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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:33

Rifiuti, dal termovalorizzatore all’ampliamento di almeno due discariche: le ipotesi del nuovo piano regionale

Tra le opzioni per il nuovo impianto anche l’area ex Merloni. Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2022 la delibera della giunta

La discarica di Belladanza

di Daniele Bovi

Nell’ultima seduta dell’anno o al massimo nel corso della prima del 2022, la giunta regionale metterà nero su bianco la delibera con al centro una delle partite più importanti della legislatura: quella che riguarda l’aggiornamento del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti. A parlarne è stato il vicepresidente della giunta Roberto Morroni mercoledì durante la conferenza stampa di fine anno dell’esecutivo: «Il comitato tecnico-scientifico – ha detto – ha completato la sua attività e ha offerto una serie di scenari, che sono tre. Nell’ultima seduta dell’anno o nella prima di quello nuovo la giunta delibererà un atto che prevederà la riprofilatura abbinata alla soluzione a cui diamo la precedenza».

AURI, ENTRANO SPOLETO E CASTELLO. ORA LA PARTITA DEI FLUSSI

L’aggiornamento Di più Morroni non ha detto mentre diversi dettagli sono stati discussi martedì durante l’ultima riunione di maggioranza su un tema – quello dei rifiuti – politicamente delicatissimo, tanto da richiedere negli ultimi mesi molti vertici di questo tipo per cercare di trovare una quadra. Partendo dalla situazione delle discariche – diverse delle quali arrivate quasi al limite – la «riprofilatura», ovvero l’ampliamento, dovrebbe riguardare quella di Belladanza (in Altotevere) e quella di Borgogiglione (nell’area fra il Perugino e il Trasimeno), per un totale di circa un milione di metri cubi. La partita va letta anche con le lenti della politica: in entrambi i casi si tratterebbe di Comuni governati dal centrosinistra, mentre non è chiaro cosa accadrà a Orvieto, dove c’è il centrodestra della sindaca Roberta Tardani.

Discariche Di sicuro la sindaca non vede di buon occhio un ampliamento dei volumi che invece piacerebbe ad Acea, che gestisce il sito. Impianti legati fra di loro dato che a Borgogiglione potrebbero arrivare parte dei rifiuti dell’Altotevere, dove Belladanza ha un’autonomia di poche migliaia di tonnellate. L’altro dato certo è che per le «riprofilature» serviranno mesi di tempo e che, quindi, il rischio di un’emergenza è tutt’altro che campato per aria. Temi di cui si discuterà a breve in Auri (l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico) dove, dopo la ricomposizione del direttivo nelle scorse ore con l’ingresso di Spoleto e Castello, entro la fine dell’anno andrà adottata la delibera con cui si spiega come verranno gestiti i flussi fra i diversi territori nel 2022.

Termovalorizzatore L’altro tema politicamente delicatissimo discusso martedì riguarda l’ipotesi di costruire un nuovo termovalorizzatore in Umbria. Sul tavolo, per quanto riguarda il luogo in cui costruire l’impianto, ci sarebbero due opzioni: una riguarda l’area dell’ex Merloni e l’altra Terni, dove ci sono già l’impianto di Terni Biomassa (fermo da tempo) e quello di Maratta (gestito sempre da Acea) che può bruciare però solo alcune tipologie di rifiuti, sulla cui estensione la Regione ha detto no un paio di mesi fa. Di sicuro, se l’ipotesi termovalorizzatore dovesse prendere corpo, qualunque sarà il luogo scelto bisognerà fare i conti con i territori, all’interno dei quali i partiti e le istituzioni sono pronti a saldarsi in modo politicamente trasversale a difesa dei rispettivi interessi.

Twitter @DanieleBovi

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