lunedì 24 luglio - Aggiornato alle 04:32

Sindaco di Terni arrestato, Pd lancia messaggio di compattezza: ‘Più uniti nella difficoltà’

Parlano solo in quattro, tutti i ‘big’ in platea per stringersi intorno a Di Girolamo: «Non si discute sua onestà» Sindaco resta ai domiciliari  M5s suona la carica con Grillo – Mascio scrive al prefetto – Le accuse della procura

di Marta Rosati e Chiara Fabrizi

«A chi aspetta di veder rotolare dal patibolo le teste del Pd dico che il nostro primario interesse sono la collettività e le istituzioni. Oggi il Pd con questa iniziativa dimostra come nelle difficoltà è capace di trovare una grande unità e compattezza, ma non faremo sconti al nostro senso di responsabilità rispetto all’approccio che terremo nei confronti di questa vicenda». Non c’è dibattito ma solo il messaggio del segretario regionale Giacomo Leonelli diretto alla platea dell’Hotel Valentino dove il Pd non si è riunito in conclave per affrontare la delicatissima situazione politica di Palazzo Spada, travolto dall’omonima inchiesta, ma ha fatto quadrato e si è stretto intorno al sindaco Leopoldo Di Girolamo agli arresti domiciliari dal 2 maggio.

FOTOGALLERY

Pd si stringe intorno a Di Girolamo In sala ci sono tutti. Dal sottosegretario Gianpiero Bocci alla presidente Catiuscia Marini, presenti i massimi esponenti del Pd umbro, a cominciare dai ternani. In prima fila il senatore Gianluca Rossi, il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli e il presidente del consiglio regionale Eros Brega. Facce inevitabilmente tirate che si distendono quando il segretario comunale, Jonathan Monti,  in apertura di lavori dice: «In questa inchiesta non c’è corruzione, non si parla di mazzette e non va messa in discussione l’onestà di Di Girolamo». L’applauso della sala è netto e unanime. Le mani tornano a battere poco dopo, quando a parlare è il capogruppo Pd in consiglio comunale, Andrea Cavicchioli:«Che gli dia la forza di un percorso di verità, con la convinzione di aver svolto compiutamente il suo ruolo. Noi – ha detto – andremo avanti con la forza delle idee, fermamente convinti di potercela fare e non si tratta di accanimento terapeutico».

Leonelli: «Prime le istituzioni e la collettività» A mettere in chiaro che l’Hotel Valentino non è la sede in cui discutere come affrontare almeno un’altra settimana col sindaco agli arresti domiciliari, tanto quanto occorrerà al Riesame per decidere se revocare la misura cautelare, è il segretario regionale: «Siamo qui a rappresentare i ternani che ci hanno consegnato un mandato, a cominciare dagli oltre 4 mila che domenica scorsa hanno votato alle primarie, e a loro vogliamo lanciare un messaggio: per noi vengono prima le istituzioni e gli interessi della collettività. Non siamo un gruppo di sparuti dirigenti che vogliono restare a galla ma un gruppo che intende rappresentare con forza la comunità del partito e che non farà sconti sul senso di responsabilità rispetto all’approccio che terremo nei confronti di questa vicenda. Ho letto tanta voglia di gogna nelle dichiarazioni dell’opposizione, penso a Salvini che ha trovato tempo di venire a Terni; e a Di Battista che parla impropriamente di corruzione. Non nego che ci ha sconfortato qualche uscita violenta sui social, verso una persona da molti ricordata per quella terribile vicenda Ast, davanti a tutti a prendersi responsabilità e pure botte in testa».

Percorso a ostacoli E poi: «Di Girolamo ha sempre anteposto l’impegno civico ai propri interessi e rispetto a quello che comunemente viene chiamato ‘poltrona’, penso alle dimissioni da presidente della Provincia. Rispettiamo la magistratura e chiediamo di far luce presto perché quando la figura apicale di un Comune come Terni non è nelle condizioni di poter esercitare le sue funzioni, ci rimette la collettività». La maggioranza in consiglio comunale e il Pd di Terni l’hanno già detto chiaro e tondo: «Andiamo avanti». E l’impressione quindi è che per ora tutti vogliano almeno tentare di superare la bufera ed evitare il commissariamento chiesto a gran voce da tutte le opposizioni, M5s in testa. Anche se le incognite sono tante e non a caso in chiusura Leonelli, pur ringraziando Francesca Malafoglia, facente funzioni di sindaco dopo l’arresto di Di Girolamo, evidenzia «è una condizione provvisoria che non può diventare cronica».

@martarosati28 e @chilodice