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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 14:12

Spoleto, Grifoni accende il dibattito sull’ospedale: sindaco vira sul consiglio aperto

Formate le sei commissioni, Catanossi presidente della Controllo e garanzia: «Vigileremo su trasparenza atti»

Il sindaco Andrea Sisti

di Chiara Fabrizi

Si accende il dibattito sull’ospedale di Spoleto in consiglio comunale. A dare fuoco alle polveri, oltreché la preadozione da parte della giunta regionale del Piano sanitario, è stata l’interpellanza del consigliere di opposizione Sergio Grifoni (Obiettivo Comune) a cui non è bastato l’impegno del sindaco Andrea Sisti, messo sui banchi dell’aula fin dalle comunicazioni iniziali, di convocare una «seduta aperta del consiglio comunale per capire – ha detto – quale ruolo può avere il nostro ospedale insieme alla nuova configurazione del distretto sanitario», che secondo il Psr sarà unico con Foligno e Valnerina. Il primo cittadino ha detto in aula di aver incontrato i primari del San Matteo e di volere una seduta aperta del consiglio per ottenere «un mandato pieno e condiviso da parte dell’assemblea così portare una posizione unica della città nel consesso regionale».

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Grifoni all’attacco sull’ospedale Grifoni, però, ha «invitato a non perdere tempo nella formulazione dell’ennesima proposta sull’ospedale», proponendo di «recuperare quella che è già stata approvata (nel 2019, ndr) dal consiglio comunale e di rivotarla se ce n’è bisogno» dato che nel frattempo l’assemblea è stata rieletta. Il consigliere di opposizione ha quindi sostenuto che Spoleto «non può aspettare oltre per chiedere garanzie sui servizi di base» e, pur sapendo «che la sanità è competenza della Regione», Grifoni ha calcato la mano sull’amministrazione comunale: «Mi fa piacere – ha detto – che abbia incontrato i primari, ma quelli sono i capitani e non fanno la strategia, che invece fanno proprio gli amministratori regionali ed è con loro che deve parlare». In particolare, il sindaco è stato spronato a rispondere «sul ripristino dei servizi ospedalieri, a cominciare dal Punto nascite» e «soprattutto sul futuro dell’ospedale, perché – ha detto Grifoni – se oggi i medici non accettano di restare a Spoleto o non partecipano ai concorsi è a causa della percezione di dismissione del San Matteo». Infine, il consigliere, al pari della collega di opposizione Maria Elena Bececco (Spoleto futura-Forza Italia), ha chiesto al sindaco di affiancare «una commissione istituzionale in rappresentanza della città al Gruppo tecnico di lavoro per l’integrazione dei presidi di Spoleto, Foligno e Valnerina» istituito dalla Usl 2.

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Sindaco alla prova della sanità Il sindaco, nella replica, ha sostenuto «l’importanza dell’innovazione tecnologica, che governerà ogni campo compreso quello della medicina, specie per quanto riguarda i piccoli ospedali» e ha anche parlato dello «sviluppo telemedicina», tema da maneggiare con grande cautela nelle trattative sulle sorti dei servizi dell’ospedale e dell’integrazione con Foligno e Valnerina. Sisti, comunque, ha condiviso l’ipotesi di rinforzare con una rappresentanza della città il gruppo tecnico di lavoro istituito dalla Usl 2, spiegando che aveva «preventivato di discutere con il direttore generale della Usl di questo nuovo organismo, in cui è necessario – ha detto – che non ci siano solo primari». Il sindaco è meno concorde con Grifoni sul rispolverare la mozione del 2019 votata dal consiglio «che – ha affermato – appartiene a un’altra epoca», mentre per quanto riguarda l’attrattività dell’ospedale di Spoleto per i medici, il sindaco si è messo in scia con altre realtà italiane che, combattono la carenza nazionale di personale sanitario arricchendo con vantaggi economici le proposte delle Usl: «Dobbiamo creare un ecosistema per i professionisti, che va dall’ospitalità a benefit di vario tipo, tenendo in considerazione il fatto che avere medici non è solo un fatto sanitario». Infine, sui rapporti con Foligno, il primo cittadino ritiene di intravedere «un atteggiamento differente, perché la debolezza attraversa tutto il territorio» e per essere superata «richiede – ha concluso – anche l’impegno strategico della città».

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Catanossi a capo della Controllo e garanzia In attesa della seduta aperta sull’ospedale, l’assemblea ha approvato all’unanimità la composizione delle commissioni, a cominciare dalla Controllo e garanzia, l’unica per la quale si è già proceduto a eleggere il presidente, che va sempre alla minoranza, ossia Diego Catanossi (Spoleto 2030), mentre l’incarico di vice, che è invece di maggioranza, è stato affidato al consigliere più giovane, Enrico Morganti (M5s): «Metterò – ha detto Catanossi – la mia tenacia e determinazione per ricoprire al meglio questo ruolo alla guida di una commissione davvero significativa e che nobilita anche il ruolo dell’opposizione, chiamata a garantire alla città la trasparenza degli atti, elemento fondamentale per ricucire rapporto coi cittadini».

Le altre commissioni I presidenti delle altre cinque commissioni saranno invece eletti nelle rispettive sedute di insediamento: in Prima commissione (bilancio) siedono Trippetti, Sorcini, Bonanni, Alleori e Maso per la maggioranza, mentre Profili, Cretoni e Cintioli per la minoranza; nella Seconda commissione (turismo e transizione ecologica) si accomodano Laureti, Fibraroli, Bonanni, Coltorti e Fede per la maggioranza, mentre Dottarelli, Imbriani e Piccioni per la minoranza; in Terza commissione (urbanistica) i componenti sono Cesaretti, Sorcini, Morganti, Alleori e Filippi per la maggioranza, mentre Profili, Bececco e Cintioli per la minoranza; lavoreranno in Quarta commissione (sanità, scuole e sport) Lucentini, Lleshaj, Morganti, Loretoni e Filippi per la maggioranza, mentre Grifoni, Catanossi e Bececco per la minoranza. Infine, fanno parte della commissione normativa Cesaretti, Lleshaj, Bonanni, Coltorti e Maso per la maggioranza, mentre Cretoni, Grifoni e Imbriani per la minoranza.

@chilodice

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