martedì 23 ottobre - Aggiornato alle 00:50

Terni, Potere al popolo punta su Camuzzi: «Risposta alla crisi è ‘restiamo umani’»

Il 44enne: «Chiusura inceneritori e stop austerità. No alla città militarizzata, la sicurezza nasce da solidarietà e partecipazione»

di M. R.

«Chiusura degli inceneritori, polo di riciclo, nuova impostazione urbanistica lontana dalle logiche neoliberiste che concentrano il traffico attorno ai centri commerciali e bonifica dei terreni contaminati attraverso la coltivazione della canapa». Così elenca alcuni dei punti chiave del programma di Potere al popolo, il candidato sindaco Emiliano Camuzzi.

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Emiliano Camuzzi L’impostazione è di chiaro stampo comunista, il progetto gode del sostegno di rifondazione e in lista compaiono svariati attivisti di diversi movimenti di lotta sociale e ambientale, sorti nella storia recente della città, persone contrarie agli inceneritori, all’acquedotto Terria-Pentima, a difesa dei Servizi educativi comunali e del lavoro. Lo stesso Camuzzi, 44enne originario di Piediluco fu protagonista di una lotta che lo vedeva coinvolto in prima persona: è stato un impiegato Isrim e ai dem che fanno appello all’unità lancia la frecciata: «Ma quale sinistra? – tuona – quella che privatizza le farmacie, vota per la liquidazione di un istituto di ricerca ed esternalizza tutti i servizi anche a discapito delle fasce più deboli?».

Sicurezza «Ci batteremo per il diritto di vivere e abitare la città da protagonisti, già ci siamo attivati per avere un referente per quartiere – dice la portavoce di Potere al popolo Benedetta Calderigi -. La nostra risposta alla crisi è ‘restiamo umani’». Tra gli obiettivi del partito «un referendum abrogativo dell’articolo 81, che impedisce ai Comuni di utilizzare risorse pubbliche a fini sociali e diciamo no a tutte politiche che hanno strozzato i bilanci. A Terni proponiamo un’indagine ad ampio raggio sulla formazione del debito, azioni mirate alla sua riduzione sempre con un occhio di riguardo per le fasce più povere della popolazione, che vorremmo coinvolgere in consigli di quartiere. Ci batteremo per la riappropriazione dei beni comuni da parte del popolo e per la ripubblicizzazione dei servizi. Non sono promesse mirabolanti». Sulla sicurezza Camuzzi dice: «No alla militarizzazione delle città. La sicurezza nasce da solidarietà e partecipazione».

@martarosati28

 

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