sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 10:00

Romizi detta la linea ai nuovi: «Mai tronfi, ora ricucire». Maggioranza compatta su Arcudi

Parte la consiliatura, il sindaco: «C’è bisogno di concordia». Sul presidente nessuna defezione. M5s: «Per noi nuova fase». Pd e Giubilei: «Opposizione leale»

Andrea Romizi in aula (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Il Romizi bis è iniziato ufficialmente lunedì alle 15.54, tra gli applausi e i «bravo» dei tanti supporter riuniti nell’emiciclo, senza alcun intoppo politico e con chiari segnali da parte del sindaco. Il primo scoglio per la nuova e composita maggioranza del sindaco riguardava l’elezione del nuovo presidente dell’assemblea, postazione che nelle trattative dopo il voto è finita tra le mani di Nilo Arcudi. La maggioranza, composta da 22 membri, è stata compatta: 22 preferenze per l’ex vicesindaco (per permettere di riconoscere il voto alcuni hanno scritto sulla scheda «Arcudi N.»), nove bianche di Pd e Giubilei e due nulle dove c’era scritto «Tizi», cioè la candidata sindaco del M5s. Tutto come da copione e nessuna defezione anche per i due vice, cioè la leghista Ricci (22 voti) e Lucia Maddoli della civica di Giubilei (9 voti).

FOTO: I VOLTI DI ASSESSORI E CONSIGLIERI

Arcudi passa Un risultato non scontato per Arcudi, frutto della mediazione andata avanti in mattinata e di una riunione dei capigruppo di maggioranza tranquilla. A dare maggior peso politico all’elezione di Arcudi il fatto che la proposta in aula è stata fatta da Francesco Vignaroli, nuovo capogruppo di quella Progetto Perugia che è uno degli assi portanti della maggioranza. «Lo proponiamo come presidente del consiglio regionale», dice Vignaroli correggendosi subito dopo («un po’ di emozione»): «Dato il fatto che il consiglio è molto rinnovato, per questo ruolo – spiega – servono esperienza e competenza che Arcudi ha ampiamente; è figura il più possibile bipartisan». Giubilei invece ha lanciato Maddoli rivendicando il ruolo svolto dalle sue civiche, mentre il ‘nuovo’ M5s del duo Tizi-Morbello ha chiesto (invano) una condivisione sul nome del presidente dell’assemblea.

FOTO: IL PRIMO GIORNO DEL ROMIZI BIS

Un palazzo aperto Incassata l’elezione Arcudi ha tirato fuori dal taschino il discorso già preparato in cui ha sottolineato la necessità di «pensare ai bisogni dei cittadini e alle loro aspettative», oltre che il «grande onore di essere al servizio della città. Questo palazzo dovrà essere un luogo di dialogo aperto, inclusivo e rispettoso». Applausi solo dai banchi della maggioranza. Ad assistere al primo giorno di scuola, fuori dall’emiciclo, tanta politica che si raduna a gruppetti intorno ai propri consiglieri. In sala c’è la folta pattuglia della Lega con tutti i parlamentari, Pillon compreso (segnalata stretta di mano con Giubilei), e il consigliere regionale Mancini oltre a Carla Spagnoli, il forzista Renzo Baldoni, i Fratelli d’Italia con Prisco e Squarta, Filippo Calabrese di Progetto Perugia ai pentastellati Pietrelli e Liberati. A Palazzo dei Priori, ovviamente, anche tanti parenti di assessori e consiglieri: dai sei figli nel nuovo vicesindaco (il leghista Gianluca Tuteri) alla moglie di Romizi fino al padre di Varasano.

