giovedì 27 giugno - Aggiornato alle 02:12

Scandalo sanità, Romizi esce dal silenzio: «Comune parte civile, non strumentalizzeremo»

Il sindaco scrive su Facebook: «Un danno per tutti gli umbri. Ora servono chiarezza e responsabilità, l’imbarazzo politico non basta»

Andrea Romizi

Il Comune di Perugia valuta la costituzione come parte civile nel futuro processo che dovesse scaturire dalla maxi inchiesta sui concorsi che sta squassando la sanità umbra e, in particolare, la gestione dell’ospedale di Perugia. Il sindaco, Andrea Romizi, dopo tre giorni rompe il silenzio sulla vicenda con un post Facebook. Poche righe accompagnate – chissà perché – da una foto di bambini. «Ho preferito aspettare qualche giorno prima di dire la mia, da uomo, da padre e da sindaco – scrive -. La strumentalizzazione politica non mi appartiene, la nostra campagna elettorale continuerà a basarsi sui fatti prodotti nei cinque anni di amministrazione oltre che sui programmi futuri, ma credo che alcune rapide considerazioni siano doverose».

Parte civile «Il quadro che sembra emergere – prosegue Romizi – è inquietante e avvilente: il “sistema” che affiora ha eroso le speranze, ha danneggiato i più competenti, ha minato ulteriormente la credibilità delle istituzioni, ha recato danno, in qualche modo, a ciascun cittadino dell’Umbria. Per questo, ribadendo la totale fiducia nell’operato della magistratura, valuteremo la costituzione del Comune di Perugia come parte civile nel processo. Ora servono chiarezza e responsabilità, l’imbarazzo politico non basta. Occorre che dalle macerie di questa inchiesta prenda il via una nuova stagione di speranza per tutti noi, perugini ed umbri».

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