martedì 20 novembre - Aggiornato alle 22:45

Spoleto: chi ha preso voti M5s, il peso dell’apparentamento e voltafaccia Laureti

Alfredo Andreani elabora l’analisi dei flussi tra Politiche e Comunali, ma anche tra primo turno e ballottaggio

Laureti, Bececco, Coltorti e De Augustinis

di Chiara Fabrizi

Al ballottaggio il 46% dell’elettorato della civica Maria Elena Bececco non è tornato al seggio per votare Camilla Laureti. La stessa candidata del centrosinistra tra il primo e il secondo turno ha perso il 12% dei suoi voti, che sono andati al candidato del centrodestra, oggi sindaco, Umberto De Augustinis. Sullo sfondo, ma non troppo, l’elettorato del M5s che, senza un proprio candidato, si è diviso tra Bececco e De Augustinis. Questi alcuni dei risultati emersi dall’analisi dei flussi elettorali di Spoleto tra le Politiche e le Comunali, ma anche tra il primo e il secondo turno, elaborata da Alfredo Andreani, autore della pubblicazione indipendente di 57 pagine che lunedì pomeriggio è stata presentata nella sala biblioteca della Comunità montana: ad ascoltare diversi consiglieri eletti, tra cui la stessa Laureti e il presidente in pectore dell’assemblea Sandro Cretoni.

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Dalle Politiche alle Comunali: flusso Lega Il segretario della Lega ha scosso la testa davanti all’analisi di casa propria: il 14,3% dei leghisti del 4 marzo alle amministrative ha scelto la candidata del centrosinistra Laureti, mentre il 29,7% la civica Bececco e 32,8% il candidato di riferimento, ossia De Augustinis (zero alla Coltorti, mentre il 23,2% non è tornato al seggio o non si è espresso). Nonostante la fluidità, che Cretoni imputa esclusivamente alle candidatura di parenti e amici in altri schieramenti, la Lega tra le Politiche e le Comunali non ha patito un’emorragia, passando dal 22,3% al 18,5%. Col modello statistico della regressione multipla di Goodman, Andreani spiega il perché indicando l’analisi dei flussi del M5s, primo partito della città il 4 marzo ma non presente sulla scheda elettorale delle amministrative per la mancata certificazione delle candidatura di Tommaso Biondi, anche lui in sala.

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M5s senza candidato Secondo l’analisi l’elettorato Cinque stelle si è sostanzialmente diviso tra Bececco (36,3%) e De Augustinis (28,9%), mentre il 20% non è tornato al seggio il 10 giugno: «Se la Lega avesse avuto un livello più elevato di auto contenimento del risultato del 4 marzo – dice Andreani – con l’ingresso dei voti del M5s alle Comunali avrebbe sicuramente sfornato un risultato impressionante». Ma non è andata così. L’analisi del flusso dei Cinque stelle, comunque, racconta anche della sfiducia verso Laureti che dalla debacle di Biondi “guadagna” appena l’1%, cioè 61 voti, meno di un terzo di quelli che ne ha raccolti Maura Coltorti, candidata della Sinistra, scelta da quasi il 4% degli elettori M5s (oltre 260 voti).

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Dalle Politiche alle Comunali: flussi Pd e Forza Italia Nel corpaccione Pd dal 4 marzo al 10 giugno non si registrano particolari traumi, con l’80 per cento dell’elettorato che torna alle urne e vota Laureti, il 7% invece sceglie Bececco e il 13% preferisce non andare al seggio o annullare il voto. Da segnalare, poi, che secondo l’analisi di Andreani soltanto il 46% degli elettori di Forza Italia il  10 giugno ha scelto De Augustinis, l’8% Bececco, mentre il 43% il 10 giugno non è tornato a votare o ha annullato la scheda.

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Apparentamento e voltafaccia L’analisi dei flussi non è solo tra Politiche e Comunali, ma anche tra primo e secondo turno delle amministrative, dove l’evento più rilevante è stato l’apparentamento tra Laureti e Bececco. Sempre col metodo Goodman, Andreani ha quantificato la dote di Bececco per Laureti in 1.800 voti circa, pari al 40% del suo elettorato del 10 giugno, mentre il 14% al secondo turno ha virato su De Augustinis e il restante 46% non è tornato alle urne per barrare Laureti o ha annullato la scheda. Se l’apparentamento ha fatto flop, in casa propria le cose non sono andate meglio, anzi. Laureti tra il primo e il secondo turno, infatti, ha travasato il 12% (714 voti) direttamente all’avversario De Augustinis, mentre appena 15 suoi elettori hanno scelto di non tornare al seggio il 24 giugno. Come rileva Andreani, il magistrato di Cassazione «non restituisce il favore» e l’analisi dei flussi di De Augustinis racconta di zero voti travasati tra il primo e il secondo turno alla Laureti, mentre il 7% non è tornato al seggio per il ballottaggio e, soprattutto, il 93% è andato compatto a barrare De Augustinis. Chiude l’analisi il flusso dell’elettorato di Coltorti: il 94% è andato al seggio e ha votato Laureti.

@chilodice

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