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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:56

Screening oncologici Terni, De Luca porta il caso in Regione: «Eccesso del 36% tumori fascia pediatrica»

Interrogazione consigliere M5s : «Serve prevenzione secondaria». Assessore Coletto: «Stiamo lavorando per studio epidemiologico»

Thomas De Luca (foto F.Troccoli)

«Secondo i dati dello studio dell’Istituto Tumori di Milano del 2014 indicherebbero un rischio significativamente maggiore di cancro al cervello nei lavoratori delle fonderie. L’Istituto Superiore di Sanità certifica un eccesso del
36 per cento di tutti i tumori della fascia pediatrica». Nella sessione dedicata al Question time della seduta di oggi dell’assemblea legislativa di martedì, il capogruppo del Movimento 5 stelle, Thomas De Luca ha interrogato l’assessore Luca Coletto rispetto alle «gravissime omissioni e ritardi nell’attività di screening oncologici e indagini richiesti dall’Istituto Superiore di Sanità per la Conca ternana». Occhi puntati soprattutto sui bambini e sui più giovani.

Screening oncologici Terni «In un paese normale, in una città in cui l’istituto Superiore di sanità certifica un eccesso di tumori alla mammella del 14 per cento le istituzioni sanitarie in primo luogo mettono in campo quegli studi eziologici volti a ricercare la causa di questi eccessi, oltre a screening oncologici. In una regione normale, la prima cosa che si fa è quella di cercare di salvare delle vite facendo delle attività di prevenzione secondaria ulteriori rispetto a quello che ci sono – tuona De Luca -. Una città normale quando l’istituto Tumori di Milano certifica un rischio significativamente maggiore di cancro al cervello nei lavori delle fonderie nella Provincia di Terni dove tutti i casi di cancro al cervello tranne due, tra il 2002 e 2008, sono stati esposti nello stesso sito; questo avvia, in una città normale, la prima domanda che viene posta all’assessore alla sanità e non quale sia lo stato di attuazione per il progetto dello stadio-clinica, ma si chiede per quale motivo ad oggi non ci sia stata nessuna attività di screening oncologico sui lavoratori delle Acciaierie di Terni di fronte a questi dati, perché non c’è stato nessuno studio eziologico volto ad accertare quelle morti e capire questi dati da dove vengono. Di fronte all’Istituto Superiore di Sanità che certifica un eccesso del 36 per cento per tutti i tumori nella fascia d’età pediatrica, in un Paese normale la prima cosa che si dovrebbe fare è una attività di prevenzione secondaria per evitare che ogni potenziale caso di tumore al cervello possa diventare una condizione clinica fatale, soprattutto quando stiamo parlando di bambini». Thomas De Luca insiste sugli studi di cui sopra: «Nessuno ha avuto contezza ad oggi di questo studio, non se ne è nemmeno parlato. Durante la seduta della Terza commissione in cui si è parlato di questa cosa – ha precisato il consigliere – , ci è stato detto che in realtà non ci sono degli studi approfonditi di carattere eziologico o epidemiologico sul territorio. Ci è stato certificato che dopo anni non è stato fatto nulla. Questi numeri
sono un tabù che nessuno ha avuto la volontà di affrontare. Dopo circa 10 anni dalla prima edizione dello studio Sentieri e 4 anni dall’ultima, nessuna attività di ricerca di tipo eziologico o implementazione di
sorveglianza epidemiologica è stata adottata per l’area della Conca ternana». Per tutti questi motivi è stata interrogata la giunta regionale per sapere se «nell’ambito della popolazione di riferimento, 0-29 anni, siano state attivate le attività di screening per quanto riguarda i tumori maligni in particolar modo sistema nervoso centrale e se siano stati avviati studi eziologici per l’eccesso di mortalità del tumore alla mammella non imputabili agli schemi».

