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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 21:14

Sanità, la denuncia di Bori e Paparelli: «Lavoratori senza copertura assicurativa per sinistri catastrofali»

I due consiglieri dem: «Situazione critica che espone il personale a rischi incredibili. Regione intervenga»

Personale al lavoro al pronto soccorso di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

«Non solo l’Azienda ospedaliera di Perugia, ma anche quella di Terni e le due Asl risulterebbero sprovviste dalla copertura assicurativa per sinistri catastrofali. Una situazione critica, che espone il personale sanitario a rischi incredibili e impensabili e che dunque chiamala Regione a un’azione rapida ed efficace per colmare questa grave situazione». Così i consiglieri regionali del Partito democratico, Tommaso Bori e Fabio Paparelli, che hanno presentato una interrogazione per chiedere «quali garanzie sono previste per il personale, nel caso in cui dovesse capitare un sinistro con un valore stipulato superiore a 700 mila euro». «Occorre intervenire subito – spiegano Bori e Paparelli – per risolvere questa problematica urgente. Il personale sta garantendo, con uno sforzo al limite del sostenibile, il funzionamento del sistema sanitario sotto pressione a causa degli elevati numeri del contagio di questa seconda ondata di pandemia. Appare dunque paradossale che proprio il personale sanitario, che non smetteremo mai di ringraziare, rischi di trovarsi esposto a rischi per sinistri ingenti».

Un fatto grave Per i due consiglieri dem si tratta di «un fatto che, se confermato, sarebbe di una gravità inaudita ed esteso a tutte le realtà pubbliche operanti sul territorio regionale. Il personale in questo modo si trova a operare senza la necessaria serenità. Solo a Perugia, a condizioni pre Covid, parlano di un pronto soccorso che assicura una risposta a oltre 62 mila cittadini; la centrale 118 unica regionale con l’elisoccorso garantisce interventi in urgenza-emergenza in tutta la regione; 40 mila i ricoveri e 22 mila gli interventi chirurgici, oltre 8 milioni le prestazioni specialistiche. Tremila le persone che lavorano al suo interno. Tra queste circa 2.000 con un ruolo sanitario, 600 con un ruolo tecnico e 200 con un ruolo amministrativo. Senza la polizza per i sinistri più gravi – concludono Bori e Paparelli – i nostri operatori si troverebbero di fronte a un ulteriore peso, dopo essere stati da ormai 10 mesi in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria con la loro grande professionalità e spirito di servizio».

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