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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 14:05

Sanità, ad Amelia manifestazione in piazza: «La sindaca rompa la coltre di silenzio»

All’ospedale ricoveri bloccati, «Pernazza non risponde» e il Centrosinistra incalza: secondo sit-in, chiesto consiglio comunale aperto

La manifestazione (foto U24)

di M.R.

«Porre fine alla coltre di silenzio». È quanto hanno chiesto sabato mattina ad Amelia alcune decine di persone che hanno aderito alla manifestazione convocata dai partiti del centrosinistra e da «Noi per l’ospedale di Amelia». Al centro dell’appuntamento i temi che riguardano i servizi sanitari erogati nel territorio: «Chiediamo alla sindaca Laura Pernazza – hanno detto i manifestanti – di farsi portavoce delle istanze dei cittadini e delle cittadine e di convocare con urgenza un consiglio comunale aperto per fare chiarezza».

GALLERY: LA MANIFESTAZIONE 

I temi Diversi i problemi sottolineati sabato: da quelli che riguardano l’ospedale di Amelia al «sovraffollamento» di quello di Terni fino alla «incomprensibile, per non dire sciagurata, riorganizzazione del pronto soccorso territoriale» e alla «ormai quasi impossibilità di prenotare e di avere prestazioni sanitaria pubbliche». Sul tavolo, ovviamente, anche la questione del nuovo nosocomio che dovrebbe essere costruito a Cammartana, per il quale «continuano a susseguirsi voci contrastanti circa i canali di finanziamento da utilizzare». Tutti temi sui quali i manifestanti chiedono alla sindaca di fare chiarezza.

Amelia Tanti gli interventi e i contributi al dibattito in una situazione per la quale, secondo quanto riferito a Umbria24 da un addetto ai lavori all’interno del nosocomio, «i ricoveri sono bloccati da un paio di mesi», con tutto ciò che questo comporta anche per gli altri ospedali del territorio, avendo quello amerino anche un reaparto di riabilitazione post cardiochirurgia che, in questo periodo non funzionando non aiuterebbe il Santa Maria di Terni a smaltire le liste d’attesa di coloro che necessitano interventi. Tale stato di cose persisterebbe da quando è stato riscontrato il batterio della Legionella nelle tubazioni, lasciando il nosocomio sprovvisto di acqua potabile. Criticità che solo dalle ultime analisi pare sia risultata superata, tanto che si pensa che da lunedì tutto possa tornare a funzionare a pieno regime «di comunicazioni ufficiali – riferisce un operatore dell’ospedale – nemmeno l’ombra». «E nemmeno dalla sindaca – grida la piazza -, che non avendo a cuore la necessità di fare chiarezza su un tema così importante, finisce per essere la nostra controparte, anziché la nostra rappresentante, e contribuisce dal suo piccolo al disegno di smantellamento della sanità pubblica che può avvenire in tanti modi, anche nel mancato turnover dei professionisti».

La piscina e l’ospedale Il dibattito in piazza Marconi prende il largo e c’è chi racconta di essere riuscito a ottenere l’appuntamento per una visita a stretto giro, inviando una mail al numero uno dell’Usl. «Se è davvero così – la risposta di un altro manifestante – che vada dai carabinieri a denunciare il fatto. È di una gravità assoluta». Ma soprattutto rispetto ai problemi dell’ospedale, tenuto conto che la manifestazione di sabato (per la seconda settimana di seguito), è stata convocata da Pd, Rete resistente, Amelia domani, Rifondazione comunista, Europa verde e ‘Noi per l’ospedale di Amelia, viene da chiedersi come il caso non sia esploso con maggiore forza in campagna elettorale: «Perché i guai sono iniziati proprio a ridosso del voto» spiegano dalla piazza, dove tra i vari cartelli si legge anche Bud Spencer uno di noi. Il riferimento è all’intitolazione della piscina comunale recentemente inaugurata con un certo orgoglio dalla giunta Pernazza: «Un fatto positivo, ma dell’ospedale invece non ce ne occupiamo?» dicono piccati i manifestanti. Sul tavolo della prima cittadina la richiesta di un consiglio comunale aperto per avere risposte.

 

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