lunedì 17 dicembre - Aggiornato alle 20:09

Spoleto, Forza Italia e Pd per le vaccinazioni obbligatorie: «Si esprima anche De Augustinis»

Slittano sanzioni e quindi obbligo vaccinale, ma in Umbria si fa largo legge regionale. Dem pressano il sindaco. Tracchegiani: «Non sono un optional»

Il sindaco De Augustinis (foto Fabrizi)

«Sulle vaccinazioni obbligatorie che la Regione vuole introdurre in Umbria con apposita legge anche il sindaco Umberto De Augustinis manifesti pieno sostegno come fatto da altri suoi colleghi di altri comuni». A chiedere al primo cittadino di Spoleto di esprimersi sono i consiglieri di opposizione Carla Erbaioli, Marco Trippetti e Stefano Lisci (Pd), mentre anche il coordinatore di Forza Italia, in maggioranza, Aldo Tracchegiani interviene netto: «I vaccini non sono un optional: prorogare l’obbligo di vaccinare i propri figli significa mettere in pericolo la salute della parte più debole e preziosa della nostra società».

Milleproroghe: slitta obbligo vaccini Come emerso negli ultimi giorni, col Milleproroghe è passato l’emendamento firmato da Lega e M5s che rinvia al 2019-2020 l’applicazione di sanzioni per i genitori di bambini da 0 a 6 anni sprovvisti di certificati vaccinali. Il decreto è stato approvato dal Senato con 148 sì, 110 voti contrari e 3 astenuti, ma se ne riparlerà l’11 settembre quando è stato calendarizzato l’avvio della discussione alla Camera. Le lezioni scolastiche quella settimana saranno già cominciate e il rischio di confusione è reale dopo i tanti segnali contraddittori dell’ultimo mese: all’inizio di luglio il ministro della Salute Giulia Grillo ha emanato la circolare che permette l’ingresso a nidi e asili anche ai bambini sprovvisti della documentazione Asl (come avviene da 6 a 16 anni): sufficiente la sola autodichiarazione della famiglia. Poi è arrivato a sorpresa l’emendamento: Lega e M5S sono andati oltre nel proporre che le sanzioni previste per gli inadempienti scattassero il prossimo anno e non già ora.

Pd: «Si esprima anche De Augustinis» In questo quadro Erbaioli, Trippetti e Lisci «chiedono al sindaco di Spoleto, nel pieno adempimento delle sue responsabilità e competenze in merito alla salute pubblica, di manifestare pubblicamente il pieno sostegno alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e all’assessore alla sanità Luca Barberini sul tema dell’obbligo alle vaccinazioni. La soglia di sicurezza conquistata dalla nostra regione che garantisce il 95% della copertura vaccinale non può essere consegnata a teorie antiscientifiche e pericolose per la salute pubblica, soprattutto quella dei bambini. La proposta di inserire i bambini immunodepressi in classi di vaccinati è al limite del ridicolo. Tutti sanno che le scuole hanno spazi comuni (bagni, mense, palestre e quant’altro) che possono essere veicolo di contagio verso questi bambini le cui famiglie inoltre hanno il sacrosanto diritto alla privacy. Per tutto questo riteniamo che il sindaco di Spoleto debba, così come già fatto da altri colleghi umbri, pretendere che non si proceda in un atteggiamento che rischia di far arretrare l’Italia a paese del terzo mondo».

Forza Italia: «Non sono un optional» Sempre a Spoleto, nelle ultime ore, a intervenire è stato il coordinatore di Forza Italia Tracchegiani: «Secondo il nostro punto di vista non è possibile ridurre ogni cosa a un’opinione: i vaccini sono un obbligo sociale, non un optional. Ecco perché, da sempre, siamo a favore dell’obbligatorietà delle vaccinazioni e prorogarla significa mettere in pericolo la salute della parte più debole e preziosa della nostra società. Non ha senso – va avanti Tracchegiani – lasciare al libero arbitrio delle famiglie, che spesso non hanno le competenze necessarie per decidere, ma purtroppo, la principale forza di governo del Paese, il M5s conta al suo interno personaggi dalle dubbie competenze, pericolosi, che strizzano l’occhio ai no vax, nonostante nel 2017 ci siano stati in Italia 4.991 casi di morbillo, quasi sei volte quelli del 2016, con quattro decessi in totale, tutti non vaccinati, mentre l’88 per cento di tutti i casi si è registrato in soggetti non vaccinati; un altro 6 per cento in persone che hanno fatto una sola dose. Al 30 giugno del 2018 sono stati ben 2.029 i casi di morbillo, con quattro morti, ed anche in questo caso nessuno dei quattro era vaccinato al momento del contagio. La disinformazione anti-vaccinale può fare dei danni enormi e l’unica alternativa possibile è quindi un intervento legislativo di sanità pubblica, che ripristini l’obbligatorietà delle vaccinazioni».

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