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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 21:33

Scuola, la proposta dei CiviciX: «Bus solo per studenti, uffici aprano alle 9.30»

La formazione presieduta da Andrea Fora: «Se è ritenuta davvero centrale si riorganizzino i tempi delle città per riaprire in sicurezza»

©Fabrizio Troccoli

«In Umbria per andare oltre al 50% senza ipotizzare rientri a casa dei ragazzi a metà pomeriggio, e senza fare un taglio di ore curriculari alla gran parte degli istituti tecnici si dovrebbe pensare ad una opzione radicale: fino alle 9 del mattino la mobilità pubblica sia riservata esclusivamente agli studenti. Uffici pubblici, attività commerciali e servizi alla persona aprano dopo le 9.30 così la scuola potrà funzionare secondo il normale orario scolastico garantendo tutti i diritti degli studenti alla formazione di qualità». La proposta è dei CiviciX, che in una nota sottolineano come per la ripresa delle lezioni in presenza «basta scherzare, raccomandare, ammonire, invitare, predisporre piani operativi teorici e molto astratti. Le 3 T della scuola sono note dal 9 marzo scorso, Trasporti, Tracciamento e Test. Le si affronti una volta per tutte».

Sulla questione tracciamento, test e vaccini, è già intervenuto nei giorni scorsi il presidente dei CiviciX, Andrea Fora, con una proposta specifica legata anche all’utilizzo delle farmacie per garantire una efficace e tempestiva azione di tracciamento nelle scuole e aspettiamo dalla Regione risposte a breve. «La questione trasporti – si legge in una nota – è invece strettamente connessa ad una serie di particolarità che variano da regione a regione e da città a città: numero dei mezzi disponibili e su questo la Regione ha fatto già un “+100 autobus”; la particolarità orografica dei territori umbri che non sono fra loro omogenei; le specificità di orario settimanale delle scuole superiori in cui il numero di ore complessivo varia di indirizzo scolastico in indirizzo scolastico. I tecnici e professionali e licei artistici hanno curriculare a 32-33-34-36 ore. Con una rigidità in uscita tipo” tutti alle 15″ e inserendo anche il sabato ( i ragazzi del turno delle 10 tornerebbero a casa alle 16 / 16,30 anche il sabato) si arriverebbe comunque a sole 30 ore settimanali con grave perdita didattica per gli studenti. La ripresa in presenza per le superiori al 50% è perciò un buon punto di partenza tenendo conto che la curva dei contagi nelle prossime settimane tenderà ad aumentare – come confermato nei giorni scorsi anche dal Prof, Ricciardi, Consigliere del Ministro Roberto Speranza – così tanto che lui addirittura sconsiglia totalmente la riapertura delle scuole dal 7 gennaio».

Proposta, non provocazione Da qui la proposta di diversificare le tempistiche tra scuola e lavoro con bus fino alle 9 riservati solo ai ragazzi. «La ripresa della scuola è ritenuta davvero da tutti centrale? Allora si imposti tutto il sistema di tempi ed orari delle città in funzione delle esigenze della scuola. E’ una provocazione? A Milano è stato fatto – spiegano i CiviciX -. I doppi turni o ingressi e uscite ritardate, in Umbria, sarebbero un calvario non rispondente al territorio umbro, alle esigenze di formazione scolastica e al palinsesto di orari degli istituti. Auspichiamo che nei prossimi giorni, a partire dall’Umbria, la Conferenza Stato Regioni nel suo complesso faccia valere le ragioni della scuola rispetto a “modelli standard” calati dall’alto e che i prefetti – giustamente in linea con il mandato ricevuto – sono chiamati a recepire e proporre in “documenti operativi” di cui probabilmente anche loro conoscono i limiti rispetto alle esigenze della scuola stessa. Occorre che le istituzioni dal governo alle regioni, dai Prefetti ai direttori ascoltino – senza presunzione – i dirigenti scolastici le figure professionali che istituzionalmente conoscono al meglio le esigenze delle scuole e le difficoltà di studenti ed insegnanti. Occorre evitare soluzioni pasticciate che lederebbero in realtà diritti di studenti e insegnanti ad una scuola di qualità. Sulla scuola per la sua fondamentale importanza per il futuro dell’Italia e dei nostri ragazzi, chiediamo invece che siano la Politica e le Istituzioni – e non ottimi funzionari dello Stato – ad assumersi ciascuno le proprie responsabilità».

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