sabato 16 novembre - Aggiornato alle 00:31

‘Salva Briccialdi’ in Senato, Lega e M5s si contendono il merito

Istituto musicale di Terni presto libero dal fardello del dissesto del Comune. Carroccio: «Salvo grazie al partito di Salvini», i grillini: «Nostro il testo definitivo»

Briccialdi (foto Rosati)

di M. R.

Sui banchi del Senato mercoledì pomeriggio la statalizzazione degli istituti musicali pareggiati, processo che per il Briccialdi di Terni, con alle spalle un Comune in dissesto, risulta più difficoltoso di altri. A Palazzo Madama in particolare è in discussione l’emendamento che determinerebbe una sostanziale modifica (alla legge 205 del 27 dicembre 2017), tesa a liberare l’istituto di via de Tribunale dal fardello della situazione economico-finanziaria di Palazzo Spada. Nella parte del testo in cui si legge ‘che gli enti locali continuano a farsi carico dei debiti pregressi alla statizzazione’, l’atto licenziato dalla commissione parlamentare competente aggiunge (seppure in altri termini) ‘eccezion fatta per gli enti in dissesto’, determinando di conseguenza che sarà lo Stato a sanare. Buone notizie dunque per Palazzo Giocosi Mariani e ai toni trionfalistici della Lega ecco che timidamente controbatte il senatore del M5s Stefano Lucidi: le due forze di governo, a livello locale, si contendono la paternità del dispositivo elaborato.

L’OCCUPAZIONE DEL BRICCIALDI

Lega Per il Carroccio, la prima ad esultare è il commissario del partito a Terni, la deputata Barbara Saltamartini: «Grazie alla Lega e ai ministri Salvini e Bussetti, oggi, con l’approvazione del nostro emendamento al Decreto Bonisoli, salviamo gli istituti superiori nazionali musicali non statali e le Accademie non statali di belle arti finanziati da enti locali in condizioni di dissesto finanziario. Risolviamo così a monte il problema e salviamo l’attività di queste importanti realtà del territorio che possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: la loro situazione debitoria sarà posta a carico dello Stato. Con questo emendamento anche l’Istituto Briccialdi di Terni è salvo. Sono orgogliosa- spiega – di aver contribuito a risolvere un annoso e grave problema che colpiva una realtà di eccellenza per la quale il sindaco Leonardo Latini aveva sollecitato l’intervento del Governo. È questa – commenta – la politica del buonsenso che la Lega porta avanti sui territori e a livello nazionale. Sono certa che, anche alla luce di questa ulteriore risposta che stiamo dando al Comune, i cittadini di Terni continueranno a premiare con il consenso e a sostenere il prezioso lavoro della giunta Latini e della Lega al governo dell’Italia».

Comune di Terni Non ha perso l’occasione il primo cittadino ternano: «Il Briccialdi è salvo. Lo è grazie a un emendamento della Lega al decreto Bonisoli che consente di porre a carico dello Stato la situazione debitoria dell’istituto, visto che il nostro Comune di trova in dissesto. Proprio il dissesto – prosegue – che la nostra amministrazione ha ereditato e che tanto peso ha avuto in questo primo anno di governo cittadino, metteva infatti in discussione il futuro di una delle maggiori istituzioni culturali cittadine. Oggi invece tiriamo finalmente un sospiro di sollievo. La nostra – prosegue Latini – è stata una battaglia lunga e complessa, nella quale abbiamo avuto sempre al nostro fianco – e al fianco del nostro territorio – i ministri Salvini e Bussetti e abbiamo potuto contare sulla preziosa opera di mediazione e di collaborazione dell’onorevole Barbara Saltamartini, che ringrazio a nome della città per il grande impegno profuso nella vicenda del Briccialdi. Insieme a loro ringrazio anche il gruppo della Lega in Senato, il capogruppo Massimiliano Romeo e i nostri senatori umbri. Io stesso – continua Latini – ho organizzato e partecipato a una lunga serie di contatti e incontri, insieme al vicesindaco Andrea Giuli e all’assessore Valeria Alessandrini, con i vertici del Miur e del Ministero dell’Interno seguendo tutte le delicate fasi della questione e ho anche indicato soluzioni tecniche che sono state tenute in considerazione dal nostro governo per il buon esito della vicenda. Un ringraziamento particolare lo rivolgo al personale del Briccialdi, al presidente Letizia Pellegrini e al direttore Marco Gatti, e al Ministro Marco Bussetti che nella sua recente visita a Terni ha voluto verificare di persona il valore e l’importanza dell’istituto musicale Briccialdi che, siamo certi, continuerà a giocare un ruolo importantissimo per lo sviluppo della nostra città».

M5s L’altra forza di governo ha parlato per bocca del senatore umbro Stefano Lucidi: «Oggi pomeriggio – ha detto – finalmente in aula al Senato approveremo l’emendamento che punta alla soluzione dei problemi dell’istituto Briccialdi di Terni. L’emendamento dovrebbe essere approvato già questa sera, al massimo domani mattina. Il testo – puntualizza – era stato presentato in forma non ammissibile dal Senatore Rufa e grazie al mio intervento e al lavoro fatto dalla Viceministra Laura Castelli è stato riformulato in maniera corretta e presentato a nome di tutta la commissione. Il MoVimento 5 Stelle era già intervenuto con un ordine del giorno a firma della nostra deputata Tiziana Ciprini – ricorda – che ha lavorato al fianco del sottosegretario Fioramonti. Un intervento che ritengo determinante e speriamo sia decisivo per la soluzione dei problemi finanziari dell’Istituto musicale ternano». I professori, vista l’eclatante mobilitazione messa in atto e le numerose pre-occupazioni espresse, resteranno probabilmente alla finestra, con le dita incrociate, perché l’iter proceda nella giusta direzione e le cose si sistemino una volta per tutte.

Il Partito democratico «Tutti si intestano i meriti – scrive in un post Francesco Filipponi, capogruppo in Comune del Partito democratico – ma nessuno cita onestamente quanto fatto in sede di legge di bilancio nel 2017 (per il 2018) per la statalizzazione graduale dall’allora Ministro Fedeli (con maturazione triennale che ha previsto le risorse vere) e le convenzioni tra il Comune di Terni e l’Istituto fino al 2018 (prima del 2016 il comune versava all’Istituto oltre un milione di euro, poi in seguito 700 mila euro per il 2016, 17 oltre il comodato gratuito della sede). Tutto questo non fa comodo alla comunicazione gialloverde. Il vero problema sono i debiti pregressi nei confronti del Comune (al 2016 oltre 2 milioni) e la mancanza temporanea di liquidità. Per trovare la verità basta leggere il parere dei revisori dei conti al consuntivo 2018 del Briccialdi. Senza questi sforzi oggi saremmo di fronte ad un’altra storia. Io ringrazio i docenti e gli studenti, i sindacati e le Rsu che in questi anni hanno vissuto insieme a noi questa lunga vicenda».

 

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