lunedì 13 luglio - Aggiornato alle 08:59

Sisma, Corte dei Conti: «Rischio corruzione e lentezza esasperante». A ore nomina commissario

Approvato in commissione l’emendamento del governo per sbloccare l’impasse macerie sul sisma

Il presidente della Corte dei conti Alberto Avòli

di Chia.Fa. 

«La ricostruzione post sisma procede con una lentezza esasperante che rischia di rendere irreversibile la sofferenza del tessuto economico e sociale e irrobustire improprie prassi di veri e propri abusi, quando non anche di pratiche clientelari e corruttive». A dirlo è il procuratore generale della Corte dei Conti, Alberto Avoli, nell’intervento di giovedì mattina per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, evidenziando anche che «malgrado la teorica disponibilità di fondi, l’edilizia pubblica è infatti pressoché ferma».

«Rischio corruzione e lentezza esasperante» Davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Avoli ha evidenziato che «non sono ancora  definite le progettazioni e quindi le ricostruzioni della quasi totalità degli edifici di culto e dei beni culturali» indicando tra queste anche  «la basilica di San Benedetto a Norcia, ospedali, case di riposo, sedi comunali, scuole, caserme e teatri: di cantieri – ha detto – neppure si intravede una speranza di imminente avvio». Per il procuratore generale «risultati apprezzabili si registrano unicamente nel ripristino della rete viaria» mentre «la ricostruzione privata procede a ritmi ancora più lenti a causa di procedure macchinose, garantiste della legittimità formale, di fatto presupposto per infiniti sprechi». Tra questi il magistrato indica i «sussidi per autonome sistemazioni, sussidi che, onerosissimi, si dilatano e si consolidano nel tempo».

Arriva il quarto commissario Nelle prossime ore, secondo una serie di indiscrezioni che rimbalzano da Roma, il governo dovrebbe procedere alla nomina del commissario per la ricostruzione, si tratterebbe del quarto in tre anni e mezzo dopo Vasco Errani, Paola De Micheli e Piero Farabollini. Sì, perché quest’ultimo, in base a quanto risulta, non dovrebbe essere riconfermato da Palazzo Chigi, pronto a cambiare ancora per tentare di far partire la mastodontica e ingolfatissima macchina della ricostruzione del Centro Italia terremotato.

Emendamento macerie Sempre, il governo, poi, nella notte tra mercoledì e giovedì, in commissione affari costituzionali e bilancio, ha presentato, ottenendone l’approvazione, l’emendamento al Milleproroghe con cui viene sbloccata l’impasse sulle macerie del sisma, scattata con l’ultimo decreto terremoto, quando non è stata prorogata per i siti di deposito temporanea degli inerti prodotti dalle demolizioni o dai crolli. Il nuovo termine è il medesimo già stabilito per lo stato d’emergenza, ossia il prossimo 31 dicembre. «Siamo lieti che il governo Conte con l’approvazione dell’emendamento che riassorbe quello di Fratelli d’Italia, abbia accolto le nostre istanze in materia di smaltimento delle macerie» dicono i deputati Francesco Acquaroli, Emanuele Prisco e Paolo Trancassini, aggiungendo che «incredibilmente non era stato previsto il rinnovo della concessione per la gestione dei siti temporanei in cui le macerie vengono lavorate e recuperate». 

@chilodice

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