Assessore Coletto Questa la risposta dell’assessore regionale sanità Coletto: «Per quanto riguarda i fondi per gli studi epidemiologici nella Conca sono stati gestiti dalla Direzione ambiente del governo del territorio ed erano stati dati al Comune di Terni che aveva intrapreso iniziative specifiche per varie vicissitudini. Dopo la seduta del febbraio 2022 su iniziativa del servizio prevenzione regione è stata organizzata una riunione e in quella sede il servizio si è proposto per uno studio epidemiologico necessario a valutare la reale situazione del rischio, come suggerito dallo studio Sentieri. Questa proposta è stata condivisa da tutti, in seguito il servizio ha contattato l’università di Perugia. Oggi stiamo lavorando per un accordo con l’università per uno specifico studio epidemiologico che sarà affidato all’università di Perugia. Si pensa di programmare eventuali piani di screening una volta valutati i risultati dello studio suddetto. Premesso ciò si evidenzia la massima attenzione per la prevenzione dalla Regione Umbria, preso atto che dentro al Piano sanitario c’è un capoverso dedicato alle questioni oncologiche e legate alla salute pubblica e alle industrie presenti nella piana di Terni, oltre al fatto che questa situazione è citata a chiare lettere anche all’interno del Piano della prevenzione appena approvato dal ministero della Salute centrale».

‘Solo 90 mila euro per uno studio che non serve a nulla’ Risposte che non convincono il pentastellato De Luca: «C’è talmente tanta attenzione da parte del Dipartimento della prevenzione che nella seduta del 22 febbraio la Direzione della sanità non sapeva nemmeno che cosa era lo studio Sentieri, dopo dieci anni dalla prima edizione. Dopo tutti questi anni nulla è stato fatto – tuona De Luca – e ora mi viene a parlare di altri studi epidemiologici e dell’attenzione della Regione quando lei sa benissimo che dei soldi del ministero dell’Ambiente 400 mila euro sono stati stanziati per la comunicazione su i caminetti e soltanto 90 mila euro per uno studio epidemiologico che non serve a nulla perché noi i dati già ce li abbiamo. Quello che serve oggi è che negli studi mediatici della città di Terni io voglio avere attività di prevenzione secondaria, voglio che i nostri bambini abbiamo un controllo e che sia evitato che ci su possa ammalare e che si degenerino queste malattie».

Movimento 5 stelle di Terni «Che fine hanno fatto i fondi per gli studi epidemiologici dati al Comune di Terni e perchè l’assessore Coletto dice che non sono stati prodotti risultati?». Sono le domande che si stanno facendo i consiglieri del Movimento 5 stelle di Terni che ribadiscono come: «Oggi l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto ha affermato che sono stati dati soldi al Comune di Terni per effettuare studi epidemiologici che però Palazzo Spada non ha mai portato avanti. ‘Nel Piano sanitario c’è un capoverso dedicato alle questioni oncologiche anche legate alle industrie presenti nella conca ternana. I fondi per lo studio epidemiologico erano stati dati al Comune di Terni che non ha prodotto risultati per cause che non conosciamo’ sono state le parole di Coletto riportate anche dalle agenzie di stampa. Dichiarazioni gravissime – tuonano i pentastellati – di fronte alla quali il sindaco Leonardo Latini e la giunta comunale devono immediatamente dare delle spiegazioni».

Presto interrogazione alla giunta Latini «E’ questa la riposta dell’amministrazione ternana di fronte ai dati dell’Istituto superiore di sanità che certificano come a Terni ci sia un eccesso di tumori alla mammella del 16%, un rischio di cancro al cervello maggiore nei lavoratori delle fonderie e un eccesso del 36% di tutti i tumori in età pediatrica?» sono le domande dei consiglieri che saranno fatte anche al sindaco Latini in una apposita interrogazione. «Invece di mettere in campo ogni strumento necessario per salvare vite umane – specificano -, la destra umbra e ternana ignora gli studi, gioca a fare lo scarico delle responsabilità e intanto nessuna attività volta ad accertare le cause di tanta mortalità viene portata avanti. Pertanto – ammoniscono – depositeremo un’interrogazione urgente per fare chiarezza sulle pesanti accuse di Coletto rivolte all’amministrazione ternana e capire come sia possibile ignorare con tale sufficienza la salute e le istanze dei cittadini ternani».

 

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