I messaggi del sindaco Nel complesso rispetto al 2014, quando in molti erano rimasti scontenti per via delle scelte fatte dal sindaco, meno volti tirati (Casaioli a parte). Sbrigate le formalità di rito (dalla firma delle pratiche alla distribuzione di vademecum e badge fino all’assegnazione dei posti in aula), la campanella suona quando il sindaco entra in aula, con l’opposizione che si alza in piedi solo dopo un po’ mentre la maggioranza e la gente in sala dedica al riconfermato sindaco la standing ovation. Arrivata con un po’ di ritardo la fascia tricolore e recitato lo stringatissimo giuramento, Romizi prenderà la parola per il suo primo vero intervento solo verso la fine della seduta, durata quasi due ore. Pochi minuti in cui però si possono cogliere dei no chiari a eventuali avventurismi o toni ‘ruspisti’; nonostante l’ingresso della Lega, lo stile dell’amministrazione non cambia. Romizi ha esordito ringraziando i precedenti assessori e consiglieri («tutte esperienze che porto nel cuore») e anche i cittadini, chiamati a rinnovare vicinanza e impegno: «Oggi mi avete emozionato, continuate ad affiancarci e appoggiarci perché bisogna rinnovare vitalità ed effervescenza».

Mai tronfi Il 60% delle urne è liquidato come «un dato elettorale che ci dà una buona soddisfazione e che ci responsabilizza ancora di più; non saremo mai tronfi o superbi». Romizi, oltre a ringraziare i suoi competitor Giubilei e Tizi, ha chiesto scusa «per gli errori fatti nel corso dei cinque anni e per le cose che potevamo fare meglio. Ancora ci sono notevoli problematiche, chiedo di mettere in condivisione idee, talenti ed entusiasmo perché è di questo che Perugia ha bisogno». Infine il richiamo a toni sobri e costruttivi: «Invito tutti a non squalificare l’avversario. Da parte mia lavorerò per ricomporre, ricucire e creare concordia; dove ci sono questi elementi le città sono più solide e forse anche più competitive». Il Romizi bis dunque assomiglia molto a quello che si è chiuso poche settimane fa e per i nuovi compagni di navigazione, in giunta e in consiglio, la linea di navigazione è tracciata.

Il dibattito Il primo affondo della nuova consiliatura è arrivato dalla capogruppo pd Sarah Bistocchi, che ha invitato Romizi a essere più presente ai lavori: «Sono stati – ha detto – cinque anni di assenze fisiche e politiche. Serve rispetto per l’aula e un leader deve dare il buon esempio. Da parte nostra ci sarà opposizione seria e nessuna strumentalizzazione». Attacchi che il forzista Cagnoli ha rintuzzato così: «La presenza del sindaco, che ha fatto bene a stare tra la gente e non nel palazzo, non è vincolate». Da parte sua invece Giubilei ha parlato di una «pattuglia che darà battaglia. La nostra sarà un’opposizione leale – ha detto – ma senza sconti. Abbiamo visioni di Perugia molto diverse e combatteremo per un’idea alta di città, senza pensare solo al piccolo cabotaggio». Il giornalista come fatto in campagna elettorale ha attaccato sulle opere incompiute, promettendo impegno anche su politiche culturali e lavoro.

La nuova fase del Movimento Da segnalare, politicamente, il cambio di tono nel Movimento rispetto all’epoca Rosetti: «Qui non ci sono nemici ma solo avversari – ha detto – e noi faremo opposizione leale». «Per il M5s – le ha fatto eco Morbello – sarà una fase politica nuova: il nostro atteggiamento sarà collaborativo nei casi in cui si perseguirà il benessere dei cittadini, e di ferma opposizione quando si privilegerà l’interesse particolare. Non ci saranno più preconcetti bensì proposte e visioni». Toni di sicuro più vicini a Romizi, nei confronti del quale comunque si promette opposizione, che a quella Rosetti che per cinque anni ha occupato gli stessi banchi.

Surroghe e capigruppo Con la nomina degli assessori sono anche scattate le surroghe in consiglio: per la Lega entrano Daniela Casaccia e David Bonifazi, per Progetto Perugia Nicola Volpi, Francesco Vignaroli e Camilla Rampichini (che con i suoi 19 anni è la più giovane consigliera comunale della storia di Palazzo dei Priori) e per FdI Paolo Befani. Nelle prossime ore si completerà l’assetto per quanto riguarda i capigruppo: Giuliano Giubilei farà gruppo a sé, Croce guiderà Giubilei sindaco, Tizi il M5s, Cagnoli FI, Mattioni la Lega, Vignaroli Progetto Perugia, Mencaglia Fdi e Bistocchi il Pd. Ora il Romizi bis può partire.

Twitter @DanieleBovi

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