ai medici dico date un segnale anche voi: insieme si può fare». L’iniziativa di Sisti è già stata presa essenzialmente fin dalla scorsa primavera da Hanke e poi pure dalla Usl 2, che proprio con De Fino nelle ultime ore ha ricordato che «l’azienda sanitaria non può a oggi che sollecitare (e non imporre) gli altri medici dell’area interessata – e così ha fatto – ad aprire uno studio secondario nel “centro storico” di Spoleto». Nè Hanke né la Usl2 sono però riusciti dell’impresa, che ora tenta anche il sindaco.

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