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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 14:24

Sciogliere Forza Nuova: il Parlamento dice sì e l’Umbria leghista dice no. Si astiene Fdi

«Un pericolo e una vergogna per tutto il Paese. Ecco il vero volto di queste forze politiche»

Sciogliere Forza Nuova, l’organizzazione neofascista che si è resa protagonista degli attacchi alla sede nazionale della Cgil lo scorso 9 ottobre. E’ quanto hanno chiesto, in modalità diverse, tutte le forze politiche in parlamento. Ed è, quanto ha chiesto l’opposizione nel Consiglio regionale in Umbria. Con la differenza che, in Parlamento, anche i partiti di destra hanno formulato delle mozioni che impegnano il governo in tale direzione. In Umbria, la destra leghista, si è limitata a votare contro. Mentre si sono astenuti i due consiglieri di Fratelli d’Italia, Marco Squarta ed Eleonora Pace che hanno anche redatto una mozione non presentata. Assenti gli assessori. Quindi dei 17 presenti, all’assemblea di martedì, in 8 si sono detti contrari, in 7 favorevoli allo scioglimento e, in due, si sono astenuti. La sostanza è che l’Umbria si è dichiarata contraria allo scioglimento dell’organizzazione neofascista. Cos’è invece accaduto in parlamento? Qui il centrodestra si è pronunciato oltre che contro tutti i totalitarismi anche nel merito dei fatti di Forza Nuova, contrariamente a quanto avvenuto in Umbria.

Al Senato Il 20 ottobre, al Senato – come sintetizza Pagella Politica – sono stati approvati due documenti: un’ordine del giorno firmato dal centrosinistra e una mozione del centrodestra. Nel documento di centrosinistra e M5s si chiede chiaramente al governo di sciogliere Forza nuova, lasciando libertà all’esecutivo su quali modalità utilizzare a tale scopo (ad esempio se attendere una prima pronuncia dei giudici, o un verdetto definitivo, o se procedere anche senza che sia stata emanata alcuna sentenza). Nel documento del centrodestra il governo è impegnato  a valutare come contrastare le realtà eversive. Il centrodestra si pronuncia anche sui fatto che hanno visto protagonista la formazione neofascista a Roma chiedendo al governo di  dare seguito ad eventuali pronunciamenti della magistratura «sui fatti di Roma del 9 novembre».

Alla Camera Il giorno dopo, cioè il 21 ottobre sono state presentate alla Camera tre mozioni che riguardavano lo scioglimento di Forza nuova. La mozione del centrosinistra era pressoché identica all’ordine del giorno approvato il giorno prima in Senato. Quella del centrodestra aggiungeva a quella approvata in Senato l’espressione «con sollecitudine», che secondo alcune fonti stampa aprirebbe alla possibilità dello scioglimento del partito tramite decreto-legge. Entrambe le mozioni sono state approvate con un sistema di astensioni “incrociate”. La terza mozione, presentata da L’alternativa c’è, non è stata approvata nel punto in cui si criticava l’operato del governo nella gestione delle manifestazioni di Roma e Trieste, mentre ha ricevuto il voto favorevole di tutta la Camera nel capoverso relativo allo scioglimento di Forza nuova nel caso di sentenza del giudice.

In Umbria A presentare una mozione che però non è stata inserita nell’ordine dei lavori, in Umbria sono stati i due consiglieri di Fratelli d’Italia, che si sono astenuti sullo scioglimento. Non menzionano Forza Nuova ma parlano genericamente contro i totalitarismi. Avrebbero impegnato la Giunta «contro ogni totalitarismo» e
«a celebrare il 23 agosto come la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari e a sensibilizzare le generazioni più giovani, a promuovere la documentazione del tragico passato totalitario per le vicende che hanno concretamente interessato il territorio regionale; ad affermare la cultura di una memoria condivisa che respinga i crimini dei regimi nazisti, comunisti, fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari de! passato».

Il Pd «La destra umbra a trazione leghista è uscita allo scoperto: è arrivata a difendere senza vergogna addirittura Forza Nuova e le sue azioni violente ed eversive». Questa la posizione del Gruppo consiliare regionale del Partito democratico. «Oggi – rimarcano i consiglieri Pd – è stato mostrato il vero volto di questa maggioranza, che arriva a difendere l’indifendibile, pur di non disconoscere le proprie simpatie per quella ultradestra che continua ad essere un pericolo e una vergogna per tutto il Paese. Tempi bui quelli in cui dobbiamo difendere l’ovvio a cento anni dalla nascita del Partito nazionale fascista».

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