Currently set to Index
Currently set to Follow
venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 02:27

Scontro in maggioranza, martedì in aula voto per scongiurare il commissariamento di Valtopina

A presentare la mozione di sfiducia tre esponenti del centrosinistra e uno dell’opposizione: «Scelta di principio». Il sindaco Baldini si difende

Lodovico Baldini, sindaco di Valtopina

di Daniele Bovi

Dopo Poggiodomo c’è un altro piccolo Comune umbro nell’occhio del ciclone. Martedì a Valtopina il consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi sulla mozione di sfiducia presentata contro il sindaco Lodovico Baldini, eletto nel 2017 con la lista di centrosinistra Noi per Valtopina, che aveva ottenuto più del 75 per cento. A firmare la mozione sono stati un assessore (Graziano Coccia) e i consiglieri comunali Vittorio Vetturani, Gabriele Coccia e Giammarco Scapeccia, tutti membri della maggioranza a parte Gabriele Coccia.

COMMISSARIATO IL PIÙ PICCOLO COMUNE UMBRO

In aula Il Comune con i suoi 1.302 abitanti ha un consiglio comunale composto da undici membri (compreso il sindaco), sette dei quali spettano alla maggioranza. La mozione per essere approvata ha bisogno della maggioranza assoluta e quindi basta fare un rapido calcolo per capire quanto siano alte le probabilità che la consiliatura guidata da Baldini, sindaco al primo mandato, possa terminare con diversi mesi di anticipo (le elezioni sono previste nella primavera del 2022). «Questa nostra decisione – dicono i firmatari – non è una scelta politica ma una scelta di principio e senso civico, a differenza delle scelte del sindaco che non hanno rispettato i nostri valori democratici e meritocratici».

La mozione I problemi elencati dai quattro riguardano «linee programmatiche non condivise, disposizioni problematiche nella gestione del personale amministrativo, mancata promozione e valorizzazione del territorio, decisioni unilaterali e scarsa condivisione delle scelte effettuate, gestioni impianti sportivi a dir poco inadeguata, mancata nomina del responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione, nonché della commissione permanente di Controllo e garanzia». Domenica il sindaco, che nei giorni scorsi aveva dato notizia della mozione dicendosi stupito e amareggiato, ha replicato alle critiche bollando le motivazioni dei firmatari come «pretestuose e strumentali», chiedendosi che senso abbia la mossa a pochi mesi dal voto.

La difesa Il sindaco numeri alla mano li accusa di essere stati poco presenti in Comune e si difende su tutti i punti: dal personale («non abbiamo mai fatto mancare i servizi nonostante pensionamenti, Covid e taglio dei fondi») alla mancata nomina del responsabile Trasparenza e anticorruzione (l’Anac ha archiviato il provvedimento sanzionatorio chiesto dall’opposizione) fino alla gestione degli impianti sportivi, la cui attività è stata fermata dal Covid. Quanto alla promozione, «abbiamo raggiunto livelli mai visti prima» sostiene Baldini citando una lunga serie di eventi. Scelte in tutti i casi «sempre condivise con giunta, maggioranza e consiglio». Dal Pd intanto arriva una netta difesa dell’operato del sindaco: «Chi voterà la sfiducia – dicono i dem – sarà responsabile di gravi danni al paese e fuori da ogni possibile coalizione di centrosinistra ora e alle prossime elezioni». Martedì si va in aula.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.