domenica 27 settembre - Aggiornato alle 15:40

Repubblica: «Nell’Umbria della Lega comandano i veneti»

L’articolo di Carmelo Lopapa: dopo l’assessore, anche il direttore e il capo segreteria direttamente dalla ‘Padania’

Tesei e Salvini all'hotel Fortuna (foto F.Troccoli)

In un articolo apparso su Repubblica, a firma Carmelo Lopapa, si parla dell’Umbria in mano ai veneti che che ora hanno i n mano 2 miliardi da gestire.

Triumvirato «Il triumvirato di Matteo Salvini  – scrive – si è impossessato del fortino più ricco, la sanità umbra, il suo assessorato, i 2 miliardi di soldi pubblici da gestire tra ospedali e Asl ce assorbono il 79% del bilancio regionale. Eccolo catapultato dal Veneto l’ex assessore alla Sanità di Luca Zaia, il veronese Luca Coletto, 58 anni: geometra e tecnico per le costruzioni, il titolo in curriculum, sottosegretario alla Salute nel governo Gialloverde da leghista di stretta osservanza salviniana».

La colonna veneta E dopo l’assessore, anche il direttore e il capo segreteria: «E siccome non può fare tutto da solo, l’uomo al quale l’ex vicepremier ha affidato anche la presidenza dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali fino al gennaio 2019 nomina direttore generale alla Sanità e al Welfare Claudio Dario, altro veneto, già al suo fianco con lo stesso incarico nella giunta di Zaia dopo essere stato alla guida dell’Asl di Treviso. Una coppia che si fa triumvirato il 4 dicembre, con la determinazione con cui viene assunta come capo della segreteria dell’assessore la fidata avvocatessa Maria Tessaro, padovana, classe ‘74».

Ricostruzione Il giornalista ricostruisce: «Dopo la guerra per bande che si è consumata tutta in seno al Pd proprio nella palude della sanità per oltre cinque anni, ai sindacati e a quel che resta della sinistra umbra preoccupa la missione del trio. ‘Sarà strategico potenziare il tasso di coinvolgimento del privato che in Umbria è pari a meno di un terzo di quello della Lombardia‘, si legge nel programma e nelle linee guida della presidente Tesei approvate nella seconda seduta del consiglio».

Il quadro L’articolo continua con le dichiarazioni di Tomaso Bori: «Non può continuare così sulla Sanità si sono consumati anni di battaglie interne alla sinistra tra due gruppi di potere, quello che faceva capo a Catiuscia Marini e quello del segretaio pd Giampiero Bocci». Bori è definito come «uno dei volti giovani e puliti sui quali scommette per la rinascita il partito di Zingaretti in attesa del congresso di marzo». Mentre il commissario Walter Verini, al giornalista dichiara: «Dopo anni di sconfitte da Perugia a Spoleto a Terni il Pd può ripartire ma serve discontinuità, senza la guerra tra correnti che ci hanno messo in ginocchio».

La presidente Tesei E’ la presidente Tesei che al giornalista dice: «Quella della sanità è una bufala della sinistra. Vogliamo semplicemente che la sanità umbra torni ad essere efficiente e basata sul merito. Anzi stiamo dedicando maggiore attenzione alla valutazione degli accreditamenti dei privati». Rispetto alla ‘colonia veneta’, dice: «Ho scelto Coletto per la sua alta competenza nella sanità. E il direttore lo abbiamo selezionato dopo una manifestazione di interesse, nessuna valutazione politica». Mentre per gli assessori : «Spiace per Fratelli d’Italia – che il giornalista ha ricordato avere solo il presidente dell’Assemblea Marco Squarta, nonostante il 10% dei consensi mentre la lista della presidente con il 3% si è presa un assessorato facendo dichiarare allo stesso Squarta che il caso ‘ha lasciato una certa amarezza, infuriare la Meloni – ma abbiamo scelto il meglio per l’amministrazione». Il giornalista di Repubblica sostiene che Lega e Fratelli d’Italia non essendo riusciti a presentare un ddl unitario della maggioranza per la riforma sulle case popolari, «figurarsi quando partirà la guerriglia sulle 50 super poltrone in scadenza quest’anno: il cda di Gepafin, la finanziaria partecipata, il cda di Sase, il cda della Fondazione Umbria Jazz, il vertice di Sviluppumbria». E conclude: «Sanità e non solo nel bottino delle destre».

La Mascio Sulla questione interviene Maria Elisabetta Mascio, candidata di centrosinistra alle suppletive in Senato. «Mi batterò fermamente contro ogni ipotesi di privatizzazione della sanità regionale e per la realizzazione dell’ospedale unico di Narni-Amelia, un investimento irrinunciabile per il territorio. Il leader della Lega in campagna elettorale proclamava ‘In Umbria comanderanno gli umbri’ mentre invece questa scelta nasconde una volontà e un disegno ben precisi, come dichiarato dalla presidente Tesei nelle linee guida del suo programma quando parla chiaramente di ‘potenziare il tasso di coinvolgimento del privato che in Umbria è pari a meno di un terzo di quello della Lombardia’. Stiamo già assistendo, purtroppo, a fenomeni di smantellamento dei servizi nel territorio ternano, come l’accorpamento del reparto di Diabetologia e Endocrinologia nell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Rimandare e rimettere in discussione l’ospedale unico di Narni-Amelia significa privare il territorio di una struttura necessaria ad integrare i servizi con il Santa Maria di Terni al quale va garantita la funzione di alta specialità, alleviando l’enorme mole di lavoro sulle funzioni di bassa e media specialità, in primis chirurgica».

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