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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:26

Sanità, Regione ‘dirotta’ 8 milioni dallo sviluppo economico alla copertura delle spese Covid

La decisione, contenuta in una delibera approvata martedì, riguarda i soldi del Fondo europeo di sviluppo regionale

Palazzo Donini, sede della giunta regionale

di Daniele Bovi

Otto milioni di euro ‘dirottati’ dal Fondo europeo di sviluppo regionale alla «situazione di crisi» creata dalle spese Covid. La decisione è contenuta in una delibera approvata martedì dalla giunta regionale; un atto che arriva dopo i problemi posti dalle spese Covid solo parzialmente rimborsate dal Governo, con annessa diffida del Mef a carico di Palazzo Donini e lo spettro di un possibile piano di rientro. Una situazione che accomuna diverse Regioni italiane di ogni ‘colore’ politico.

Riprogrammazione I soldi oggetto della riprogrammazione sono quelli della Fondo europeo di sviluppo regionale relativi alla programmazione 2014-2020. Nei giorni scorsi gli uffici di Palazzo Donini hanno accertato delle economie di spesa di oltre 16,4 milioni di euro, otto dei quali andranno a finanziare, come richiesto a fine aprile dagli altri uffici che si occupano di sanità, «ingenti costi aggiuntivi, straordinari e non procrastinabili al Sistema sanitario regionale che non hanno trovato copertura, se non parzialmente, con i finanziamenti nazionali a tal scopo finalizzati». L’atto è andato in giunta ai sensi dell’articolo 17 del regolamento, con funzionari e dirigente che, dopo aver riassunto la vicenda, hanno quindi lasciato all’esecutivo la responsabilità sul cosa fare.

Le cifre Stando alla tabella di Palazzo Donini, gli otto milioni oggetto del provvedimento arrivano dagli assi che riguardano Ricerca e innovazione, Crescita e cittadinanza, Competitività delle Pmi, Energia sostenibile, Ambiente e cultura. Per quanto riguarda il primo capitolo si parla di 2,2 milioni di euro in meno relativi a start up (-1,5 milioni di euro), azioni di sistema (-350 mila euro) e sostegno all’innovazione (-306 mila). Quasi due milioni di euro sono relativi poi alla banda larga, 1,2 agli aiuti agli investimenti, 200 mila euro all’internazionalizzazione, mezzo milioni all’economia sociale e 243 al supporto dei sistemi Ict delle micro e delle piccole imprese. Nell’atto si sottolinea anche che non essendoci «una perfetta corrispondenza tra economie rilevate sull’azione ed economie», bisognerà pescare tra le risorse del bilancio.

Bori Della vicenda si è discusso martedì in consiglio regionale dove il segretario dem Tommaso Bori ha definito «grave che la presidente Tesei non si sia sentita in dovere di chiarire subito la vicenda ma abbia chiesto due settimane di tempo per rispondere, segno che i nostri sospetti sono più che fondati». Bori parla di una «voragine da quasi 30 milioni» e di «operazione contabile disperata a danno dei cittadini». «Ci risulta – ha detto – che sia in corso una ricognizione portata avanti dagli uffici regionali su richiesta della giunta, tesa a verificare quali risorse non spese della programmazione europea sono a disposizione. Con ciò sussisterebbe concretamente la possibilità che tali finanziamenti possano essere destinati ad altre finalità, ovvero, non allo sviluppo, ma a ripianare il buco di bilancio che è stato generato in sanità a seguito degli errori gestionali e contabili compiuti in meno di tre anni. Come è noto il sistema economico dell’Umbria non ha agganciato la ripresa e, per questo, ogni risorsa rivolta a consolidare gli investimenti e la crescita è tanto più preziosa per sostenere e rilanciare il nostro sistema economico e sociale».

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