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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 21:07

Sanità, inversione di rotta: ospedali di Narni e Amelia pienamente operativi. La proposta Pd

Proteste, sit-in e petizioni, Tramini (M5s): «Battaglia vinta, prossimo obiettivo Cammartana» ma i Dem chiedono di più: piano per gestire l’emergenza

©Fabrizio Troccoli

Riapre la sala operatoria dell’ospedale di Narni che torna operativa secondo il piano di interventi programmati. Esulta per il risultato che fa anche un po’ suo il consigliere del M5s Luca Tramini che informa sulle ultime da Narni in una diretta video su Facebook.

Narni Secondo quanto si apprende e attività dell’ospedale di Narni riprenderanno al cento per cento e lo stesso avverrà per la struttura di Amelia.  Intanto a pochi giorni di distanza dalla prima iniziativa nel narnese, sabato mattina ad Amelia sono state consegnate le 1800 firme cpn le quali i cittadini chiedono il completamento del nuovo ospedale in località Cammartana, petizione a cura dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, per chiedere il pieno funzionamento di ospedali e distretti attualmente aperti, la costruzione del nuovo nosocomio di Narni-Amelia e la riapertura degli uffici Inps. «Abbiamo trasmesso all’amministrazione comunale, nella persona del vicesindaco Nunzi e dell’assessora Sensini la richiesta che arriva con forza dalla popolazione di questi territori – spiegano i sindacati che hanno dato vita ad un piccolo presidio in piazza – e anche l’amministrazione di Amelia, come quella di Narni, ha convenuto con noi sull’assoluta necessità di portare a termine rapidamente e secondo le procedure stabilite l’iter per la costruzione del nuovo ospedale, il più grande investimento mai fatto su questo territorio, 60 milioni di euro». A questo punto la palla passa alla Regione, alla quale i sindacati hanno inoltrato la petizione con le 1800 firme a sostegno.

La proposta Pd Ma non è tutto, la sanità del resto è un tema centrale e se la maggioranza ha la responsabilità delle scelte, dall’opposizione non manca la partecipazione al dibattito, talvolta polemica, stavolta propositiva: «Abbiamo dimostrato – dicono a tal proposito i Dem – di saper rispondere alla difficile fase emergenziale e critica della nostra Regione ponendoci come interlocutori generosi, propositivi e seri nei confronti della giunta regionale, senza peraltro rinunciare alle prerogative di stimolo e controllo proprie delle minoranze. La responsabilità che intendiamo assumere è ora quella di sottolineare come il servizio pubblico debba essere messo nelle condizioni di operare e  di fornire risposte non ribaltabili sulle strutture private».

Il piano Dem La proposta porta le firme di  Tommaso Bori – Capogruppo PD Regionale, Fabio Paparelli – Consigliere PD Regionale, Fabio Svizzeretto – Segretario PD Narni, Piero Bernardini – Segretario PD Amelia, Adriano Padiglioni – Coordinatore Comunale PD Terni. «Va ripresa immediatamente – si legge ancora nel documento – la programmazione degli interventi chirurgici nelle nostre strutture ospedaliere per recuperare, nel pubblico, i ritardi relativi a prestazioni sanitarie fondamentali nell’area no covid. Per questo chiediamo una immediata riattivazione delle sale operatorie del nosocomio di Narni attraverso un ritorno delle unità di personale infermieristico e di anestesia spostate temporaneamente a Spoleto. Essendo peraltro in procinto, la Usl territoriale, di assumere un numero congruo di infermieri da dislocare nelle strutture ospedaliere e nei servizi territoriali. Nello stesso tempo chiediamo di decentrare su Narni parte delle attività chirurgiche dell’Ospedale Santa Maria di Terni con il relativo personale, attraverso una programmazione degli interventi di bassa e media specialità che assuma l’obiettivo di accelerare la risposta ai ritardi in particolare nel territorio del sud dell’Umbria. Per questo si propone un’attività chirurgica estesa dalle 08:00 alle 22:00. Ciò rappresenterebbe, insieme alla attivazione su Terni dell’ex Milizia come area Covid di supporto all’ospedale, un presidio certo ed efficace di attività che devono restare nell’ambito del servizio pubblico che ne può trarre  importanti benefici di risparmio ed ottimizzazione delle strutture e delle risorse professionali».

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