giovedì 21 giugno - Aggiornato alle 12:34

Terni, boom Lega a quattro anni dalle ultime amministrative. Salvini: «Commovente»

Giù Partito democratico e Forza Italia, crescono i 5Stelle e Fratelli d’Italia. Exploit del Carroccio che nel 2009 non si presentava

di Massimo Colonna

Sono passati solo quattro anni ma di acqua ne è passata sotto i ponti. Dall’ultimo turno elettorale per le amministrative (quattro e non cinque anni fa visto che l’ultimo mandato si è chiuso in anticipo per le dimissioni del sindaco) ad oggi la connotazione politica ternana e del prossimo consiglio comunale saranno radicalmente stravolta. Sia che a vincere al ballottaggio sarà l’avvocato Leonardo Latini per il centrodestra che Thomas De Luca per il Movimento Cinque Stelle. E anche quattro anni fa fu proprio il secondo turno a consegnare Palazzo Spada a Leopoldo Di Girolamo e alla sua coalizione di centrosinistra, sul suo sfidante Paolo Crescimbeni.

Matteo Salvini Primo dato da analizzare, quello dell’affluenza, in calo oggi di quasi 9 punti percentuali: 59.47 per cento al primo turno nel 2018, contro il 68.08 per cento di quattro anni fa sempre nella prima giornata di voto. Poi i partiti: il Partito democratico passa dal 30.49 al 12.57, perdendo oltre la metà degli elettori. Cala anche Forza Italia che scende dal 10.12 di quattro anni fa a 9.26 di oggi. Crescono invece Fratelli d’Italia (dal 4.24 al 6.34) e M5s, dal 17.42 al 25.04 attuale. E il raffronto tra le due tornate in sostanza può essere calcolato solo su queste formazioni. Ma in mezzo c’è da considerare l’ascesa della Lega, che conquista un clamoroso 29.10 per cento dei consensi: «Risultati commoventi» li definisce il leader del Carroccio Matteo Salvini che al Corriere della Sera dichiara: «Vuol dire che l’elettorato riconosce il buon lavoro dei primi giorni di governo».

Le preferenze del 2014 Una differenza di voti che ricadrà evidentemente in una disposizione tutta nuova delle forze presenti nel prossimo consiglio comunale. Il Partito democratico in quella tornata ottenne 14 consiglieri più Di Girolamo sindaco, quando oggi dovrebbe arrivare a prenderne quattro. Per quanto riguarda le preferenze, il più votato è stato Stefano Bucari con 793. Dietro arrivarono Sandro Piermatti con 776 voti e Renato Bartolini con 650 voti, poi Sandro Piccinini a 646. A seguire il capolista Andrea Cavicchioli (624), Valdimiro Orsini (536), Francesco Filipponi (526), Valeria Masiello (510), Andrea Zingarelli (483), Fabio Narciso (472), Stefano Desantis (444), Jonathan Monti (425), Pasqualino Orazio Burgo (406). A seguire poi, durante la consiliatura, entrarono Pennoni (382), Pantella (301) e Teofrasti (304) dopo le dimissioni del capogruppo Dem in consiglio comunale Cavicchioli. Per Terni città aperta (3 consiglieri) Saverio Lamanna (455), Faliero Chiappini (377), Cristiano Crisostomi (283). Progetti Terni (due consiglieri) Giuseppe Mascio (571), Luigi Bencivenga (365). Un consigliere per Sel, Francesca Malafoglia (345) con al suo posto Silvano Ricci (338) dopo che la Malafoglia passò vicesindaco.

Centrodestra Sul fronte centrodestra, in consiglio entrarono il candidato Crescimbeni più tre di Forza Italia, Francesco Maria Ferranti (617), Stefano Fatale (502), Federico Brizi (317), uno di Fratelli d’Italia Marco Cecconi (186) e uno della lista civica ‘I Love Terni’, Enrico Melasecche (230). Uno anche per ‘Il Cammello’, Franco Todini. Il Movimento Cinque Stelle invece piazzò cinque rappresentanti: Angelica Trenta (candidata sindaco), Thomas De Luca (286), Valentina Pococacio (199), Federico Pasculli (151), Patrizia Braghiroli (143).

Al ballottaggio La sfida tra Di Girolamo e Crescimbeni al secondo turno portò ad una affluenza del 39,13%, con 35.125 votanti. Il centrosinistra (Pd, Cittaperta, Progetto Tr, Sel, Tr Oltre, Democratici e Liberali, Tr dei Valori) arrivò a 20.198 voti, il 59,51 per cento. Crescimbeni (con FI, Fd’I, Valori e Competenze, Tr città futura, Crescimbeni Sindaco) contò 13.742 voti, il 40,49 per cento.

@tulhaidetto

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