mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 14:53

Fibrillazioni a Terni dopo il rimpasto, Fiorini e altri tre: «Congelare nomine e convocare maggioranza»

Sbotta anche l’alleato Forza Italia: «Guerra interna alla Lega, nomine solo per loro equilibri e non per città»

Leonelli, Fiorini e Rossi sabato pomeriggio sotto al Comune

di Chia.Fa. e Mar.Ros.

«Congelare il rimpasto e convocare maggioranza». Questa la richiesta recapitata al sindaco Leonardo Latini da alcuni consiglieri confluiti nel gruppo Misto, ossia gli ex leghisti Emanuele Fiorini e Paola Pincardini, cui si è aggiunta in queste ore Annamaria Leonelli, che come gli altri due ha quindi abbandonato il Carroccio guidato dalla commissaria Barbara Saltamartini. Sotto il Comune intorno alle 18.30 per protestare contro il rimpasto deciso da Latini anche Michele Rossi di Terni civica, pure lui di maggioranza. Fibrillazioni, dunque, dopo la mossa del sindaco che, oltre ad accettare le dimissioni di Sonia Bertocco (Fi), ha revocato le deleghe a Marco Cecconi (Fd’I) e proceduto, contestualmente, a ufficializzare l’ingresso in giunta dei leghisti Sara Francescangeli e Cristiano Ceccotti, più Orlando Masselli di Fratelli d’Italia. A perdere terreno nel rimpasto è Forza Italia, che infatti attacca duro Latini e la Lega, parlando di «scelte piegate a esigenze di pseudo equilibri interni della Lega, che nulla hanno a che fare con le esigenze della città» e sono solo, dicono, «un pannicello caldo a fronte di una guerra quotidiana e intestina del Carroccio».

VIDEO: FIORINI, «CHI è IL SINDACO?» 

«Congelare rimpasto e convocare maggioranza» A sbottare sotto Palazzo Spada è Fiorini: «Se entro le 14 di lunedì il sindaco non convoca una riunione di maggioranza procederò all’occupazione del consiglio comunale. Noi – ha detto – non vogliamo poltrone ma il bene della città, però le manovre politiche non può deciderle sempre la Saltamartini». Leonelli parla di metodi «arroganti: molti di noi, tra i consiglieri della Lega non sono stati resi partecipi delle decisioni rispetto ai nomi, come sarebbe stato logico. Continuerò comunque nel mio impegno civile e a supportare la maggioranza qualora verranno proposti atti degni di questa città»: come fatto finora dagli altri ex leghisti in aula. La maggioranza al Comune di Terni, compresi i quattro del gruppo Misto, conta 20 consiglieri su 32. Undici gli scranni occupati attualmente della Lega, dopo le uscite di Fiorini, Pincardi e Leonelli, cui va “stornata” l’entrata nel Carroccio dell’ex Forza Italia ed ex gruppo misto Federico Brizi. Sono però da sondare ora per ora gli effetti del rimpasto di Latini tra i banchi di maggioranza, a cominciare da Forza Italia che viene penalizzata dal valzer delle poltrone scattato col rimpasto, in favore della Lega e anche di Fd’I, che converte la delega al sociale con quella al bilancio.

Forza Italia: «Non dateci per scontati» E infatti c’è subito la diagnosi di mal di pancia forti in Forza Italia che «stigmatizza duramente il rimpasto operato unilateralmente dal sindaco, che appare come l’ennesimo pannicello caldo a fronte di una guerra quotidiana e intestina al partito di maggioranza relativa, la Lega. Il metodo e il merito delle scelte fatte risultano piegati ad esigenze di pseudo equilibri interni che nulla hanno a che fare con le esigenze della città. La responsabilità di Forza Italia è presente, ma non si può dare sempre per scontata. Nel riaffermare il pieno apprezzamento nei confronti dell’attività svolta dai propri rappresentanti all’interno della Giunta, Forza Italia annuncia la convocazione nei prossimi giorni di una riunione straordinaria del Direttivo provinciale, allargata al Coordinamento regionale del partito, per una valutazione politica della vicenda e per le decisioni conseguenti».

La revoca di Cecconi Dai banchi di opposizione, invece, arriva «l’apprezzamento» di Alessandro Gentiletti (Senso civico) e del M5s per la revoca delle deleghe a Cecconi «ora auspichiamo che chi prenderà il suo posto cambi decisamente rotta e riparta dalla capacità di confronto reale con i titolari dei diritti. Decine di interventi, interrogazioni, accessi agli atti hanno contraddistinto l’azione di controllo e verifica del M5S nei confronti delle politiche sociali del comune di Terni. Una spina nel fianco della giunta in un percorso dove a tratti si sono verificate convergenze con le altre opposizioni nell’interesse dei cittadini, ma soprattutto si è cercato di dare voce al disagio di tanti cittadini che ci hanno chiesto aiuto. Non sono mancati momenti di confronto aspro in particolar modo sulla questione dei trasporti delle persone con disabilità e riguardo il bando dei centri sociali per anziani. Recentemente il gruppo consiliare del M5S aveva chiesto al Sindaco di ritirare le deleghe all’assessore Cecconi, oggi leggiamo che questo è avvenuto e ne prendiamo atto. Di errori ne sono stati fatti tanti ma troviamo ingeneroso gettare la croce su una singola persona perché spesso atti e delibere fallimentari sono state avallate dagli uffici competenti proprio come avveniva in passato con il beneplacito della maggioranza. Auguriamo buon lavoro a chi dovrà occuparsi di questo settore facendo presente che continueranno a vigilare e lavorare per il bene della città e delle sue fasce più deboli».

«Confusione» Per il senatore del Pd Leonardo Grimani, invece, «il cambio di deleghe da parte del sindaco Latini, denota che a Terni la confusione regna sovrana. Sono passati 14 mesi dall’iinsediamento della giunta e fino ad ora è prevalso il continuo ricambio di assessori e deleghe piuttosto che il lavoro continuo e serio che la città meriterebbe. Un’amministrazione, quella ternana, che vive perennemente alla ricerca di equilibri imposti da una Lega onnivora e in perenne campagna elettorale. Governare la città dovrebbe essere la priorità, piuttosto che pensare all’incastro delle caselle in vista delle elezioni regionali. La città non può sopportare questo balletto continuo».

@chilodice

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