sabato 25 maggio - Aggiornato alle 11:08

Ricostruzione, summit tra sindaci e governo: «Serve personale, ecco le nostre richieste»

Documento Anci per Crimi e Farabollini in vista del decreto: «Funzioni ai Comuni solo su base volontaria»

La riunione Anci

L’ufficio speciale per la ricostruzione in Umbria può lavorare 700 pratiche l’anno, ma ce ne sono 9 mila, quindi ci vorrebbero altri dieci anni. Questo uno dei dati messo sul tavolo dal presidente regionale dell’Anci, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, nell’incontro di giovedì pomeriggio col sottosegretario alla ricostruzione Vito Crimi e il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, oltre naturalmente i sindaci del cratere del Centro Italia. Presente anche il sindaco di Norcia Nicola Alemanno che, ai rappresentanti del governo, ha detto di augurarsi di avere «entro la prossima settimana il testo del decreto, per iniziare l’importante lavoro sugli emendamenti, che sarà significativo». Sul sisma, infatti, è atteso

In particolare, i Comuni hanno messo sul tavolo del governo un documento condiviso, che contiene la richiesta di una serie di misure considerate necessarie per far davvero partire la ricostruzione, a cominciare dal rafforzamento degli organici. In questo senso viene conferma la richiesta di «una ulteriore dotazione straordinaria di personale tecnico e amministrativo a tempo determinato per rafforzare l’organico degli Uffici comunali, del personale degli USR, prevedendo anche una procedura per confermare il personale assunto a tempo determinato col decreto legge 189 del 2016, così da non disperdere professionalità». I sindaci chiedono al governo anche di «assicurare l’immediato turn over del personale che andrà in pensione con la quota 100, derogando così alle norme sulla spesa per il personale».

Alle criticità legate agli organici è strettamente legata quella della delega delle funzioni ai municipi, «che deve essere – si legge nel documento – su base esclusivamente volontaria dei singoli Comuni e in ogni caso collegate ad un adeguato conseguente potenziamento della dotazione organica e strumentale». Resta poi necessario secondo i sindaci, «semplificare in modo sostanziale le procedure di determinazione dei contributi, ponendo in carico ai professionisti la responsabilità degli atti presentati e introducendo rigide operazioni di verifica a campione». Per le procedure d’appalto viene indicata al governo la strada dell’istituzione di apposite centrali di committenza negli Uffici speciali per la ricostruzione».

Sul fronte della governance vengono anche fissate alcune priorità. Secondo i sindaci «la cabina di coordinamento della ricostruzione deve essere l’unico e unitario tavolo centrale di collegamento tra commissario/Regioni/Comuni, che garantisca il raccordo con i comitati istituzionali regionali; mentre alla cabina è urgente dare operatività definendo metodi, tempi e un calendario di incontri che assicuri la continuità operativa». Ribadita anche la necessità di «un Testo Unico come cornice legislativa del sisma del Centro Italia» e «del rafforzamento della struttura commissariale e degli uffici speciali per la ricostruzione».

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